Maratone e altro — 28 aprile 2009

Londra


Grandissima gara, come sempre, per una delle top-ten mondiali di maratona, ma soprattutto gara vera, una delle poche. Il fascino della città, la tradizione della corsa, ma anche (sospettiamo) il potere di convincimento della sterlina assicurano che a Londra si svolgano sempre competizioni autentiche, dove molti dei migliori del mondo si affrontano a viso aperto per la vittoria. State tranquilli che qui i “primatisti” che tanto amano le gare di plastica non li vedrete, e d’altra parte quando ci hanno provato non hanno raccolto granchè. Dunque gara con lepri ben distinte da un numero diverso da quello dei top-runners, che hanno svolto il proprio compito nel migliore dei modi assicurando un passaggio alla mezza fra i più veloci mai fatti registrare. Quando le lepri non ce l’hanno fatta più sono stati doverosamente i migliori a prendere il comando delle operazioni. Ben presto sono rimasti in tre, che si sono giocati la vittoria nel finale, dove ha prevalso la maggiore qualità muscolare di Samuel Wanjiru (2:05.10), che si conferma così come il miglior maratoneta del mondo. Senza record ma con prestigiose vittorie. Il terzetto si è completato sul traguardo con Tsegaye Kebede (2:05.20) e con Jaouad Gharib (2:05.27) al quale va il merito di avere smosso la corsa quando le lepri hanno iniziato a ciondolare. Di grande rispetto il parco dei battuti, da Mutai a Ramaala, da Goumri e Keflezighi ecc.
Andamento simile anche nella corsa femminile, ma con due protagoniste assolute, entrambe da accumunare nell’applauso finale. Irina Mikitenko, tedesca già capace di meno 2:20, e la britannica dal cognome giapponese Mara Yamauchi hanno fatto gara per conto proprio, staccando il gruppo di due minuti già dal 25° chilometro. La feroce lotta che ne è seguita ha penalizzato leggermente il tempo finale e consentito un certo riavvicinamento delle altre, ma le grandi protagoniste restano loro due. Dunque Europa sugli scudi, con Irina prima in 2:22.11 e Mara seconda in 2:23.12 ed anche Liliya Shobukova, che esordiva in maratona, terza in 2:24.24 e poi Svetlana Zakharova quarta in 2:25.06. Per trovare la prima africana è necessario scendere al quinto posto di Berhane Adere (2:25.30).


Amburgo


Amburgo è una delle maggiori maratone del mondo per numero di partecipanti e sicuramente una delle più piacevoli da visitare, in virtù del carattere aperto della città e della gente. I suoi 14.000 concorrenti si sono dunque allegramente riversati per le strade e soprattutto per i suoi grandi parchi, hanno fatto una puntatina verso il porto ed hanno quindi raggiunto il tragiuardo, ognuno col proprio obbiettivo. Sul piano qualitativo si è trattato invece di una gara tutto sommato modesta, con i vincitori fermi su tempi appena discreti e notevoli distacchi sui piazzati. Primi sul traguardo sono transitati Solomon Tside (2:11.47) ed Alejandra Aguilar (2:29.10).
In contemporanea si è corso anche a Bonn, a lungo capitale, dove hanno vinto Joash Mutai (2:15.22) e Rosina Kiboino (2:42.28). Segnaliamo anche la vittoria dell’ultra-maratoneta Jaroslaw Janicki in quel di Dresda, in una buona gara discretamente partecipata, in 2:29.50, tanto gli è bastato per avere ragione allo sprint del connazionale Lukas Panfil.


Zurich


La maratona di Zurigo è cresciuta molto in questi anni, superando per la prima volta i cinquemila arrivati, che sono molti per un Paese piccolo che non può contare su una grande platea di corridori di casa. Sul piano qualitativo si è assistito ad una bella lotta fra africani e russi, confortata da tempi piuttosti validi: Abraham Tadesse (2:10.09), Oleg Kulkov (2:10.13), Tesfaye Eticha (2:10.22) w Wodayo Teferi (2:10.48), mentre fra le donne sono state le russe a primeggiare, con Olga Rosseeva (2:32.18) e Elza Kireeva (2:33.14).


