Maratone e altro — 02 febbraio 2010

Osaka ladies


La maratona femminile di Osaka si è corsa con un tempo “miserabile”, così come lo definiscono i siti americani, ma nonostante questo ha fornito risultati più che interessanti.
Il passaggio alla mezza è stato fin troppo veloce, date le condizioni di freddo e pioggia, in 1:10.45. Alle spalle delle prime avventurose sono poi emerse l’etiope Amane Gobena (1982), la portoghese Marisa Barros (1980) e la giapponese Yukiko Akaba (1979), che però era costretta al ritiro al trentottesimo chilometro a causa del riacutizzarsi di un insopportabile dolore al ginocchio. L’etiope andava a cogliere l’ennesima vittoria per il suo Paese, dopo dura lotta, in 2:25.14 davanti alla lusitana in 2:25.44.
Dalle retrovie emergeva Mari Ozaki (1977), che andava a cogliere un prestigioso terzo posto in 2:26.27. Seguivano la rumena Lidia Simon (1973-2:27.11) e la giapponese Kayoko Obata (1971-2:27.19), poi bene anche Yoshiko Yamazaki (1985-2:27.34), Chika Horie (1981-2:28.29) e Azusa Nojiri (1982-2:29.12)
Si trattava di una gara élite, pertanto secondo il regolamento in vigore in Giappone, solo 356 atlete l’hanno portata a termine, delle quali in 15 hanno fatto meno di 2:40 ed altre 10 meno di 2:50
Nello stesso week-end si è corsa anche la 58^ adizione della corsa popolare Katsuta, ad Hitachinaka, che ha visto 7746 arrivati, tutti preceduti da Tomoyuki Kawakami (2:18.49). Interessante, nella corsa donne, la performance della diciottenne Kana Kurosawa, una studentessa della Ibaraki High School, che in 2:48.11 ha battuto l’ultra-maratoneta Hiroko Sho.


Marrakech


Anche nella maratona di Marrakech si registra un’affermazione dei corridori del Corno d’Africa, ma questa volta il vincitore porta con orgoglio la nazionalità eritrea, la Nazione che si è affrancata dal dominio etiope dopo una lunga guerra di liberazione. In Marocco ha dunque vinto Yared Dagnaw, col primato personale di 2:10.10, seguito dall’etiope Tsegay Reda Gebrselassie (2:10.32) e dal migliore dei forti corridori locali, Ahmed Baday in 2:10.58. Il primo keniano è stato appena quarto, e si trattava David Toniok (2:11.26). Complessivamente ben venti corridori hanno chiuso in meno di 2:20, fra i quali diversi marocchini sconosciuti.
In campo femminile stessa musica con la vittoria dell’etiope Tsegaye Gelaw in 2:32.09, ben davanti alla keniana Georgina Rono (2:34.53) ed ha Moges Zebenaye Gebre (2:39.16). 


Miami


Anche la stagione nord-americana si sta avviando cautamente, non senza buone gare programmate negli Stati più meridionali. E’ il caso della maratona di Miami, chiamata anche la corsa dei brasiliani a causa della serie di vittorie conseguite dagli atleti di quel Paese. Ma stavolta ha vinto l’ultramaratoneta americano Michael Wardian, che per l’occasione ha corso senza portarsi dietro suo figlio, e che è andato a vincere in un tranquillo 2:28.39 ben davanti al brasiliano Cesar Martins in 2:36.03
Nella corsa donne ha vinto Brett Ely in 2:45.36 davanti alla bielorussa Alena Vinnitskaya in 2:48.02


Nagpur


Anche in India si comincia a correre ad alto livello, e non solo a Mumbai. Ne fa fede la maratona internazionale di Nagpur dove stavolta hanno prevalso i tanzaniani, primo e secondo. Ha vinto Patrick Nyangelo Lusato (2:13.06) davanti a Oswald Revelian Kahuruzi (2:13.07). Seguono Benson Kipkosgei Yator (2:13.54), Tumicha Worana Horsa (2:14.28), Eyob Alemu Woldegeorgis (2:14.44) e Gebrkidan Gebregziabher (2:14.49). Solo 19^ il primo indiano, Satya Prakash (2:26.39).
Le donne sono state invitate invece a cimentarsi nella mezza, dove ha vinto Hellen Nzembi Musyoka (1987- 1:11.27) record della corsa, davanti a Restituta Joseph (1:12.39). La prima indiana è stata Kavita Raut (1:14.14) su Sudha Singh (2:16.13)


Bamako


Nella capitale del Mali si è corsa una delle poche maratone organizzate nell’Africa Nera, con vittoria per il nigeriano Kabirou Dan Mallam in 2:27.43 davanti al connazionale Oumarou Souley 2:32.38. Le donne sono state limitate ai 10km, vinti da Mamou Diallo in 43.42
Il distacco con i Paesi dell’Africa Orientale, come si vede, è nettissimo.


 


 

Autore: Franco Anichini

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