Cronaca — 09 ottobre 2007

In questo primo week-end di ottobre la corsa-regina è quella di Chicago, inserita nell’Olimpo delle migliori del mondo, a cui fanno da contorno un bel gruppo di gare sparse per il globo, che delineano una settimana veramente universale.

Chicago
La temperatura elevata e la forte umidità, unite al pesante inquinamento, hanno reso drammatica la disputa di questa edizione della maratona di Chicago, al punto che il direttore di corsa ed i responsabili del servizio medico sono stati costretti a chiudere il cancello della mezza maratona dopo il passaggio delle prime migliaia di corridori, senza peraltro riuscire a fermare molti podisti.
E’ accaduto che dopo la chiusura si è tentato di deviare la fiumana su di un percorso alternativo (improvvisato) che conduceva direttamente all’arrivo mentre i rifornimenti sul percorso regolare sono stati smontati. Ne deriva che coloro che hanno proseguito si sono trovati senza assistenza: insomma, il rimedio peggio del male. Infatti, nonostante questo pasticciato provvedimento, c’è stato il morto e oltre 350 persone sono state ricoverate in ospedale. Gli organizzatori hanno dunque tentato di reagire, ma portano la responsabilità di avere ammesso una massa di partecipanti che non sono stati in grado di gestire. L’ansia di fare il record dei partecipanti ha fatto perdere il senso della realtà e questo episodio deve indurre tutto il movimento ad una seria riflessione globale.
Basti pensare che dei 45.000 partiti solo di 20.000 si sono trovate tracce all’arrivo: un macello!
I più forti, almeno, hanno trovato rifornimenti decenti ed hanno quindi potuto portare a termine la gara, in qualche modo. Sul traguardo si è vista la volata fra Patrick Ivuti e Jaouad Gharib, finiti a pari tempo (2:11.11) e vinta dal keniano. Di seguito sono arrivati Daniel Njenga (2:12.45), Robert Cheruiyot (2:16.13), Ben Maiyo (2:16.59), Christopher Cheboiboch (2:17.17) e Lee Bong-ju (2:17.29). In campo femminile l’etiope Berhane Adere ha fatto la gara imponendo il suo ritmo, compatibilmente con le condizioni ambientali, ed è andata a vincere in 2:33.49 precedendo di poco la rumena Adriana Pirtea (2:33.52) che è stata l’unica a resisterle. Seguono Kate O’Neill (2:36.15), Liz Yelling (2:37.14), Benita Johnson (2:38.30), Nuta Olaru (2:39.04) e Paige Higgins (2:40.14).
Come si vede, grandi nomi ma tempi fatalmente modesti.



Cuenca, Ecuador
La patria del grande Jefferson Perez, talento purissimo della marcia, sta piano piano scoprendo le proprie potenzialità negli sport di resistenza e comincia ad affacciarsi anche alla maratona, con questa gara di Cuenca e quella di Guayaquil. La città di Santa Ana de Cuenca è la piccola capitale della hoya di Azuay e presenta il vantaggio di una altitudine ben più sopportabile di quella della capitale federale, Quito, per cui è stata scelta per organizzare quest’anno il campionato nazionale di maratona, nell’ambito di una manifestazione a cui hanno preso parte 6000 podisti: un numero del tutto inatteso per gli stessi organizzatori. Vincitori sono risultati Mario Chicaiza (2:49.39) e Viviana Morales (3:29.40)



Loch Ness, Scozia
Questa famosa località della Scozia rappresenta un notevole esempio di promozione del turismo sulla base di qualcosa che non esiste ma che viene abilmente promosso. Fra le iniziative che fioriscono attorno a ‘Nessie’ spicca l’annuale maratona, giunta alla sesta edizione, inquadrata in un Festival of Running della durata di tre giorni e che ha visto la partecipazione complessiva di 5400 persone, una massa capace di attirare interessi rilevanti nella piccola comunità.
La gara vera e propria è stata vinta da Zakary Kihara in 2:23.17 davanti allo scozzese Moray Anderson (2:30.56). Fra le signore ha prevalso Banwella Katesigwa-Mrashani della Tanzania in 2:55.04 davanti a Shona McIntosh (3:04.29).



Koln, Germania
Appena una settimana dopo la storica corsa di Berlino il calendario tedesco offre un’altra grande manifestazione, che nonostante sia definita di seconda fascia ha fatto registrare quasi 10.000 arrivati ed un buon risultato tecnico.
Tutta africana la testa della corsa maschile e vittoria per Daniel Too (2:11.05), davanti a Samuel Muturi (2:11.27), Benjamin Itok (2:11.33), Kennedy Mburu (2:11.36) e Jakob Chesire (2:12.45) seguiti dal primo europeo, lo svizzero Christian Belz (2:15.07).
Invece fra le donne ha vinto la poco nota tedesca Sabrina Mockenhaupt in un discreto 2:29.33 davanti all’austriaca Susanne Pumper (2:33.27) ed a Worknesh Tola (2:34.28).



