Maratone e altro — 22 giugno 2009

In giro per il mondo

Con l’arrivo dell’estate nell’emisfero settentrionale si esauriscono le grandi maratone capaci di attirare l’attenzione di migliaia di podisti, ma proliferano la corse curiose e particolari, sia per le caratteristiche della gara che per la sua localizzazione.
Ne abbiamo raccolte alcune. Abbiamo già riferito della maratona alpina del Liechtenstein, alla quale aggiungiamo adesso quella norvegese di Spitzbergen, nelle isole Svalbard. Si tratta di un remoto arcipelago polare che basa la propria economia sulla pesca e, d’estate, su di un piccolo turismo, sufficiente però ad assicurare un buon reddito ai 3500 abitanti. Qui si corre una maratona vinta quest’anno da Per Hviid (3:09.29) e Lori Osmundssen (4:30.08) davanti a 28 concorrenti. Rimanendo al nord, a Varkaus in Finlandia, si è svolta una delle tre maratone intitolate a Babbo Natale, che pare abiti da queste parti, vinta da Lauri Friari (2:32.45) e da Seija Nurmi (3:07.30) davanti a 61 corridori.
Sempre su un’isola, ma dalla parte opposta del mondo, si è corsa la maratona di Rapa Nui, che noi conosciamo come Isola di Pasqua, vinta dal locale Paul Vera (3:06.17) e dall’americana Brooke Curran (3:29.56).
Nel poverissimo Bangladesh si è disputato a Dhaka il campionato nazionale, vinto da Mohamed Golam Moula (2:30.36) davanti a Feruz Kahn in 2:35.11. Le donne non erano ammesse.
Da segnalare anche la maratona di Plitvice, in Croazia, notevole per la bellezza dei luoghi. Qui ha vinto l’ungherese Gergely Rezessy (2:35.11) e la croata Marija Vrajic (3:03.02). Questa ragazza corre spesso anche da noi ed ha finito per diventare quasi una dei nostri.
In occasione del solstizio d’estate nulla di meglio che andare a correre una maratona al sole di mezzanotte: è quanto avviene da diversi anni a Tromso, in Norvegia, dove oltre 500 podisti hanno celebrato il rito anche quest’anno, tutti preceduti da Ronny Hognestad (2:32.16) e Anne Jorunn Hodne (2:47.15). Sempre in onore del sole di mezzanotte si è corso anche ad Anchorage, in Alaska, dove i migliori sono stati il locale Michael Wisniewski (2:22.30) e la canadese Natasha Yaremczuk (3:04.36).
Dove la difficoltà non è data dal Grande Nord troviamo invece quella ben più severa dell’altura, il questo caso quella di Quito, capitale dell’Ecuador, situata ad oltre 2800 metri di quota. Chiunque abbia provato a correre anche solo attorno ai 1500 metri si rende conto perfettamente di cosa voglia dire questo dato. Sono da considerare pertanto piuttosto buoni i tempi di Leonso Jimenez Chitan (2:26.04) e di Sandra Ruales Mosquera (2:49.52).
Una curiosità ci viene dagli Stati Uniti. Si tratta della maratona di… Marathon, minuscola cittadina dello Iowa, che approfitta della sua denominazione per dare origine ad una gara che assomiglia ad una sagra, con grigliate, banchetti, pic-nic e quant’altro, come in quelle tipiche feste rustiche che si vedono al cinema. Hanno vinto Andrew Barrett (2:50.50) e Erin Esslinger (3:16.17)
Le isole Comores invece sono un piccolo arcipelago dell’Oceano Indiano, tre isole per 400.000 abitanti. Nella capitale Moroni si è corsa la prima edizione di una locale maratona, vinta da Hakim Ahmada (2:48.35) e da Corinne Redoux (4:09.52)
A Phuket, in Thailandia, si è corsa la tradizionale maratona semi-turistica, frequentata soprattutto dagli ospiti della splendida località, vinta da Stephen Paine, australiano, in 2:39.22 e dalla svizzera Katja Fink in 3:33.44. 349 gli arrivati, ma molti di più nelle due gare di contorno.


Caen


Una gara di buona tradizione e partecipazione si è svolta a Caen, porto-canale della Normandia, sulla Manica, località molto importante per l’orgoglio nazionale francese. La sua  Marathon de la Liberté è stata vinta quest’anno dal marocchino Khalid En-Guady in 2:16.20, sul polacco Pawel Ochal 2:16.36 ed altri 1026 arrivati, buono per questa stagione.
Fra le donne invce vittoria tranquilla per Elisabeth Chemweno in 2:38.34 davanti a Margaret Wangui in 2:44.38

Duluth, Minnesota

Un’altra gara tecnicamente valida che si è corsa nel periodo è stata la Marathon Grandma’s di Duluth, tradizionale appuntamento estivo americano. Circa seimila corridori hanno portato a termine la prova, di cui circa il 40% donne, come ormai è tradizione nelle grandi corse del continente. Gli statunitensi si sono bravamente difesi dall’immancabile assalto delle varie colonie straniere, vincendo entrambe le classifiche. Nei maschi il trentenne Christopher Raabe ha vinto con notevole vantaggio in 2:15.13, primato personale, davanti ai kenyani: Charles Kanyao (2:18.36), David Tuwei (2:19.49) e Reuben Chesang (2:19.54). Fra le donne a trionfare è stata l’instancabile Mary Akor (2:36.52) in volata davanti alla russa Alina Ivanova (2:36.58), seguite da Robyn Friedman (2:38.03) e dall’etiope Serkalem Abrha (2:41.06)

Tangamanga

Altra maratona di buona notorietà è la “Tangamanga” che si corre a San Luis Potosì, in Messico, con la partecipazione anche di alcuni degli appartenenti alle colonie di corridori stabilitesi in America. Ed infatti ha vinto Christopher Kipyego in 2:19.39 ma ha dovuto faticare molto per aver ragione di Hugo Romero Mendez (2:19.42). Tutto messicano invece il podio femminile con Paula Apolonia Juarez (2:42.21), davanti a Sara Cedillo (2:43.17) e Emma Maldonado (2:44.21). 


 

Autore: Franco Anichini

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