Maratone e altro — 12 ottobre 2010

Chicago


La grande sfida fra i due migliori maratoneti degli ultimi anni si è risolta a favore del campione olimpico in carica, il keniano Samuel Wanjiru, che ha impiegato 2:06.24, che così ha preceduto l’etiope Tsegaye Kebede in 2:06.43. Lontani gli altri, a cominciare da Feyisa Lelesa (2:08.10), Wesley Korir (2:08.44), Vincent Kipruto (2:09.08) e Robert Cheruiyot (2:09.28).


In campo femminile vittoria con grande tempo per la russa Liliya Shobukova, autrice di un 2:20.25 miglior prestazione mondiale dell’anno. Alle sue spalle, bene ma lontane, Atsede Baysa (2:23.40), Maria Konovalova (2:23.50), Desiree Davila (2:26.20) e Irina Mikitenko (2:26.40).


Wanjiru si era ritirato dalla maratona di Londra a causa del dolore ad un ginocchio, ma a Pechino aveva vinto alla grande. Lui stesso ha osservato che le condizioni climatiche delle due corse sono state molto simili, con umidità del 73% e temperatura di 23°C. Egli ha vinto questa corsa grazie ad una tattica di gara simile a quella di Pechino, supportata da un finale bruciante al quale l’etiope non ha potuto rispondere.

Eindhoven

Pur senza i mezzi economici di Cicago, e neppure quelli di Amsterdam e Rotterdam, la cittadina olandese di Eindhoven riesce ad organizzare ogni anno una maratona fra le migliori in Europa, grazie ad una oculata scelta degli ospiti africani, calibrati in modo da avere una competizone vivace, pur in assenza di validi corridori locali. Quest’anno tale atteggiamento è stato particolarmente premiato dall’andamento della gara, al punto che in tre si sono presentati sul rettilineo finale per disputarsi in volata il successo, al termine di una corsa molto tirata e combattuta. Ha prevalso Charles Kamathi in 2:07.38, stesso tempo di Nicolas Chelimo Kipkorir e appena due secondi meglio di Paul Biwott (2:07.40). Altri quattro atleti, tutti africani, sono andati sotto le 2:10. Il primo europeo è stato il belga Lander van Dooghenbroeck, 11^ in 2:19.40.


Tecnicamente molto valida anche la vincitrice della corsa donne, l’etiope Atsede Habtamu, che ha fatto tutto da  sola ed è andata a raccogliere un ottimo crono: 2:25.35. Lontane le piazzate: Tsega Gelaw (2:30.10) e Anne Kosgei (2:31.05).

Kosice

Kosice è una cittadina della Slovacchia che un tempo faceva parte invece dell’Ungheria, dove si è disputatata l’edizione numeo 85 di una maratona risalente al 1924. Queste date fanno si che la maratona di Kosice sia la più antica d’Europa e la terza al mondo dopo Boston e Yonkers.


La gara ha vissuto anni di grande splendore negli anni 60/70, prova ne sia che nell’albo dei vincitori figura perfino un certo Abebe Bikila… Dopo un periodo di appannamento, le condizioni economiche degli organizzatori hanoo consentito l’ingaggio di una pattuglia africana di primo piano, ed i risultati non sono mancati. Ha vinto Gilbert Chepkwnoy, classe 1985, in 2:08.33 dopo essere passato alla mezza in 1:04.58. Quindi il suo negative-split è stato molto marcato. Lo si spiega anche con la feroce lotta che ha impegnato il terzetto di keniani in testa alla corsa per tutti gli ultimi dieci chilometri, e che si è risolto solo in vicinanza del traguardo. Secondo è arrivato Solomon Busendich (2:98.41)  terzo Peter Chebet (2:08.42). Lontanissimi gli altri. Il primo europeo è stato lo slovacco Imrich Pastor, settimo in 2:23.55.


Nella corsa donne invece, l’etiope Almaz Alemu Balcha non ha avuto preoccupazioni, andando a vincere in tutta tranquillità col tempo di 2:36.35. La russa Kamila Khanipova è arrivata seconda molto staccata, in 2:43.19

Poznan

Pienamente riuscita l’annuale edizione della maratona di Poznan, una delle più importanti della Polonia, nonostante che i corridori locali siano sparsi per il mondo a caccia di premi.


Ha vinto Isaac macharia, che è venuto fin qui per cogliere una vittoria in 2:16.27, davanti all’etiope Haile Tesfaye (2:16.32), a Philemon Kimaiyo (2:16.46) e a Michael Smalec, primo polacco in 2:19.21


Fra le donne gara solitaria per la bielorussa Marina Damantsevich (2:36.40), tranquilla vincitrice davanti a Arleta Meloch (2:42.24).

