Maratone e altro — 01 dicembre 2009

Firenze

Clicca per l'immagine full sizeQuella di Firenze è senza dubbio alcuno la seconda maratona italiana, dopo Roma, nonostante gli sforzi ed i proclami di altre manifestazioni. Gara straordinaria, ma con un neo importante. Infatti il dislivello fra la località di partenza (Piazzale Michelangelo) e quella di arrivo (Piazza Santa Croce) risulta di 52 metri, dieci in più del consentito. Per questo motivo i risultati non entrano nelle liste ufficiali Iaaf e quindi nemmeno nelle nostre. E pensare, invece, che il supposto vantaggio in realtà non esiste: la parenza consuma in un paio di chilometri la sua breve discesa, ininfluenti ai fini del risultato ed in qualche caso addirittura dannosi sul piano della ricerca del ritmo ottimale. Ancora meno influente è il brevissimo dislivello che si misura in fase di arrivo. Infatti Piazza Santa Croce si trova in una zona ricavata in epoca romana dalla deviazione del corso dell’Arno che ha mantenuto il dislivello originato dal corso naturale del fiume. Si tratta di -6 metri, che l’Arno si riprende ogni qual volta si verifica un esondamento, come quello tragico del 1966. La breve strada che collega l’Arno alla piazza infatti aveva in tempi antichi il nome di “via del Diluvio”. In quell’anno 1966 partecipai al salvataggio dei libri dell’adiacente Biblioteca Nazionale e posso testimoniare che alcuni volumi erano stati sollevati fino all’altezza del soffitto dei grandi saloni al piano terra, dove si erano incollati ai muri.
L’anno prossimo ci sarà un nuovo percorso, non meno affascinante di questo, con arrivo forse in piazza Signoria, che rimetterà le cose a posto.
Intanto registriamo la bella corsa di quest’anno, frutto della scelta di non avere lepri. Agonisticamente la gara è vissuta sull’attacco finale dei due keniani, mentre coloro che hanno tentato di resistere hanno pagato nel finale. Lo stesso vincitore ha avuto una crisi nel finale che per poco non lo privava della vittoria. Alla fine Ben Chebet Kipruto ha vinto in 2:11.21 appena un secondo prima di Reuben Seroney Kosgei. Terzo è arrivato il primo dei rimontanti, Girma Assefa Reta in 2:12.42 seguito dal rientrante Danilo Goffi in 2:12.45, molto molto positivo. Bene anche Daniele Caimmi (2:15.14) ed i giovani Francesco Bona (2:17.02), Federico Simionato (2:18.03) e Diego Abbatescianni (2:19.17), che tempo addietro si era già segnalato come ultra-maratoneta.
L’andamento della gara femminile ha seguito la stessa falsariga, con l’attacco dell’etiope Girma Tedesse che poi ha pagato nel finale finendo col venire rimontata dall’austriaca Eva-Maria Gradwohl che ha chiuso in 2:35.41. Seguono la svedese Lena Gavelin (2:37.11), Girma Tola (2:37.28) e la nostra Ivana Iozzia, che ha pagato anche lei il finale, in 2:37.35

La Rochelle

Altra buonissima maratona di fine stagione in Europa è quella di La Rochelle, porto atlantico base fondamentale per la storia del Paese. La corsa ha condotto al traguardo 6081 corridori, tutti preceduti dall’ucraino Oleksandr Sitkovsky che ha messo a segno il record della gara in 2:10.27. Alle sue spalle si sono sgranati gli africani: Marlk Tanui (2:12.32), Sentayehu Merga (2:12.48), Simon Njoroge (2:14.05) ed il polacco Pawel Ochal (2:15.39).
Buona anche la corsa femminile con vittoria per l’etiope dal nome biblico Salomè Getnet (2:33.28) seguita dalla connazionale Honjit Tilahun (2:34.23) e la polacca Malgorzata Sobanska (2:35.05)

San Sebastian

Classica maratona basca di fine autunno, quest’anno gratificata da un ottimo risultato tecnico ottenuto proprio da un basco: Rafael Iglesias Borrego, che ha sfruttato il lavoro di altri connazionali nella prima metà e se ne andato da solo prima del venticinquesimo chilometro, per concludere in 2:10.44, migliore prestazione nazionale dell’anno e “record basco”, ancora più notevole perchè ottenuto quasi da solo. Secondo infatti è arrivato l’etiope Seboka Dibaba Tola in 2:17.09
Discreta prestazione femminile per la vincitrice Maria Jose Pueyo in 2:36.28 davanti a Ana Casares Polo in 2:43.27

Cerro de Pasco, Huancayo e Paramaribo

Florencio Machacuay, perueno, ha vinto la 27^ edizione della “Maraton del Bombon” in 2:38.04 davanti a Abel Villanueva in 2:39.00. La particolarità è che questa corsa si svolge in una località del Perù situata ad una altitudine di 4330 metri!
La settimana prima si è corsa un’altra maratona d’altura, denominata Los Andes del Perù, in località Huancayo, situata a 3400 metri, con un risultato ancora più sorprendente. Ha vinto Raul pacheco in 2:22.09, record della corsa, battendo nettamente Philip Kibitok, mentre la prima donna è stata Hortensia Arzapalo in 2:48,22, davanti alla keniana Monica Muthoni.
A livello del mare, ma in condizioni terribili a causa del caldo umido, si è disputata la maratona del Suriname, a Paramaribo, vinta da John Kipchumba in 2:39.28 e da Megeno Kore Alemu in 3:04.25


 

Autore: Franco Anichini

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