Maratone e altro — 27 aprile 2010

week-end ricchissimo di gare: quarantanove maratone in diciotto Paesi. Diamo un breve resoconto solo delle più importanti, ma chi fosse interessato può richiedere tramite la redazione notizie sulle altre.


 


Cracovia
Avete mai visto qualcuno piangere senza lacrime? Guardate in faccia un flglio di Polonia in questi giorni, e lo vedrete. Anzi, vedrete un Popolo intero, con la faccia dura ed i pugni chiusi, nascosti in tasca. E così hanno corso i maratoneti nella città di Cracovia, capitale simbolica della loro terra martoriata: riprendere a fare quello che si conosce meglio, senza lacrime, ed i pugni chiusi: così Polonia celebra i suoi eroi, da secoli.
La maratona di Cracovia è stata vinta dall’etiope Abede Degane in 2:16.13, davanti a D.Baranowski (2:22.16) e P.Rojewski (2:22.59). Le prime donne sono state Geta Terakegn Etaferahu (2:37.22), Agnieszka Gortel (2:39.16) e Julia Vinokourova (2:40.23)


Londra


Solo nomi famosi in testa alla maratona di Londra maschile, mentre la Shobukova si afferma come la migliore del mondo. La forte umidità della giornata impedisce la realizzazione di tempi record, ma le prestazioni tecniche sono ugualmente di altissimo livello.
L’etiope Tsegaye Kebede, ritirato nel 2009, è tornato a Londra per sconfiggere in 2:05.19 molti dei keniani migliori al mondo, compresi Duncan Kibet, Samuel Wanjiru, Abel Kirui e l’eritreo Zersenay Tadesse, primatista mondiale della mezza. Con la sua vittoria, Kebede ha interrotto una striscia di vittorie keniane che durava da sei anni. Alle spalle del vincitore, in grande evidenza Emmanuel Mutai (2:06.23) ed il marocchino Jaouad Gharib, ancora una volta piazzato in 2:06.55. Seguono Abderrahime Bouramdane (2:07.33), Abel Kirui (2:08.04), Marilson Gomes Dos Santos (molto bene in 2:08.46), un deluso Zersenay Tadesse (2:12.03), ed il primo britannico Andrew Lemoncello (2:13.40).
Tsegaye Kebede è nato il 15gen1987, è alto 1.58x50kg  e vanta un personale di 59.35 sulla mezza.
La gara femminile ha visto la prima vittoria russa nella storia della maratona di Londra. A compiere l’impresa è stata Liliya Shobukova, già terza lo scorso anno e vincitrice della maratona di Chicago. Nella prima metà corsa ha mantenuto il ritmo imposto dall’ungherese Aniko Kalovics (1:10.55), poi ritirata, per poi andare a vincere nel finale in 2:22.00. Seconda è stata un’altra russa, Inga Abitova, in 2:22.29. L’etiope Aselefech Mergia ha tentato l’attacco risolutivo al miglio 23, ma esaurito il suo sforzo si è dovuta accontentare del terzo posto in 2:22.28. Quarta è stata Bezunesh Bekele (2:23.17), seguita da Askale Tafa (2:24.39), la giapponese Yukiko Akaba (2:24.55), Bai Xue (2:25.18), e la neo-zelandese Kim Smith (2:25.21-record nazionale).
Liliya Sobukova è nata il 13nov1977 ed è alta 1.70x50kg. Nella sua carriera ha gareggiato molto in pista, ottenendo dei personali notevolissimi: 800-2.03,18 1500-4.03,78 3000-8.27,86 (WR indoor) 5000-14.23,75 e 10.000-30.30,93


Amburgo


Importante maratona tedesca di primavera, che emerge per numeri e qualità nello sterminato panorama di gare che ogni anno si disputano in Germania (oltre 200 maratone!). Sul piano agonistico registriamo la vittoria in volata di Wilfred Kigen (2:09.22) su Urige Arado Buta (2:09.27), che è etiope ma gareggia per la Norvegia e quindi si potrebbe ritrovarcelo agli europei di Barcelona. A seguire sono arrivati l’eritreo Beyene Zerea Beraki (2:10.06), Justus Kiprono (2:10.16), Matthew Kosgei Kibowen (2:10.57) e lo spagnolo Ignacio Caceres (2:12.49).
Fra le donne la keniana Sharon Kiprop ha rotto l’ormai consueta superiorità etiope, vincendo in 2:28.38 davanti a Eshetu Degefa (2:29.48). Più lontane le piazzate: Beata Naigambo, della Namibia, in 2:33.00. Elizabeth Chemweno (2:33.24) e l’ukraina Tetyana Mezentseva (2:34.24).