Colonia-Essen-Graz-Munchen

Quella di Koln è una maratona tedesca molto popolare, capace di raccogliere oltre 8.000 arrivati, ma coinvolta nella crisi di risultati che attanaglia più o meno tutti i Paesi europei. Infatti gli unici a mettersi in evidenza sono stati i due vincitori, peraltro autori di tempi tuttaltro che trascendentali: Francis Kipkoech (2:14.15) e Katharina Heinig, tedesca, con 2:46.05


Sempre in Germania è da segnalare la maratona di Essen, vinta dallo scozzese Neil Renault in 18.23 e da Silvia Krull (2:45.59) su Dorothea Frey (2:48.07). Altra gara discreta è stata quella di Munchen, in Baviera, vinta dal tedesco di origine russa Andrey Naumov in 2:18.23 mentre la prima donna è stata Bernadette Pichlmaier in 2:35.26. Infine a Graz, stavolta in Austria, ha vinto Robert Kiminiy (2:13.31) su Desta Beriso Morhama (2:16.34) e Weldon Kirui (2:18.45) mentre la prima donna è stata Mildred Kiminiy in 2:38.29

Melbourne

Buona edizione per una delle tre maratone che annualmente si corrono a Melbourne, confortata non solo dalla partecipazione africana ma anche da discreti risultati di nuovi corridori australiani. Il primo a tagliare il traguardo è stato Japhet Kipkorir, che ha impiegato 2:11.04 ed ha battuto nettamente Asnake Fekadu (2:15.31). Terzo l’australiano Rowan Walker (2:18.01), seguito a ruota da Geleta Wondwosen (2:18.43), Scott McTaggart (2:18.49), Cleophas Rop (2:19.34) e Scott Rantall (2:20.37). Mule Seboka è la vincitrice fra le donne, prima in 2:32.20, ottimo soprattutto perchè ha corso da sola. Seconda Roxie Frase 2:43.52 seguita da Sarah Biss in 2:44.51

Bruxelles

Il Belgio è un’altra di quelle nazioni che un tempo dominavano nelle specialità della corsa lunga e che poi sono cadute in depressione profonda una volta che hanno dovuto constatare la impossibilità di opporsi in qualche modo allo strapotere keni-etiope. Ne è prova la migliore maratona del Paese, quella di Bruxelles, cha ha visto vincere comodamente il keniano Levy Matebo, uno sconosciuto al quale è basttato correre in 2:13.30 per battere nettamente Kennedy Kiprono (2:16.51). Il primo belga è stato il 43enne Gino van Geyte in 2:23.24, mentre la corsa donne è stata vinta dall’olandese Mariska Dute in 2:59.16!

St.Paul

Fra le tante maratone americane, questa settimana si evidenzia anche la Metronic Twin Cities di Minneapolis-St.Paul, che raccoglie oltre 8200 arrivati. Interessante il risultato maschile, con undici corridori sotto le 2:20, tutti americani. Ha vinto il campione Usa di mezza-maratona, Sergio Reyes, 28 anni, esordiente sulla distanza maggiore, in 2:14.02, dopo dura lotta con Jefferson Eggleston (2:14.09). Seguono Fernando Cabada (2:15.24) e David Jankowski (2:16.15).  Nella corsa delle donne, invece, dominio straniero, con l’etiope Deba Bizunesh nettamente prima in 2:27,23, ottimo, davanti alla russa Svetlana Ponomarenko (2:35.21) ed alla connazionale Serkalem Abrha in 2:36.15

Colombo

Si è corso di maratona anche nella capitale dello Sri Lanka, nonostante le difficoltà climatiche. Ha vinto Kennedy Cheruiyot in 2:22.12, davanti a Titus Rotich in 2:22.14 e Geoffrey Tum Kiptoo in 2:22.42. La prima donna è stata la locale Manjula Babasinghe in 3:10.01

Guayaquil

La città portuale ecuadoregna di Guayaquil ha ospitato una maratona che ha acquisito una certa notorietà in loco, il che attira anche una qualche partecipazione straniera. Ha vinto il 21enne Fabian Cajamarca in 2:25.52 davanti al più esperto Juan-Carlos Hernandez (2:26.45) mentre la prima donna è stata la keniana Rose Jebet (2:43.35) davanti a Leidi Morales (2:50.38)

Autore: Franco Anichini

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