Maratone e altro — 20 ottobre 2009

Amsterdam


La maratona di Amsterdam è valutata essere una delle più veloci al mondo, ed anche quest’anno ha confermato la sua fama, con un risultato tecnico complessivo di grande caratura mondiale.
Ed infatti il mostruoso esercito di grandi talenti africani non ha mancato di farla da padrone, esprimendo alla fine anche un risultato tecnico di tutto rispetto. Il vincitore si chiama Gilbert Yegon ed ha chiuso in 2:06.18, dopo essere passato alla mezza in 1:02.57, indice di una abilità tattica oramai diffusa anche fra gli atleti degli altipiani. Questo crono rappresenta il nuovo record della corsa: il precedente apparteneva ad Haile Gebrselassie. Seguono Elijah Keitany (2:06.41), Paul Biwott (2:07.02), Teferi Wodayo (2:07.45), Nicholas Chelimo (2:07.46) ed altri tre sotto le 2:10. Più indietro notiamo il buon risultato complessivo di una pattuglia di olandesi: Koen Raymaekers (2:12.59), Hugo van der Broek (2:13.25), Patrick Stitzinger (2:15.01) ed altri quattro sotto le 2:20. Segno che stanno lavorando, e bene. Per i prossimi europei ci ritroveremo anche questi tulipani.
Fra le donne, come spesso accade, i rapporti di forza fra Kenya ed Etiopia si sono invertiti e la netta vincitrice è stata Eyerusalem Kuma (2:27.43), seguita da Woinshet Girma (2:29.50), Hilda Kibet che corre per l’Olanda (2:30.33), Etalemahu Kidane (2:31.11) e la spagnola Teresa Pulido (2:32.53).
Erano presenti molti italiani, fra i quali si sono fatti notare Corrado Mortillaro (27^-2:23.28), Luca Borghesi (30^-2:25.06) e Enrico Pafumi (51^-2:31.58). Gli arrivati sono stati 6893

Beijing

Maratona di Pechino, con un numero di partecipanti ampio ma non enorme, come si sarebbe portati a pensare. Ha vinto Samuel Mugo con un normale 2:08.20, seguito da Nicholas Manza (2:08.42), Benson Barus (2:08.51), Rachid Kisri (2:09.36) e Bekele Berga (2:09.41). La prima donna è stata Bai Xue (2:34.44), davanti a Zhunag Xin (2:34.39) e Zhu Xiaoling (2:34.55)
Si sono contati 4896 arrivati.

Guadalajara

Il Messico ha elaborato una strategia organizzativa che tende ad utilizzare gli ospiti africani per rendere più interessanti le gare sul piano agonistico. Per raggiungere l’obbiettivo ingaggiano atleti bravi ma battibili, preferendo così lo spettacolo rispetto al tempo assoluto di rilievo. Ne nascono in genere delle belle sfide, anche perchè i corridori messicani hanno i mezzi per farsi rispettare, specie in altura. Così è stato anche a Guadalajara, grande città di due milioni e mezzo di abitanti, che ha organizzato la trentesima edizione della sua maratona. Il vincitore è stato Philip Kibitok Metto in 2:16.39, dopo una lotta serrata con Franco Hernandez Procopio (2:17.23), che ha ceduto nel finale ma ha difeso il secondo posto da Christopher Kiprotich (2:19.00). Rivincita messicana in campo femminile, come spesso accade, con la gloriosa Adriana Fernandez (2:34.55), facile vincitrice davanti a Karina Perez Delgado (2:38.35) e Monica Muthoni (2:43.47)

Istanbul

Nome turco dell’antica Costantinopoli, che i turchi ritengono tuttavia essere il suo nome greco. L’equivoco nacque quando le armate di Mohamed il Grande mossero per conquistare la città. Naturalmente gli abitanti delle campagne fuggivano a cercar rifugio in città, indicando così la strada agli invasori. Le spie di Mohamed vollero esserne sicure e chiesero ai fuggitivi dove stessero andando, sentendosi rispondere in greco con una espressione che significava “andiamo alla Città“. Tale espressione, distorta, venne assunta come nome della metropoli…
Oggi vi si corre da molti anni una bella maratona che scavalca il Bosforo e tocca quindi i due Continenti su cui sorge, e che da questo fatto prende il nome di “Eurasia”
Quest’anno ha vinto l’etiope Kasime Adilo Roba in 2:12.14, precedendo sul traguardo il cittadino del Qatar Faisal Bader Shebto (2:12.54) e Joseph Kahugu (2:13.32). Le prime donne sono state Bizunesh Urgesa (2:32.45), Asha Kasim (2:34.54) e Svetlana Semova (2:37.04)

