Maratone e altro — 10 maggio 2010

Praha



Assegnamo alla maratona di Praga la palma di migliore della settimana, in virtù dell’eccellenza del risultato tecnico ma anche, o forse soprattutto, per il fascino sottile e misterioso col quale la Città d’Oro strega immancabilmente tutti coloro che la visitino anche una sola volta.
Percorso nervoso ma veloce, lepri discrete e puntuali nello svolgere il loro compito, ed alla fine un grande risultato tecnico che premia il vincitore, Eliud Kiptanui: 2:05.39, sesta prestazione mondiale dell’anno. Alle sue spalle, parecchio staccati, sono arrivati comunque altri quattro sotto le 2:10: Tsegay (2:07.11), Koech (2:07.23), Feleke (2:08.04) e Kiprop (2:09.09). Eliud era del tutto sconosciuto, avendo corso solo una maratona in circa 2:12 a Kisumu in dicembre e nessuna mezza! In questa gara, fra premi e bonus, ha incassato qualcosa come 75.000 euro.
Fra le donne la keniana Helena Kirop ha saputo doppiare il successo per la sua nazione, precedendo altre africane ed un nutrito gruppetto di ex-sovietiche. La keniana ha chiuso in 2:25.29 davanti ad Alevtina Ivanova (2:27.36), Ashu Kasim (2:29.54), Yuliya Ruban (2:31.13) ed altre. Era in corsa anche la nostra Marcella Mancini, in cerca di una buona prestazione in prospettiva Barcelona, ma non è riuscita nel suo intento finendo undicesima donna in 2:40.39
Mancini a parte, erano presenti molti italiani, i migliori dei quali sono stati Stefano Vismara (61^-2:39.32) e Sara Bradaschia (46^-3:13.53)


Mainz


Prosegue il dipanarsi delle maratone tedesche di buona levatura, fra cui segnaliamo quella di Magonza, dedicata a Gutemberg inventore della stampa. Gli ospiti keniani assicurano come al solito un buon livello tecnico. Così è stato anche qui per merito di Mohamed Ikoki (2:11.01) che ha preceduto un nuovo corridore moldovano, Roman Prodius (2:12.31)  e Richard Chepkowony (2:13.38). Volata all’ultimo fiato in campo femminile con Balcha Alemu e Svitlana Kouhan piobate insieme sul traguardo dopo 2:34.08 di corsa, stesso tempo per entrambe. Tranquilla terza è arrivata Mildred Kaminiy in 2:35.41.


Mont Saint Michel


Il fascino di correre in una delle baie più famose del mondo compensa largamente dei disagi logistici e delle difficoltà del percorso, così che anche quest’anno quattromila maratoneti si sono dati appuntamento in questo remoto angolo di Bretagna per celebrare ancora una volta il mito di maratona. Naturalmente il risultato tecnico non poteva essere dei migliori, ma non importa. Ha vinto Wilfried Cheseret in 2:19.33 davanti a Khalid el Guadj in 2:22.18, mentre le prime prime donne sono state Svetlana Pretot (2:40.54) e Stephanie Briand (2:41.42)


Ginevra


Anche la Svizzera partecipa, con calma ed ordine, alla festa di maratona, ad esempio con questa sua di Ginevra, che si corre sulle placide rive dell’omonimo lago. Nulla di eccezionale, beninteso, ma gara piacevole e ben organizzata, vinta quest’anno da Teshome Tmerste (2:20.31) e dalla locale Laura Hrebec in 2:44.33


Vitoria-Gasteiz


Una delle ultime maratone spagnole della prima parte di stagione si corre a Vitoria-Gasteiz, città della provincia di Alava che fa parte del Pais Basco, o per meglio dire, dell’Euskadi.
E’ la città natale di Martin Fiz, grande campione di un recente passato, che ora si è dedicato anche all’organizzazione di gare, in primis questa maratona che è intitolata a… lui stesso!
Si tratta di una gara tutto sommato minore, che nulla ha a che vedere con le grandi corse di Barcelona. Madrid, Sevilla e Valencia, ma si è conquistata un suo piccolo posto nel calendario.
Quest’anno ha vinto James Moiben in 2:28.15 davanti a Antonio Ioseba Blanco Gutierrez (2:30.12) mentre la prima donna è stata la basca Gemma Perez Berasategui in 3:08.58


Skopje


La Macedonia è una porzione di territorio della ex-Yugoslavia immerso nelle montagne dei balcani, chiuso fra Serbia e Grecia, entrambe ostili. In questo isolato angolo d’Europa si cerca tuttavia di tornare lentamente alla normalità, e fra le cose normali che vengono fatte c’è anche la maratona di Skopje, la piccola capitale. Sia pure con una partecipazione ridotta, fa tuttavia piacere notare che molti atleti provenienti dai Paesi dell’area aderiscono alla proposta, dando vita ad una specie di campionato ufficioso dei Balcani, allargati. Ha vinto l’ungherese Tamas Toth (2:28.56) davanti all’olandese Trick Neals (2:31.11) e al moldovaro Gheorghita Viorel (2:32.22). In campo femminile la prima è stata Luciah Kimani, una keniana che ha preso la scomoda cittadinanza bosniaca, in 2:55.56 davanti alla croata Marija Vrajic (2:59.21) e all’ungherese Katalin Farkas (3:00.57).


Kota Kinabalu


Il Borneo è una grande isola del mar della Sonda, in quella regione densa di isole che fa da barriera fra l’India e l’Asia Orientale. Il nome è fascinoso e, per chi ha i miei anni, richiama alla memoria i libri di Salgari ed i personaggi di un’epoca in cui la fantasia non aveva bisogno dei cartoni animati giapponesi. Al giorno d’oggi l’isola è divisa fra Malaysia e Indonesia ma rimane selvaggia ed a tratti inaccessibile. Da qualche tempo la parte malese sta attrezzando località turistiche, confortate da una natura lussureggiante, destinate ad ampliare l’offerta mirata verso chi è sempre in cerca di méte poco conosciute.
Noi abbiamo scoperto che nella località di Kita Kinabalu si corre una maratona e ci affrettiamo quindi ad aggiungerla alla nostra collezione di maratone esotiche. Nell’edizione del 2010 erano presenti un centinaio di corridori, immersi nel bagno turco del clima, ed i vincitori sono stati il keniano (anche qui!) Peter Kipleting in 2:38.00 e la giapponese Mai Tagami in 3:32.28


 


 

Autore: Franco Anichini

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