Maratone e altro — 06 ottobre 2009

Minneapolis-St.Paul Mn

La migliore della settimana è questa maratona americana, con i suoi 8429 arrivati e la straordinaria profondità dei suoi risultati. La corsa era valida come campionato Usa delle categorie veterani femminili, e questo ha attirato un grande numero di podiste, ma era aperta anche ai maschi ed alle atlete non appartenenti alle categorie veterane.
Nei maschi Jason Hartmann ha bacchettato i keniani, per la verità non fra i migliori, ed ha vinto in 2:12.09 davanti ad Augustus Kavutu (2:13.03) e John Njoroge (2:13.26). Ma i risultati più interessanti li registriamo proprio nella gara femminile. Curiosamente, la ventenne Ilsa Paulson ha scelto il campionato veterani, gara open, per fare il suo esordio risultato poi vincente in 2:31.49, a riprova che il cammino virtuoso intrapreso dal movimento Usa continua a sfornare nuovi talenti. Il titolo veterane è andato a Colleen de Reuck (2:32.37), nata sud-africana, seguita da Kristen Nicolini (2:35.06). Quello che impressiona, dicevamo, è la profondità dei risultati. In campo maschile hanno chiuso sotto le 2:20 in 14 corridori, mentre in campo femminile sotto le 2:50 sono arrivate 47 atlete, dicasi quarantasette!

Cape Town

La Nedbank è uno degli sponsor principali del Paese, insieme alla catena di supermercati Mister Price, ed organizza in proprio un ciclo di manifestazioni di corsa su strada che vanno dai 10km alle maratone, scaglionate in tutto l’anno secondo una logica anche tecnica del tutto apprezzabile. Una delle punte di questo programma è la maratona di Città del Capo, che registra quasi sempre una grande partecipazione e risultati tecnici in genere piuttosto validi. Quest’anno ha vinto George Mofokeng in 2:14.20, su di un percorso rallentato da un paio di passaggi in salita. Seguono Motlokoa Nkhabutlane (2:14.51), Mike Fokoroni (2:15.12) e Aphael Segodi (2:16.58). Le migliori donne sono state Sharon Tavengwa (2:47.08) e Tshifhiwa Mundalamo (2:47.24). Il Sud Africa è Paese vivissimo nel campo della corsa su strada originando un movimento molto ampio che ha spesso prodotto campioni di primo piano. In questa fase di ricambio ci sono parecchi nuovi corridori interessanti, ma nessuno che sia ancora emerso a livello internazionale.

Koln

Nel vastissimo panorama organizzativo tedesco questa bella maratona di Colonia rischia di essere classificata fra quelle di seconda fascia, nonostante i suoi 7380 arrivati. Sul piano qualitativo invece si salva col massiccio ingaggio di uno stuolo di keniani, che hanno occupato tutte le prime dieci posizioni; infatti anche Khamis lo è pur gareggiando per il solito Bahrein.
L’ordine d’arrivo ci dice che il vincitore si chiama Evans Kipkosgei Ruto (2:08.38) al foto-finish su Samson Bungei Kiptoo (2:08.38) e Adam Khamis (2:09.09). Molto interessante l’arrivo femminile, non tanto per il normale 2:30.12 della tedesca Sabrina Mockenhaupt, quanto per il personaggio che lo ha fatto. Sabrina è una pistard recentemente convertita alla maratona, giovane quanto basta essendo nata nel 1980. Dopo essere arrivata tredicesima nella finale olimpica dei 10.000 col personale di 31.14,21 ha deciso infatti di passare subito alla strada, ottenendo all’esordio un significativo crono di 2:26.22 a Francoforte nell’ottobre 2008 che fa di lei la seconda tedesca in maratona alle spalle di Irina Mikitenko, e comunque in buona compagnia di altre forti maratonete. Qui ha vinto senza opposizione, confermando il buon talento dimostrato.
Un’altra maratona di buon livello è stata quella di Bregenz, in Austria, che ha visto il successo di un certo Samson Sparimuk in 2:15.59 davanti a Titus Kipchumba Kosgei (2:16.18) ed al tanzaniano John Nada Saya (2:21.32) che qualche anno fa sembrava destinato ad una carriera migliore. Selina Chelimo Chemunge è stata la prima donna (2:37.59) dopo una bella lotta con la bielorussa Volha Salevich (2:39.22)

Bruxelles

Gli organizzatori della maratona di Bruxelles curano esclusivamente la prova maschile, e lo fanno cercando d’ingaggiare africani “battibili” per i loro migliori atleti, anche se poi va a finire che loro vincono comunque. E’ il caso del debuttante keniano Abraham Patongole, che ha chiuso la prima maratona della sua vita in 2:15.20, seguito dal belga Rik Ceulemans, che invece è sceso sotto le 2:20 per la 47^ volta con 2:17.36. Terzo l’altro keniano William Suparimuk (2:18.36). Da qualche mese sono il circolazione alcuni keniani nuovi, i cui cognomi sembrano riportare ad etnie diverse da quelle solite che siamo abituati a registrare. Stiamo verificando e saremo più precisi in seguito.

