Maratone e altro — 16 febbraio 2010

Donne USA


Il sito americano marathon-guide informa che lo scorso anno i maratoneti che hanno concluso almeno una corsa sono stati 468.000 nei soli Sati Uniti. Ciò rappresenta un significativo incremento rispetto agli anni precedenti. Ancora più significativo è il dato che quantifica la partecipazione femminile, che è stata del 40,5% pari a circa 190.000 atlete!


Curiosità


Lo statunitense Terrence Stanley (57 anni) ha vinto la maratona indoor Polar Bear di Ada, Ohio,  in 2:58.09. E’ la seconda vittoria della sua carriera. Il fatto curioso è che Stanley aveva vinto la sua prima maratona il 10 settembre 1977 in 2:23.13. Quando si dice la pazienza…!


Beppu-Oita


Tradizionale maratona maschile, che fa risalire al sua prima edizione agli anni trenta. Quest’anno gli organizzatori lamentavano di non essere riusciti a contattare i keniani migliori e praticamente nessuno degli etiopi e prevedevano quindi una gara modesta. In effetti il risultato tecnico non è dei migliori, anche per effetto dell’esasperato tatticismo che ha frenato il gruppetto dei battistrada. Alla fine è venuto fuori comunque il keniano di turno, Elijah Karanja Muturi, che ha prevalso dopo 2:10.50 di corsa. A seguire vengono Daniel Njenga (2:10.55), gli esordienti Jeffrey Hunt (Aus-2:11.00) e Atsushi Ikawa (2:11.05) e quindi Kenneth Mugara (2:11.05). In totale segnaliamo però che gli atleti capaci di chiudere in meno di 2:20 sono stati 22: niente male!


Parabita


La maratona del Salento, gestita con molta saggezza e senso della realtà, ogni anno fa registrare un piccolo progresso. La vittoria è andata ad un tranquillo Giorgio Calcaterra, al quale è bastato correre in 2:28.30 per precedere Alberto Di Petrillo (2:35.32). Più interessante si presentava la corsa al femminile in virtù della presenza contemporanea delle tre migliori ultra-maratonete italiane, evento sempre più raro, rafforzate dalla croata Marija Vrajic, vincitrice lo scorso anno, che comunque anche lei non disdegna puntate vincenti nelle gare di lunga lena. Sulla strada, la bergamasca Paola Sanna ha dimostrato di mettere a buon frutto i consigli di Ornella Ferrara, alla quale (oltre che a sè stessa) ha regalato la seconda vittoria stagionale, dopo la mezza di Oggiono di due settimane orsono. Data la stagione estremamente precoce, nessuna si è tirata il collo, ma alla fine Paola ha saputo comunque realizzare il tempo di 2:54.27, cioè meglio di quanto fece lo scorso anno a Barcellona in marzo. Bene, bene.
Alle sue spalle sono arrivate Monica Casiraghi (2:59.15) e Marija Vrajic (3:01.27), prima della pugliese Daniela Hajnal (3:07.07). Continua, invece, il calvario di Monica Carlin, che dopo i fastidi fisici dello scorso anno, esordisce con un ritiro dovuto ad un dolore al piede, di fronte al quale bene ha fatto a desistere. Purtroppo recenti notizie parlano di un infortunio più grave del previsto, che la costringe ad una sosta forzata di almeno un mese. Forza Monica!


Austin


La maratona di Austin, Texas, è una delle prime corse di un certo livello nella ricchissima stagione nord-americana, favorita dal clima dello Stato del sud nel quale si svolge. Quest’anno ha registrato 3949 arrivati ed è stata vinta dal 28enne texano Keith Pierce, esordiente, che ha corso in 2:20.35. La prima donna è stata Elle Pishny in 2:53.16


Johannesburg


Maratona in altura a Johannesburg, denominata Pick ‘n Pay dal nome del suo storico sponsor.
Ha vinto il noto ultra-maratoneta Butiki Jantjies, spesso fra i migliori nelle Comrades, che ha impiegato 2:25.23 per battere Aaron Gabonewe (2:26.58).
La prima donna è stata Riana van Niekerk in 2:59.23, seguita da Paula Quinsee (3:04.33). Anche lei è una ultra-maratoneta, fatalmente sconfitta dalle russe alle Comrades ma capace di essere, lo scorso anno, la migliore al mondo nel Trofeo IAU dei 50km, salvo non presentarsi alla finale a causa di un dolore ad una caviglia.


Nobeoka


In Giappone siamo in piena stagione di maratone e settimana dopo settimana si registrano buoni risultati. E’ il caso della maratona nazionale di Nobeoka, che è stata vinta da Masaki Shimoju (2:12.18), davanti a Fumiyoki Watanabe (2:13.52), Takanori Ide (2:14.11). Sette corridori hanno corso in meno di 2:20, tutti giapponesi.


New Dehli


In India la pratica della corsa su lunghe distanze non gode dello stesso retroterra culturale ben radicato nella tradizione come in Giappone e Cina, ma ugualmente si tenta di uscire dall’anonimato potenziando il lato organizzativo. Il numero dei partecipanti cresce, ma la qualità tecnica tarda a venire. A New Dehli, ad esempio, hanno vinto Deep Chand (2:22.33) fra i maschi e Sukanya Mall (2:59.58) fra le donne, in una maratona a cui hanno preso parte oltre 5000 persone.


Sevilla


La Maraton Popular de Sevilla è un esempio di quelle gare “miste” che hanno intenti di corse di massa, ma che non disdegnano di curare una classifica di alto livello. A questo scopo gli atleti migliori vengono classificati “élite” e concorrono ad una classifica separata, senza categorie, senza premi ma con ingaggi.
In questo modo la gara sivigliana porta al traguardo quest’anno 3124 arrivati, quarta in Spagna dopo Barcelona, Madrid e Valencia. Il vincitore della categoria élite è stato il keniano Philip Biwot (2:10.39) che ha preceduto lo spagnolo Pablo Villalobos Bazaga (2:13.33), il portoghese Jose Moreira (2:13.37), William Biama (2:13.45), Javier Diaz Carretero (2:13.47) e José Carlos Hernandez (2:14.19). Dalla Spagna giungono dunque timidi segnali di ripresa e di rinnovamento, non eccezionali ma validi: noi ci accontenteremmo!
Nelle donne la migliore è stata Girma Tadesse Desta (2:34.53), su Tigist Kifle Gebremeskiel (2:35.46), Tamara San Fabio Rodriguez (2:37.37) e Doreen Nduku Kitara (2:37.11) 
Erano presenti anche alcuni italiani. Spulciando l’ordine d’arrivo troviamo nei primi cento il bergamasco Franco Zanotti 52^ in 2:38.39 e Federico Chellini, 91^ in 2:44.02. Zanotti è stato lo scorso anno nazionale di ultra-trail, conseguendo un buon sesto posto nel mondiale della specialità.


 

Autore: Franco Anichini

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