Maratone e altro — 13 ottobre 2009

Chicago

Abbiamo seguito in diretta la maratona di Chicago, grazie ad un video-live pescato casualmente su di un sito tedesco. L’impressione più vivida l’abbiamo ricevuta dall’assoluta indifferenza con cui la città di Chicago ha accolto l’evento, che pure era pubbliciazato alla grande. In molti punti del percorso gli atleti hanno corso in beata solitudine, in molti altri i volontari sovrastavano nettamente gli spettatori. Anche in zona arrivo, dove di solito si raggruppa più gente, poche centinaia di astanti non riuscivano neppure a riempire la piccola tribuna. E questa maratona sarebbe una delle migliori al mondo? Vuole superare New York, Londra e Parigi? Mah! Anzi, meno male che le Olimpiadi non le faranno qui!
La gara è stata normale fra i maschi e molto combattuta fra le donne. Samuel Wanjiru, che è senza dubbio alcuno il più forte al mondo in questo periodo, se ne è andato dopo circa 1h40 di corsa, e bene ha fatto perchè così ha intascato il record della manifestazione (2:05.41) un solo secondo meglio di Khalid Kannouchi ed ha così scongiurato il fortissimo ritorno di Goumri (2:06.04), che invece in testa non si era mai visto. Seguono Vincent Kipruto (2:07.07) e l’esordiente Charles Munyeki (2:07.07). I tempi sono di pregio, ma la gara rimane una delusione per la mancanza assoluta di atmosfera.
Fra le donne la gara è stata appassionante. Partita piano (1:13.03 alla mezza) si è velocizzata avvicinandosi al traguardo. Gruppetto di sei atlete in testa, seguite da Tera Moody, una forte americana dal gran fisico che corre vestita… da velina, attirando molte inquadrature televisive.
La prima a cedere è Deena Kastor, al rientro, vittima dei soliti disturbi di stomaco. Poi si staccano le etiopi Erkesso, che corre muovendo le spalle anzichè le braccia, e Adere la quale invece colpisce l’aria con grandi manate rabbiose. Le tre europee che rimangono si giocano la corsa, ed emerge un pò a sorpresa la russa Liliya Shobukhova, molto composta, che chiude in 2:25.56 precedendo la tedesca Irina Mikitenko (2:26.31), apparsa un pò vuota nel finale, e Lidiya Grigoryeva (2:26.47).

Munchen

La corsa di Monaco di Baviera entra a far parte di quelle maratone che hanno fatto la scelta di fondo di trascurare la ricerca ossessiva del grande risultato tecnico, ottenuto di solito tramite l’ingaggio di una qualche pattuglia di eccellenti corridori africani. La conseguenza è una gara di discreto livello e di grande partecipazione. Prova ne sia che gli arrivati sono stati quasi seimila, mentre vincitore sono risultati l’ucraino Maksym Salii in 2:28.13 e Luzia Schmid in 2:53.16. Bella prova degli italiani Adriano Pinamonti (3° in 2:28.58) e Riccardo Baggia (4° in 2:30.20).


Nella stessa area, non molto lontano da Monaco, si è corso anche in Austria, a Graz, dove invece l’hanno fatta da padroni gli africani, il migliore dei quali è stato Nixon Machichim (2:13.27) davanti a Julius Kuto (2:15.14) e, fra le donne, Rael Kiyara (2:33.02)

Eindhoven

Un’altra maratona europea di buona tradizione è quella olandese di Eindhoven, che rimane un poco nascosta da quelle più ricche e famose di Amsterdam e Rotterdam. Ma anche qui i soldini non devono essere pochi, dal momento che si sono permessi un plotone di africani, al punto che nei primi venti ci sono solo due europei, il migliore dei quali è arrivato sedicesimo (Hans Janssens BEL 2:15.25). La classifica ci dice che i migliori sono stati Geoffrey Mutai (2:07.00), Philip Kimutai Sanga (2:08.06), Joseph Ngeny (2:08.09) e Samson Barmao (2:09.17). La prima donna, Beate Naigambo,  viene invece dalla Namibia, territorio affiancato al Sud Africa che ha espresso qualche buon talento come Luketz Swartbooi, che ha vinto bene in 2:30.58, davanti a Lydia Kurgat (2:31.23) e Virginie Vandrooghenbroeck (2:43.46)

