Maratone e altro slide — 09 aprile 2013

Two Oceans

VolginaLa settimana della Pasqua ha visto, logicamente, poche gare programmate fra le quali però spicca una ultra-maratona: la gara dei Due Oceani (Two Oceans) che si corre nei pressi di Cape Town, in Sud Africa. Questa era l’edizione numero 44.
Si tratta della seconda ultra-maratona del mondo, per importanza e per numero di partecipanti, preceduta solo dalle Comrades, una corsa di 89 chilometri che si disputa anch’essa in Sud Africa, fra le città di Pietmaritzburg e Durban.
Quest’anno la Two Oceans ha battuto il suo record dei partecipanti, toccando quota 8209 arrivati, quota che le meriterebbe un posto anche fra le più frequentate maratone del mondo.
Sulla classica distanza delle 26.2 miglia, infatti, lo scorso anno quelle che hanno superato quota 10.000 sono state solo 23 sulle oltre 2800 gare repertate.
Il percorso è molto impegnativo, in quanto prevede lo scavalcamento della famosa “The Table” la montagna dalla cima piatta il cui profilo caratterizza la città australe in maniera inconfondibile. A ciò si deve aggiungere che l’orario di partenza è del tutto inconsueto per noi europei: le sei del mattino!
Sul piano tecnico, la notizia dell’anno è la sconfitta di Yelena Nurgalyeva, la prima dopo molti anni di dominio della russa, insieme alla sorella gemella Olesya. Ebbene, quest’anno la Nurgalyeva si è presentata in una condizione non ottimale, convinta forse di poter facilmente avere ragione delle avversarie come al solito. Ed invece le atlete locali, forti del loro dente avvelenato, e le sue stesse connazionali, si sono coalizzate contro di lei e sono riuscite a staccarla nel finale, relegandola al quarto posto! Ha vinto la russa Natalia Volgina, in 3:38.38 (3:15.22) davanti a Thabita Tsatsa, dello Zimbabwe, che ha chiuso in 3:39.57 (3:16.38), seguita a sua volta dalla sudafricana Charne Bosman (3:40.13/3:17.01)) e infine la Nurgalyava (3:41.45). Fra le piazzate notiamo ancora l’inglese Ellie Greenwood, campionessa del mondo dei 100km, 7^ in 3:45.18, l’ugandese Immaculate Chemutai (3:47.39), e la keniana Jennifer Koech (3:52.21) 
Oltre al tempo finale ufficiale indichiamo anche il passaggio presunto ai 50km, che ufficializzeremo quando il dato definitivo sarà reso disponibile dagli organizzatori.
In campo maschile, invece, dominio dei corridori locali, con David Gatebe, che ha vinto nettamente in 3:08.54 (2:48.6), seguito da Mthandazo Qhina in 3:10.02 e da Moeketsi Mosuhli in 3:10.23.
I record della corsa rimangono quelli di Marco Mambo, Zimbabwe, 3:05.40 nel 2005 e 3:33.58 di Olesya Nurgalyava, Russia, nel 2011

Milano

Per trenta chilometri i top-runners hanno seguito le lepri, mentre le lepri seguivano le moto e le moto seguivano il computer, sul ritmo utile per battere il record del percorso. Poi le lepri si sono fermate ed il record della gara è svanito. Una barba…!
Ha vinto l’etiope Gemecha Worku Biru, con un discreto allungo finale che lo ha portato a prevalere in 2:09.25, davanti a
In campo femminile si è vissuto, almeno,  un bel finale sul piano agonistico, grazie alla keniana Monica Jepkoech che nell’ultimo chilometro ha scoperto di avere energie sufficienti per andare a riprendere l’etiope Adana Tsegay, che conduceva fino a quel momento, ma senza essera capace di scavare un divario decivo fra sè e le inseguitrici. 2:32.54 contro 2:32.55 sul traguardo. Terza l’altra etiope Birhane Ababel in 2:33.10
Gare decisamente modesta, come si vede, ulteriormente segnata da un deciso calo degli arrivati: 3513 quest’anno contro i 3983 dello scorso anno. Un calo non marginale di oltre il 10%, su numeri già deludenti per una città come Milano.
Italiani latitanti, come purtroppo accade sempre più spesso. Ma rendiamo onore a Tommaso Vaccina (8^ in 2:22.11) ed a Claudia Pinna (8^ in 2:42.09) che sono stati i migliori dei nostri.
Pubblico pressochè assente, niente record del percorso, finishers in calo…. mah!

Paris
parisCi rifacciamo la bocca rintracciando sul web la possibilità di vedere qualcosa della maratona di Parigi, anche quest’anno una delle maggiori del mondo.
Quando i 40.000 iscritti hanno preso il via dagli Champs Elisée il clima era ideale, e questo era di buon auspicio per la grande prestazione che in molti prevedevano.
E puntualmente il grande risultato è arrivato, anzi due. Il migliore lo ha siglato la 25nne etiope Feysa Tadesse, vice-campione del mondo della mezza maratona, che ha “ucciso” la gara ancora prima del 30simo chilometro, e, rimasta sola, non ha minimamente rallentato la sua andatura, andando a vincere in2:21.06, dopo essere passata alla mezza in 1:10.08
Alle sue spalle è emersa la connazionale Merima Mohammed, seconda sul traguardo in 2:23.14, dopo dura lotta con la favorita Eunice Jepkirui (2:23.34).
Gara regolare e molto veloce in campo maschile. Passaggi ogni cinque chilometri in 14.44 – 29.31 – 44.28 per una mezza passata in 1:02.25, Poi si registra un lieve calo: 25^ in 1:14.29 e poi 1:29.35.    Al 40^ il keniano Peter Some. rimasto solo, non rallenta affatto per andare a concludere in un ottimo 2:05.38.
Seguono Tadesse Tola (2:06.33), Eric Ndiema (2:06.34), Megersa Bacha (2:06.56) e Philip Sanga (2:06.57).
Gli arrivati sono stati in netta crescita rispetto allo scorso anno, toccando quota  38.690