Padova


Edizione molto buona della tradizionale maratona di Sant’Antonio, come al solito grazie alla presenza dei corridori africani. D’altra parte cosa devono fare gli organizzatori se i maratoneti italiani di un qualche valore si riducono a meno di cinque? Anzi, bisogna prendere atto della buona volontà di questi preziosi appassionati che in questo modo riescono a tenere in evidenza molte gare che assicurano una bella presenza italiana almeno in campo organizzativo. Tra l’altro, se e quando, i maratoneti nostrani sapranno tornare a livelli consoni alle nostre tradizioni, troveranno un terreno organizzativo molto favorevole alla loro crescita.
Il keniano Ben Chebet ha vinto alla grande realizzando anche un crono molto valido (2:09.41), davanti al bravo Noah Kiplagat Serem (2:11.44).
Agonisticamente molto interessante la gara femminile, dove la brava Deborah Toniolo (2:31.19) si è battuta fino al termine contro le africane, chiudendo alla fine terza ad una manciata di secondi dalla vittoriosa Woynischet Girma (2:31.03) ed a Zebenay Gebre (2:31.14), ma davanti a Meseret Legesse (2:31.36). Si è ben difesa anche Ivana Iozzia (2:34.21), lontanissime le altre.


Enschede


Altra maratona veloce olandese, che va ad aggiungersi alle molte altre con caratteristiche simili che si organizzano nei Paesi Bassi. Tutto straniero il parco-partenti dei top-runners: al traguardo primo Jacob Yator in 2:09.02, pregevole, seguito da Sammy Kibet 2:11.47  e Tsegaye Gebrselassie 2:11.48. La tedesca Ilona Pfeiffer è la prima donna in 2:44.58


Cracovia


Nel ricco panorama post-Pasqua si inserisce anche la maratona di Cracovia, capace anch’essa come altre della Polonia di coagulare la partecipazione di corridori anche dai vicini Paesi dell’ex Impero. Ma a vincerla è stato ancora una volta un africano, Julius Kipkorir Kiplimo, in 2:11.26 davanti all’ucraino Salo Taras (2:15.58). Nella corsa delle donne ha invece prevalso la bielorussa Anstazja Padalinskaia (2:36.29) proveniente da una terra che una volta era polacca, davanti a Arleta Meloch (2:39.54) e alla’ucraina Valentina Poltavska (2:41.05)


Madrid


La Maraton Popular de Madrid (Mapoma) rivalegia da sempre con la consorella di Barcelona sia sul piano della partecipazione che su quello del fascino. Esito in sostanziale pareggio anche quest’anno, con 8371 arrivati per la capitale castigliana e 8230 per quella catalana, ma con una partecipazione estera nettamente maggiore per la grande città del nord, che sul piano del fascino vince il confronto.
Gara tecnicamente valida anche se non straordinaria, con la vittoria del keniano del Bahrein Yaseen KHalid in 2:14.31, davanti a quello del Kenya Meshack Kosgei Kirwa in 2:16.17.
Vittoria turca invece in campo femminile, e ciò non capita spesso, con Mehtap Sizmaz in 2:32.00 su Seid Amane Chewo (2:33.00) e Galina Alexandrova (2:36.02)


Nashville


Diamo un’occhiata oltre Atlantico, alla Country Music Marathon di Nashville, per scoprire che la musica non cambia. Keniani al maschile e russe al femminile. Il vincitore questa volta si chiama Amos Matui (2:13.40) davanti a Alphonce Yatich Kibor (2:14.53) mentre la prima donna si chiama Tatiana Pushkareva (2:36.44), davanti a Yuliya Arkhipova (2:38.29) che origina nel Kirghizistan.


 

Autore: Franco Anichini

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Peluso

  • Andrea Gatti – Club Atletico Centrale

    Anch’io sono convinto del fatto che a Londra ci siano i migliori che non hanno paura di confrontarsi. I loro tempi valgono infinitamente di più dei record del mondo di Gebreselassie fatto con un sacco di lepri con una corsa tagliata su misura per lui. Vai a misurarti a Londra! dove peraltro ha già fallito miseramente. Daccordo forse era ancora troppo presto, ma se vuole dimostrare fino alla fine di essere campione vero (il suo valore nessuno mette in dubbio) deve competere con i vari Wanjiru, Gharib, e molti altri da 2,05 ormai.

  • nunziello da pozzuoli marathon club

    I miei piu’ sentiti complimenti ai miei amici: Errico, Pappone, Mario, Raffaele, Enzo e Maurizio che hanno partecipato alla straordinaria maratona di Londra

  • marco capasso detur napoli

    io sono stato alla maratona di amburgo e la consglio a tutti. Organizzazione perfertta, grande partecipazione della città….una vera e propria festa!!! I parteciapanti sono stati circa 16.000 e la folla ad accoglierli in strada e ad incirtarli in ogni istante di ben 850.000!!!! Quest’anno sono mancati i nomi di alta risonanza, ma si è deciso di usare i fondi a disposizione per curare l’organizzazione piuttosto che pagare atleti di grido. Una scelta che vuole confermare il carattere popolare della maratona!!!!

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