Maratone e altro — 19 ottobre 2010

Amsterdam


Getu Feleke, che era finito ottavo lo scorso anno, ha vinto l’edizione 2010 della Maratona Internazionale di Amsterdam col nuovo record personale di 2:05.44. Feleke, che ha battuto il precedente record di Gilbert Yegon di 34 secondi, ha preso il controllo della gara dopo il 35simo chilometro ed ha difeso il suo vantaggio fino all’arrivo vittorioso. Secondo è arrivato Wilson Chebet, che esordiva sulla distanza di maratona, il cui tempo è stato di 2:06.12, che è il secondo miglior debutto di tutti i tempi. Terzo è stato Chala Dechase, noto per le sue imprese nella maratona di Dubai, in 2:07.23, seguito da Cherkos Feleke (2:07.29), Hailu Mekonnen (2:07.37), Shadrack Kiplagat (2:07.57), Daniel Kosgei (2:08.45), Jackson Kotut (2:08.59) ed altri 14 sotto le 2:20, fra i quali, unici europei, gli olandesi Ronald Schoer (2:16.56) e Patrick Stitzinger (2:17.28).
Alice Timbilil, del Kenya, si è liberata di un gruppetto di cinque atlete al chilometro 30 ed ha proseguito da sola fino al traguardo, raggiunto dopo 2:25.03, record personale. Seguono Eyerusalem Kuma (2:27.04), Robe Guta (2:27.44), Woinshet Girma (2:27.51), Shitaye Bedaso (2:29.48) ed altre dieci sotto le 2:50, fra le quali la migliore delle europee, che è stata l’olandese Miranda Boonstra (2:34.24).

Baltimora

Ricco week-end di gare nel Nord-America, il cui movimento ha dato nuova prova di una straordinaria vitalità, pur in una data schiacciata fra Chicago e New York. Delle moltissime maratona organizzate, ben undici hanno portato al traguardo più di mille concorrenti. Merita ricordarle tutte: San Francisco (4788), Columbus (4174), Long Beach (3476), Baltimore (3359), Detroit (3227), Denver (2894), Des Moines (1632), Lowell (1562), Grand Rapids (1504), Kansas City (1425) e Newport (1009). La più valida dal punto di vista tecnico è stata la maratona di Baltimora, vinta da  David Rutoh in 2:13.11, davanti al colombiano Juan Cardona (2:13.29), che si è messo a rompere le uova nel paniere dei keniani e per poco non fa il colpo grosso. Terzo Kennedy Kemei (2:13.43) seguito da Joseph Mutinda (2:14.31), Edward Tabut (2:14.46) ed il primo americano, Max King, (2:15.34). In campo femminile prevalenza delle ex-sovietiche, con l’ucraina Olena Shurkhno (2:32,17), davanti alla kirghisa Yuliya Arkhipova (2:33.52) ed a Nan Kennard, un’americana alla sua prima maratona seria (2:35.49). Fra le tante gare, merita una sottilineatura quella di San Francisco, perchè si tratta di un tentativo americano di organizzare una maratona tutta al femminile, anche se poi un manipolo di maschietti è riuscito ad infilarsi in gara, nel nome della parità. Sono state tuttavia più di 4500 le fanciulle che hanno risposto, tutte precedute da Leah Thorvildson (2:46.42), il cui crono ha risentito dei continui saliscendi del percorso.

Dong-A Seoul

La classicissima maratona di Seoul, sponsorizzata dai grandi magazzini Dong-A, che si disputa dal 1932, segna praticamente l’inizio della stagione delle grandi maratone invernali dell’Estremo Oriente. Per la verità quest’anno è stata favorita da una temperatura accettabile intorno ai 18 gradi, ma con forte umidità. Fatto sta che tutti i favoriti hanno abbandonato, fra i quali anche il moldavo Muschinschi al quale erano affidate le flebili speranze europee. Alla fine è emerso un terzetto che si è giocato la vittoria, confortata comunque da un crono più che discreto. Ha vinto Yirdaw Dejene, con lo stagionale fissato a 2:09.13, seguito dal marocchino Abdellah Falil (2:09.24 PB) e da Kipchirchir Kimaly (2:09.44 PB). Molto più indietro il primo coreano, Lee Myong-Seun (2:16.19). Fra le donne ha vinto l’unica atleta di un certo livello presente, Chung Yun-Hee, coreana, che ha raggiunto il traguardo dopo 2:32.09 di corsa.

Buenos Aires

La maratona della bella capitale argentina quest’anno era valida per il campionato dell’America Latina, e questo ha accresciuto il livello agonistico della manifestazione. Si è laureato campione il brasiliano Claudir Rodrigues (2:17.31), davanti a Adriano Bastos (2:17.41) e Marcos Elias (2:18.28) che ha così completato una prestigiosa tripletta brasiliana, mai riuscita prima.  In campo femminile il titolo è andato a sorpresa alla ecuadoregna Rosalba Chaca in 2:37.16, che ha preceduto la brasiliana Rosangela Pereira Faria (2:39.09), la cilena Natalia Romero (2:40.02), la peruviana Judith Toribio (2:41.09) e la donna di casa Maria Raquel Maraviglia (2:45.15).

Istanbul

Vincent Kiplagat, che era terminato terzo nel 2007 e 2008 alla maratona di Ottawa, ha vinto la Eurasia Marathon di Istanbul 2:10.39, record della corsa. Alle sue spalle sono giunti Dereje Yadete Woldegiyorgis (2:11.53) e Girma Assefa (2:13.37). Dominio etiope in campo femminile, con la vincitrice Ashu Kasim anche lei al record della corsa in 2:27.25, seguita da Alemitu Abera (2:27.54) e da Amane Gobena (2:32.28)
Rimanendo in zona riferiamo della maratona internazionale di Bucarest, vinta da Duncan Koech (2:13.59), seguito da James Cheruiyot (2:15.33) e John Maluni Katio (2:18.42). Sviatlana Kouhan, bielorussa, è stata la prima donna in 2:35.13, davanti a Gida Bekele (2:39.49) e la russa Oksana Kuzmicheva (2:46.58)

Reims

Molto ricco il panorama di gare anche in Francia, da cui emerge la maratona di Reims vinta da Stephen Chegobus in 2:09.38, primato personale, e da Gisaw Melkaw in 2:28.58. L’alto livello tecnico è testimoniato dal complesso dei risultati, con ben undici uomini sotto le due ore e venti e quattro donne sotto le 2:40. Secondo fra gli uomini è arrivato Stanley Biwott (2:09.40) seguito da Terefe Yae (2:10.02), Tesfaye Girma (2:10.17), Bobo Musa (2:11.15), Joseph Lagat (2:11.15). Abraham Chelanga (2:12.01) e Cosmas Kigen (2:13.05). Invece la seconda donna è stata Meseret Legesse (2:33.37) e poi Eshetu Degefa (2:34.07) e Turkalem Bekele (2:34.46).


Buona anche la gara di Metz, vinta da Jacob Kitur (2:16.32) seguito da Tafa Megersa (2:16.38) e da Makda Hussen, prima donna, (2:49.02).


 

Autore: Franco Anichini

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