Zurich
La maratona di Zurigo rappresenta l’apertura della stagione nel vicino Paese, dopo il prologo invernale dedicato al nuovo anno. Manifestazione organizzata alla perfezione, pur senza la pretesa di fare chissà che, gratificata da oltre 2000 arrivati e da un riscontro tecnico di notevole valore, superiore a quello di Milano.
Bella vittoria per l’etiope di turno, che stavolta si chiama Abraham Tadesse, che ha coperto la classica distanza in 2:07.45, tanto ha fatto per precedere nettamente Edwin Korir (2:10.26) e Samson Mungai (2:10.42).
Continuando a scorrere l’ordine d’arrivo troviamo altre osservazioni interessanti: il russo Oleg Kulkov (4^ in 2:11.33) ma soprattutto gli svizzeri Michael Ott (5^ in 2:16.53) e Christian Kreienbuhl (7^ in 2:17.47).
Ma il risultato più interessante ce lo offre la croata Lisa Stublic, che è stata la prima donna al traguardo dopo 2:25.45 di corsa. Ottimo!
Seguono l’ucraina Tetyana Holovchenko (2:31.11) e l’etiope Tigist Shani (2:32.34)
Il risultato della croata rappresenta il record della Croazia, migliorando di quasi cinque minuti il precedente da lei stessa detenuto.

Santiago

Il Sud-America è. a  livello continentale, forse quello più indietro nello svliluppo del mito di maratona, nonostante le apparizioni ad alto lievvlo che tanto in tanto ci regalano corridori brasiliani.
Salutiamo quindi con piacere il bel successo della maratona di Santiago, capiatele del Cile, da qualche anno passata sotto la tutela Adidas, e se ne vedono gli effetti.
Oltre 8000 arrivati non sono davvero pochi, specialmente in Paesi dominati in tutto e per tutto dal calcio. La maratona di Santiago è stata vinta da Julius Keter in 2:11.43, buono, davanti a Bado Mergessa (2:14.33), a Ahmed Nasef (2:14.38) mentre il primo dei sud-americani è stato il peruviano Abel Villanueva Taipe in 2:17.03
Fra le signore e signorine ha prevalso Jacqueline Kiplimo in 2:30.52, davanti a Galdys Tejeda, del Perù, in 2.31.48 e Ines Melchior, pure del Perù, in 2:32.11
Niente male…

Amman

La Giordania è il Paese del medio-oriente più vicino alla polveriera palestinese, e molto soffre per tale psoizione geografica, ma fortunatamente meno che in passato.
Molto sensibile ai problemi umanitari, organizza la sua maratona sfuttando abilmente le opportunità turistiche della zona ed al tempo stesso raccogliendo una notevole quantità di fondi da destinare a Fondazioni meritevoli. Al tempo stesso cura particolarmente l’adesione femminile, facendosi strumento di integrazione e di evoluzione.
Sua Altezza Reale, le Regina Rania, partecipò personalmenete all’edizione del 2003.
In realtà si svolgono due gare, che partono entrambe da Amman e si dirigono verso la sponda giordana del Mar Morto: una 50km, che raggiunge in effetti il punto più basso delle terre emerse del pianeta, ed una classica maratona.
Il risultato tecnico è infatti molto buono, ma non solo a causa della pendenza favorevole. Infatti corridori giordani si sono fatti notare in positivo in molte gare all’estero, ed in particolare nella Marathon des Sables. Il milgiore di questi notevoli atleti si chiama Al-Akraa ed è davvero forte nelle corse estreme.
Quest’anno i vincitori sono stati Muthrai Abbadi per la 50km (2:50.57) e Ayman Hussein (2:28.26) nella maratona, dove la prima donna è stata Sajood AlKhotash in 3:11.45

Russi

Rendiamo onore con queste poche righe alla simpatica maratona del Lamone, organizzata in quel di Russi, in provincia di Ravenna, Si tratta dell’esatto opposto rispetto alla gara di Milano: maratona semplice, familiare, calata in un’atmosfera di grande cordialità, ma al tempo stesso seriamente organizzata. Oltre 600 gli arrivati, che non è niente male per una manifestazione del genere. Vittoria per il marocchino-emiliano Joauad Zain in 2:23.48 davanti a Rachid Benhadouane (2:24.03) ed il grande Marco d’Innocenti, inossidabile centista, in 2:32.05
Fra le ragazze, successo per Loretta Giarda in 2:55.19 davanti a Barbara Cimmarusti in 2:58.47
Atmosfera cordialissima, gara bella, ristoro post gara in stile… romagnolo! Vale la pena andarci.

Tutte  Le maratone del periodo nel mondo

Autore Franco Anichini

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