Madrid


In un week-end davvero affollato si è disputata una terza grande maratona europea: la Mapoma, che sta per Maraton Popular de Madrid. In eterna rivalità con quella di Barcelona, quest’anno perde nettamente il confronto numerico: 8292 arrivati contro 10238 della capitale catalana.
Sul piano tecnico gli spettatori numerosi e disciplinati hanno assistito ad una gara dall’andamento consolidato come sempre quando sono in corsa uno stuolo di africani. Gruppeto di sei in testa fino alla mezza (1:05.22), poi quattro, poi due, poi sfida finale vinta da Thomson Cherogony, il più esperto del lotto, che ha prevalso comodamente in 2:11.27 davanti ai più giovani Dickson Chumba (2:11.54) e Jonathan Kipkosgei (2:13.06). Il primo degli spagnoli è stato Miguel Angel Gamonal, classe 1981, in 2:17.27
Andamento simile fra le donne, con passaggio in 1:17.01 ed arrivo in 2:34.39 per l’etiope Desta Girma Tadesse davanti a Hadish Letay Negash (2:34.58) e Justyna Bak (2:37.529, mentre la migliore delle spagnole è stata Ana Casares Polo in 2:47.50.
Tempo splendido, percorso ondulato che non ha favorito la prestazione tecnica


Padova


Buona edizione 2010 per la maratona di Sant’Antonio, con arrivo a Padova. Confortati dall’arrivo di 1664 corridori, gli organizzatori hanno potuto celebrare la vittoria di Gilbert Chepkwoni in 2:10.45 in quello che è stato praticamente un esordio. Alle sue spalle noi italiani possiamo gioire per la prova di Giovanni Gualdi, che ha chiuso in 2:13.39. Finalmente qualcosa si muove! Record della gara al femminile per Rael Kiyara in un ottimo 2:30.18 che nel finale le ha consentito di staccare la tenace Priscah Jeptoo (2:30.53)


Enschede


La maratona di Enschede è una seconda fascia olandese di buona tradizione, che spesso ha lanciato sul proscenio europeo personaggi di un certo spessore, fra i quali, in un lontano passato, ricordiamo anche il nostro Antonio Ambu, forse il miglior talento italiano che ha avuto il torto di… nascere troppo presto!
John Kelai ha coperto la distanza in 2:12.17, sufficiente per superare Julius Korir Kiplagat (2:12.34). Jacob Yator (2:12.43) ed una lunga sequela di altri africani. E’ olandese invece la prima donna, Ingrid Prigge in 2:46.25


Nashville


Negli States è invalso l’uso di vietare ai concorrenti l’uso delle cuffie che con la loro musica accompagnano la fatica, ma, in compenso si organizzano sempre più maratone dedicate ai vari tipi di musica. Ciò significa che l’organizzazione si fa un punto d’onore di assordarvi dalla partenza all’arrivo. Se la musica non vi piace potete sempre iscrivervi ad un’altra maratona. Infatti si corre a ritmo di rock’n’roll, di blues, di reggae e, come qui nel Tennessee, a ritmo di musica country, la più popolare in Nord America.
Questo tipo di musica deve piacere molto anche ai maratoneti colombiani, che hanno scelto questa gara, peraltro molto ricca, per scendere dalle loro montagne. Infatti ha vinto William Najanjo in 2:15.39 davanti al più noto connazionale Juan Carlos Cardona (2:15.51). Seguono un paio di keniani e poi un altro colombiano, Jason Gutierrez in 2:18.43.
La prima donna è stata la 21enne americana Ilsa Poulson in 2:33.41 (niente male!) davanti a Serkalem Abrha (2:35.21), più “anziana” di solo un anno.


 

Autore: Franco Anichini

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