Kosice, Slovacchia
Nella piccola Slovacchia si è celebrata la maratona più antica d’Europa, la cui prima edizione risale al 1924. La corsa mittleuropea rimane schiacciata fra le grandi manifestazioni che nel frattempo si sono affermate con ben altri mezzi economici, ma conserva il fascino della sua lunga storia nel corso della quale può vantare vincitori prestigiosi, primo fra tutti il grande Abebe Bikila,
Quest’anno si registra un’edizione più che dignitosa, vinta da William Biama (2:09.53) davanti a Simon Kipruto Bor (2:12.01) e Lenar Khusnutdinov (2:15.29). La prima donna è stata Natalia Kulesh, che viene dalla Bielorussia, che ha impiegato 2:34.50 per battere Edyta Lewandowska (2:36.58) e Olha Kotouka (2:39.53)



Melbourne, Australia
Anche in Australia è tempo di correre ed il posto d’onore fra le molte gare di ogni genere in programma spetta alla Samsung Marathon di Melbourne, che quest’anno ha registrato 2616 arrivati, un numero ragguardevole per questo Paese. I non numerosi corridori d’élite si disperdono fra le diverse corse, ma ciononostante i vincitori hanno conseguito prestazioni dignitose: Rowan Walker (2:19.16) e Kristin Stanton (2:41.51). Fra i battuti sono finiti questa volta gli ospiti africani.



Royal Victoria, Canada
La piccola capitale della Columbia Britannica ospita una delle maggiori manifestazioni del Paese, orgogliosamente intitolata all’origine del suo nome, che deriva da quello della Regina Vittoria. Infatti il titolo è Royal Victoria Marathon ed ha visto quest’anno al traguardo 2000 podisti, i migliori dei quali sono stati Steve Osaduik in 2:20.14 e Suzanne Evans in 2:45.38



Minneapolis-St.Paul, Usa
Ricca maratona americana di seconda fascia, il che significa un notevole numero di partecipanti ed invitati di buon livello. Ed infatti gli arrivati sono stati 7215, mentre la vittoria ha arriso all’ucraino Mykola Antonenko, approdato anche lui negli States dopo lungo girovagare, che ha fatto registrare un tempo discreto (2:13.54) vista anche la debole opposizione. La colonia russa ha fatto piazza pulita di premi anche in campo femminile, con Svetlana Ponomarenko (2:34.09) e Alena Vinitskaya (2:38.23), mentre terza è stata la keniana Sharon Chebor (2:38.45)
Un’altra maratona molto partecipata è stata quella di Portland Or, che ha contato al traguardo 7719 atleti, pur essendo stata anche in questo caso osteggiata dal clima. Ne ha risentito il risultato tecnico ma non la salute dei corridori, in virtù di una organizzazione molto efficiente. Vincitori sono stati Carlos Siqueiros (2:25.27) e Mayu Horiki (2:53.47).
Si calcola che in questo week-end, complessivamente, circa 70.000 persone abbiano portato a termine una delle 23 maratone organizzate nel solo Nord-America!



St.George, Usa
La piccola città dello Utah, St.George, ospita da 31 anni una delle maratone più importanti del Paese, inserita dagli esperti americani nel novero delle top-ten, nonostante la sede decentrata non comoda da raggiungere. Il veloce percorso ha permesso sovente la realizzazione di buoni tempi ed in alcune occasioni è stata scelta come sede dei trials, ma non quest’anno. Rimane comunque una corsa quasi del tutto riservata agli atleti di casa, in quanto i numerosi stranieri che vivono negli Usa vivendo di premi ed ingaggi raramente vengono invitati.
La gara di quest’anno ha dunque visto al traguardo oltre 5000 concorrenti, e ha fatto registrare la vittoria di Nick Schuette in 2:16.42, mentre Dave Petersen è arrivato secondo in 2:18.09 e Sean Sundwall terzo in 2:18.55.
Interessante, in campo femminile, il fatto che alla partenza ci fossero più donne che uomini, cosa che da qualche tempo succede spesso negli Usa. Ed anche il risultato riflette questo andamento. Interessante, anche se non eccezionale, il crono della vincitrice Deeja Youngquist (29 anni) 2:36.06 che ha trionfato con un grande vantaggio sulla seconda, Megan Lund, in 2:41.59. Ma alle loro spalle si è avuto un riscontro di massa molto probante, in quanto 18 atlete in totale hanno chiuso sotto le 2:50 e in 37 sotto le 3:00 ore.
 

Autore: Franco Anichini

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