Poznan

Importante maratona nel pur ricco panorama polacco, dove le cose migliori sono venute dalle ragazze. Negli uomini ha vinto Samson Kimeli Chebii in un normale 2:19.14, mentre in campo femminile c’è stata grande lotta fra le prime tre, tutte di casa: ha prevalso Agnieszka (Agnese) Gortel (2:37.08), su Agnieszka Janosiak (2:37.33) e Arleta Meloch (2:38.12)


Gli arrivati sono stati oltre 4000. Niente male.

Baltimora

Oltre cha a Chicago, nel nord-America si sono corse molte altre maratone, fra le quali merita segnalare quella di Baltimora, dove si sono esibiti africani e russe di seconda schiera, molti/e dei quali residenti stabilmente negli States. Ha vinto Alphonce Yatich in 2:14.04 davanti ad Isaac Macharia 2:15.53, mentre la prima donna è stata  Iulija Arkhipova in 2:32.09 davanti a  Tatiana Pushkareva in 2:35.45, Natalia Sokolova (2:37.50) e la peruviana Maria Cleofe Portilla (2:40.32)

Buenos Aires

La capitale argentina ha celebrato la sua grande maratona, quest’anno valida come campionato sud-americano, cosa che non accadeva del 1967. Oltre agli ospiti latino-americani erano presenti alcuni africani, cha hanno ottenuto la vittoria assoluta con tanzaniano Mohamed Msenduki Ikoki in 2:13.53, davanti a Gabriel Kiptanui (2:14.14) ed al brasiliano Marcos Pereira (2:17.57), che così si è laureato campione continentale. Quarto il primo argentino, Oscar Cortinez.


Fra le donne ha vinto la forte brasiliana Sirlene Souza de Pinho in 2:38.09, davanti alla cilena Natalia Romero (2:44.32) ed alla locale Andrea Graciano (2:46.00).

Melbourne

Classica maratona autraliana, inserita nell’ambito di un grande festival della corsa che ha coinvolto circa 30.000 persone, secondo una formula che prevede gare per due giorni consecutivi, molto in voga da quelle parti.
Nella maratona vera e propria ha vinto l’etiope Asnake Fekadu in 2:17.32, mentre le prime donne sono state Lisa Flint (2:34.08), la giapponese Satoko Uetani (2:34.54), la greca naturalizzata Magda Karimali Poulos (2:40.54) e Michelle Bleackley (2:41.21).

Kota Kinabalu

Andando in giro per il mondo in cerca di maratone esotiche, abbiamo trovato quella di Kota Kinabalu, nell’isola del Borneo. Questa grande isola è divisa fra Malaysia ed Indonesia, con l’inclusione del piccolo principato di Brunei, che si trova dalle parti dell’isola di Sandokan.
Perfino qui si corre, in territorio malese, nonostante il clima infame, ed anche qui arrivano i keniani, Infatti i vincitori sono stati Sammy Kiprop (2:25.00) e Fridah Lodepa (3:18.04). Record nazionale propio per Brunei, ad apera di Sifli Anak Ahar in 2:41.12


 


 

Autore: Franco Anichini

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Peluso

  • Francesco buonarroti

    Ho corso a Chicago nel 2006, temperatura alla partenza di due gradi alle 8,30 del mattino. Sul percorso a parte alcuni km nel west end della cittá c´erano 2 milioni di persone che incitavano come pazzi. Ho corso Berlino e Londra e sicuramente siamo sullo stesso livello di partecipazione. La vera indifferenza l´ho trovata a Firenze e per grossi tratti a Venezia.
    Mi spiace ma non condivido la tua analisi, almeno per quanto riguarda la mia esperienza

  • cazzaniga giorgio atletica presezzo

    ho corso a venezia nel 2009 e ho trovato molta partecipazione e tifo. penso proprio che ci ritornerò. fantastica

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