Reims

Cinque maratone in Francia questa settimana, la più notevole delle quali è stata quella di Reims, portata a termine da 1441 atleti. Ha vinto Haylu Abebe Dogaga, anche lui etiope, in 2:09.34, seguito da Zembala Yigele (2:09.46), Henry Sugut (2:10.45) e Daniel Limo (2:10.54).
Etiope anche la prima donna, la ventiduenne Derbe Gebissa in 2:31.45, seguita da Melkam Gisaw (2:31.55), che di anni ne ha appena 18, e Fatiha Killech (2:34.28)

Bucarest

La Romania è Nazione che ha sempre dato grandi nomi alla maratona mondiale, soprattutto in campo femminile, ma sul suolo patrio si gareggia relativamente poco ed a livello spesso non alto. La maratona della capitale, insieme a quella di Timisoara, è l’unica gara abbastanza curata, ma la partecipazione risente molto del massiccio esodo verso Paesi che offrono programmi e ingaggi più appetibili.
Così la gara di Bucarest è vissuta sul solito drappello di keniani e su qualche fanciulla di discrete qualità atletiche. Ha vinto Erik Yator Chemboi in 2:20.35 davanti a John Musila Kioko (2:21.04), mentre la prima donna è stata l’ex marciatrice Elena Daniela Cirlea (2:44.49) davanti a Valentina Delion (2:48.44), ex Moldova.

Maratone USA

Negli Stati Uniti il rito di maratona ha vissuto il suo week-end più intenso, celebrato da ben 21 gare contemporaneamente! E’ stata una ulteriore dimostrazione della diffusione di massa che la corsa lunga ha in quel Paese, a cui andrebbero aggiunte anche le 14 ultra-maratone che si sono corse nei loro incredibili scenari naturali.
Nessuna di queste corse è stata particolarmente notevole sul piano tecnico, ma segnaliamo quella che il sito americano MarathonGuide.com ha eletto come migliore della settimana, ovvero la maratona di  Detroit, Michigan, funestata purtroppo dal decesso di tre corridori a causa di gravi disturbi cardiaci. Gli arrivati sono stati quasi 4000, tutti preceduti sul traguardo da Nicholas Stanko, ventottenne trialist olimpico, che ha impiegato 2:20.24 per superare Chad Johnson (2:20.55). Prima donna Sarah Pixton in 2:57.10.
Fra le moltissime altre, le corse più partecipate sono state quelle di Columbus (4076), San Francisco (riservata alle donne: 3910), Toronto, in Canada, (1899), Denver (1924), Grand Rapids (1394), Des Moines (1358), Kansas City (1556), Lowell (1561)  e Indianapolis (1005), per finire con la maratona di Ridgeland che ha contato sul traguardo 171 arrivati.


Gyong-Ju


Questa è la seconda maratona per importanza in un Paese, la Korea, dove si corre moltissimo, la punto che la ARRS valuta che ogni anno vengano organizzate qualcosa come 150 maratone, molte su terreno naturale, delle quali purtroppo è pressochè impossibile recepire i risultati a causa della barriera alfabetico-linguistica. Quelle internazionali godono peraltro di buona immagine e partecipazione. Qui ha vinto l’etiope Yemane Adhane (2:08.52), davanti a Abraham Tadesse (2:11.11) e Tesfaye Eticha (2:12.06). La prima donna è stata Kim Young-jin in 2:46.42

Schaarbeek

In questa località del Belgio si corre una delle rarissime maratone su pista, in contro-tendenza rispetto alla normale collocazione sulle strade. Gli organizzotori si giustificano chiamando in causa il maltempo tipico dell’autunno e l’opportunità di offrire un test in condizioni molto controllate, utile agli atleti ed ai loro allenatori. Sia come sia, quest’anno la prova è stata nobilitata dalla buona prestazione del vallone Luc Francois, che ha chiuso in un pregevole 2:17.59, molto avanti all’ultra maratoneta Luc Papanikitas. La prima donna è stata Conny Braeckman (3:17.18). 52 i partecipanti.

Bio-Bio

La Maraton Bio-Bio, giunta alla decima edizione, si corre nella cittadina cilena di Los Angeles, nome peraltro comunissimo in America Latina. Si tratta di una corsa a carattere prevalentemente locale, che talvolta propone qualche nome buono per l’attività nazionale. Ha vinto Alvaro Javier Salillas Hernandez (2:22.05), davanti a Carlos Antonio Justiniano Lara (2:23.32), mentre la prima donna è stata Natalia Natividad Castillo Salazar (3:00.47), già vincitrice anche della maratona di Puerto Montt.


 

Autore: Franco Anichini

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