Loch Ness


La tranquilla vita di un mostro per bene, come la mitica Nessie, viene disturbata ogni anno da quei chiassosi e strampalati esseri umani che si mettono a correre come matti attorno al suo lago, senza che sia dato sapere perchè lo fanno e cosa cercano. Da mostro saggio e antico Nessie si rintana dunque nelle profondità, pronta a tornare in superfice dopo che sarà tornata la calma, magari anche facendosi fotografare da qualche turista meglio educato.
La maratona di Loch Ness è dunque una festa, una scampagnata, il cui spirito è mirabilmente sintetizzato nel logo della manifestazione, che ritrae un laccio da scarpe in forma di drago.
Oltre duemila corridori hanno dato vita anche quest’anno a questa curiosa gara, vinta con tempi dignitosi da Simon Tonul (2:20.13) e da Joyce Kirui (2:48.25), naturalizzata britannica.
Sempre sul suolo britannico, registriamo la maratona dell’Isola di Wight, situata nella Manica, interessante soprattutto perchè ad organizzarla è il Ryde Harriers Club, il più antico club podistico inglese fondato nel 1886. E’ vero che l’atletica nelle isole britanniche è databile da una ventina di anni prima, ma si svolgeva esclusivamente nelle Università. Per la cronaca, hanno vinto Paul Cameron (2:50.38) e Sandra Goldsack (3:28.36)

Kosice

La cittadina di Kosice ha vissuto alterne vicende, a seconda dell’andamento dei grandi e tragici fatti del “secolo breve”. Nata come località ungherese, anche in virtù della maggioranza etnica dei suoi abitanti, faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico, per poi venire associata alla rinascente Ungheria. In tale veste è stata sede dei campionati nazionali ungheresi varie volte nella prima metà del secolo. Poi venne aggregata alla Cecoslovacchia ed infine alla Slovacchia, dopo la “rivoluzione di velluto”. Fatto sta che è la sede della più antica maratona europea, la cui prima edizione risale al 1924. Quest’anno celebra la sua 84^ edizione e lo fa con buoni risultati tecnici, ad opera degli invitati africani. D’altra parte in questa corsa sono stati sempre presenti rappresentanti delle diverse scuole che via via si sono passate il bastone del comando. Nell’albo dei suoi vincitori figura anche Abebe Bikila, e questo dice tutto. Ha vinto Jacob Kipkorir Chesire (2:10.59), davanti a Shume Hailu Legesse (2:11.36) e Kedir Fikadu Kassa (2:11.39). La prima donna è stata la bielorussa Olena Burkovska col nuovo record della corsa in 2:30.50. Seguono Nadiya Adilo Roba (2:35.00) e Florence Chepkurui (2:36.01)


Egna


Qualche buona notizia anche per noi dalla maratona di Egna, in Alto Adige, per l’ultima volta sul vecchio percorso. La notizia porta la firma Giovanni Gualdi, classe 1979, esordiente assoluto in maratona, che alla sua prima uscita precede Migidio Bourifa e sigla il buon tempo di 2:16.23, mentre Migidio chiude per secondo in 2:18.40. La prima donna è Irene Psaier (3:07.11) davanti a Daniela da Forno (3:10.01)

Budapest

I 2396 arrivati della maratona di Budapest sono l’elemento di successo che gli organizzatori mettono in maggiore evidenza, segnalando così l’interesse di massa della gara. Comunque discreto anche il risultato tecnico, nonostante che il duro percorso prevedesse una ascesa all’antica cittadella di Buda e lo scavalcamento di un paio di ripidi ponti sul Danubio. Ha vinto Moses Chepkwony in 2:25.16, davanti a Ferenc Biri (2:25.25) che abbiamo visto spesso alla nostra 50km di Romagna. La prima donna è stata Andrea Szederkenyi (2:44.24) davanti al monumento nazionale Judit Nagy (2:46.41)


Guayaquil


Facciamo un salto fino nel lontano Ecuador, dove si è corsa l’annuale maratona di Guayaquil, una bella corsa che talvolta ha anche lanciato qualche talento. Quest’anno ha vinto Reuben Kipkemoi in 2:19.27 davanti ai locali Edison Guerra (2:21.58) e Hugo Jimenez (2:24.54). Fra le donne, senza rivali la campionessa di casa Sandra Ruales Mosquera (2:45.25) davanti a Claudia Tangarife (2:50.09)


 


 

Autore: Franco Anichini

Share

About Author

Peluso

  • Tiziano “Atletica Agnone”

    Koln marathon

    Io c’ero, non credo proprio che sia una maratona di seconda fascia, correre per 42 Km tra due ali di gente è una emozione indescrivibile, che non ho provato nelle mie altre maratone (budapest-Vienna-Barcellona-Roma-Firenze etc..), l’unico neo che al ristoro finale solo fiumi di birra nemmemo una goccia di acqua.

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>