Maratone e altro — 13 maggio 2009

Dusseldorf e Hannover


La splendida vittoria di Irina Mikitenko nella prestigiosa maratona di Londra ha riacceso i riflettori sul movimento tedesco, un Paese che in passato dominava l’atletica europea e che ha conosciuto un periodo di grossa crisi. La corsa è come sempre il settore dal quale ripartire, e così stanno facendo, con la tradizionale pazienza di quel popolo. Sul piano organizzativo la Germania è attivissima, classificandosi al secondo posto nel mondo come numero di maratone organizzate in un anno, e adesso si cominciano a vedere i primi ottimi risultati anche sul piano agonistico.
Una delle maratone del vasto panorama germanico è quella di Dusseldorf, non certo paragonabile a Berlino o Amburgo, ma dodata comunque di una solida tradizione e di una buona partecipazione. Dominio keniano maschile con David Langat (2:10.46) su Wilfred Kigen (2:11.30) ed il tedesco Andrè Pollmacher (2:13.09). Bella vittoria casalinga fra le donne, con Susanne Hahn in un buon crono di 2:29.26: un altro segnale che si è sulla strada giusta.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per la maratona di Hannover, vinta dal keniano di turno, Elias Kipkosgei Ruto (2:10.47) in volata su Julius Muriuki (2:10.48)  e terzo l’etiope Hussen Adem Jemal (2:11.17). Fridah Jepkite Too ha vinto fra le donne in 2:35.47


Belfast


Un’altra maratona europea di seconda fascia ma buona tradizione è quella di Belfast, nella parte Nord dell’Irlanda, che curiosamente si corre sempre di lunedì. Quest’anno ha avuto una buona partecipazione, superiore ai duemila arrivati, ed è stata vinta da una coppia di keniani invitati, come ormai fanno tutti. Registriamo quindi il facile successo di John Mutai (2:17.34) e di Joyce Kanda (2:47.44)


Vancouver


Nel Nord America in questo week-end si sono corse una ventina di maratone, nessuna di particolare rilievo. La migliore è stata quella di Vancouver, in Canada, con tremila arrivati, vinta da uno dei tanti keniani che ormai risiedono stabilmente negli Usa, Bernard Onsare, che ha impiegato 2:28.26 al termine di una gara tattica. Fra le donne ha vinto Mary Akor, cittadina americana benchè di origine nigeriana, che non ha avuto problemi a vincere in 2:46.24. E’ una che corre molte maratone e di lei si è ipotizzata una partecipazione ai mondiali dei 100km, di cui abbiamo perso le tracce.


Dalian


Buona maratona cinese dalla larga partecipazione, cosa non comune in un Paese dove lo sport fine a sé stesso è culturalmente riservato alle discipline tradizionali, prima fra tutte quella magnifica del Tai-chi.


Keniani sugli scudi anche qui, con David Mutua (2:15.09) davanti a Josephat Yego (2:15.58). Terzo il migliore dei cinesi, Li Youcai (2:16.37). Volata a tre nella gara al femminile: Zhu Yingying (2:34.00), Wang Jieli (2:34.03) e Sun Weiwei (2:34.07).


Saransk


Campionato nazionale russo, con scarsa partecipazione dei migliori, che vivono quasi tutti all’estero. Ha vinto Sergei Ribin (2:11.48) nettamente davanti a Aleksei Sokolov (2:16.03). Stesso livello fra le donne, con Margarita Plaksina (2:35.36), Yevgeniya Danilova (2:36.17) e Yelena Rukhkyada (2:36.49)


Praha


Bella maratona in una delle più belle città d’Europa. Percorso turistico-celebrativo, ma anche tecnico e veloce, capace di portare i migliori a prestazioni di rilievo internazionale. Migliori che sono stati i keniani Patrick Ivuti, un signor corridore, primo in 2:07.48 e Stephen Kibiwott, secondo in 2:07.54. Più lontani gli altri: Kennedy Mungara (2:10.29), Mykola Antonenko (2:10.54) e Luis Pereira (2:11.57). Bene anche la prima donna, Olga Glok, ora russa, in 2:28.27 davanti a Mulu Seboka (2:30.39) e Eyeusalem Mutal (2:32.43).


Mainz


Qui si celebrano i fratelli Gutemberg, inventori della stampa a caratteri mobili, in varie maniere fra le quali anche una buona maratona che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel vastissimo panorama delle gare che si disputano in Germania. Discreti sia il risultato della partecipazione (1716 arrivati) che quello tecnico. Il primo al traguardo è stato Sammy Kipkoech Tum (2:13.56), seguito da due ucraini: Ivan Babaryka (2:15.36) e Sergey Zachepa (2:16.239. Gli eredi di Vladimir Kuts si stanno sempre più affermando come una scuola di maratona senza grandissime punte, ma in grado di sfornare un notevole numero di corridori più che dignitosi. La prima donna è stata Bernadette Pichlmaier in 2:38.44 


Ginevra


L’etiope Tsige Gurma vince facilmente la maratona di Ginevra, tutta giocata sulle splendide rive del tranquillo omonimo lago, in 2:19.50 mentre la vittoria delle donne ha arriso all’olandese Stijntje Reulen in 2:52.47

Vitoria e Lisboa

Nella sua città natale, Vitoria nel Pais Basco, gli amici di Martin Fiz organizzano da qualche anno il campionato spagnolo riservato ai veterani, vinto anche dallo stesso Martin, ma non quest’anno. Il primo al traguardo è stato infatti Rachid Nadj, origini marocchine, in 2:26.57 mentre la prima donna è stata Paqui Lombardo Orihuela in 3:01.32
Un’altra maratona dedicata ad un grande del passato è quella di Lisbona, tesa a celebrare la medaglia d’oro olimpica Carlos Lopes. Quest’anno ha vinto Moises Kiptum (2:19.56) davanti ad un Kosgei non meglio identificato (2:20.02) e Vasco Azevedo (2:20.15). Discreto anche il risultato femminile, gara vinta da Elisabete Lopes (2:37.36) che ha preceduto la keniana Paulina Atondoyang (2:41.55)


 

Autore: Franco Anichini

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