Cronaca — 01 ottobre 2007

La grande ripresa autunnale delle maratone nel mondo spara subito una delle sue cartucce migliori con la corsa di Berlino, tradizionalmente veloce, che non si è smentita, e molte altre interessanti.


Berlin: 2:04.26 immenso Gebre!



I record cronometrici, in maratona, non emozionano mai più di tanto in quanto questa è la gara principe del confronto diretto fra gli atleti, ma quando a fare il record è un personaggio come Haile Gebreselassie, con la sua carriera infinita e la sua straordinaria qualità umana, anche il freddo statistico non può fare a meno di emozionarsi ed aprire il cassetto degli aggettivi. Tanto più che qui le lepri lo hanno necessariamente abbandonato dopo 30km ed ha corso dieci chilometri da solo.
Infatti subito in partenza si portano in testa le lepri keniane ed assicurano passaggi veloci: 29.24 ai 10km, 44.15 ai 15km e 1:02.29 alla mezza. Limo è attorniato da Kigen, Rop e Kiprotich mentre Gebre è suportato anche da Wondimu. Al km 25 il gruppetto si assottiglia e rimagono solo Rop e Wondimu con il capitano, per un passaggio in 1:14.05. Stessa situazione al 30°, corso in 1:28.56. Dopo il chilometro cruciale di molte maratone la situazione ha una svolta decisiva e Gebre se ne va da solo con parziali sotto i 2:50/km. Si fermano i compagni di avventura, e anche quelli che sotto sotto speravano di trarre vantaggio dalla  situazione devono rinunciare. Gebre insiste, vuole il record, e lo ottiene correndo la seconda mezza più veloce della prima (1:01.57 contro 1:02.29). Non succede spesso in una maratona veloce e pensiamo si tratti della seconda mezza più veloce della storia.
All’arrivo Gebre ha educatamente ringraziato il pubblico e si è detto solo leggermente deluso dal non aver corso in 2:03! Ha comnque assicurato che sarà presente a Berlino in occasione dei mondiali del 2009.
Alle spalle di Gebre si sgranano i keniani del secondo gruppo che hanno corso per il piazzamento: Kirui 2:06.51, Kipsang 2:07.29 e Manyim 2:08.01, tempi molto buoni che qui impallidiscono.
Il trionfo etiope viene completato dal successo femminile di Gete Wami che vince dopo un bel confronto con la tedesca Irina Mikitenko: 2:23.17 contro 2:24.51 gli ottimi tempi. Completa il podio la russa Irina Timofeyeva in 2:26.54
Informiamo infine che gli arrivati quest’anno sono stati 22.948, molti meno dello scorso anno (30.118)


Budapest


La Marathon Plus di Budapest quest’anno ha particolarmente risentito della coincidenza con Berlino, perdendo buona parte della tradizionale presenza germanica, ma nonostante ciò ha potuto alla fine annoverare 2580 arrivati, di cui comunque un migliaio di stranieri. Non eccelso il livello tecnico con vittoria per Tamas Toth in 2:24.40 davanti a Ferenc Biri (2:25.15), che abbiamo visto in primavera alla 50km di Romagna. Fra le signore la migliore al traguardo è stata la vecchia gloria Judit Nagy Foldingné (cognome da sposata) in 2:47.09


    


Olso


Anche la capitale norvegese ha celebrato in questo week-end la sua immancabile maratona, e anche se non si tratta di una gara di particolare rilievo internazionale merita farne menzione. Tranquilla la corsa maschile, vinta da Ronny Hognestad in un mediocre 2:35.04. Più interessante la gara femminile dove si è segnalata Margaretha Baumann, una giovane esordiente capace di concludere in 2:52.26 nonostante la mancanza di ogni seria opposizione.


Toronto


Molto buona anche la maratona di Toronto, con una bella partecipazione immersa in una festa che ogni anno coinvolge tutta la città, dinamica come tutto in questo Paese. La straordinaria prestazione di Gebre tende a far impallidire altre corse molte valide, ma sul piano degli esseri umani normali meritano una segnalazione i keniani John Kelai (2:09.30) e Daniel Rono (2:09.36) seguiti dall’etiope Kasime Adillo (2:10.20). Discreta anche la corsa femminile vinta da Asha Gigi (2:33.16) davanti a Malgorzata Sobanska (2:34.21) e Alevtina Biktimirova (2:34.54) 


Varsavia



La maratona di Varsavia viene a coronare una stagione molto ricca in una Nazione che sta diventando molto attiva in campo organizzativo e produce da sempre talenti nel settore della corsa lunga. Fino a questo momento abbiamo infatti registrato la disputa di ben 30 maratone in Polonia, a partire da quella di Katowice, corsa il primo gennaio, nonostante il clima.
Grande gara, su di un percorso non facile soprattutto per le molte curve nel centro storico.
Pavel Ochal ha siglato il record della corsa in 2:12.21 dopo dura lotta con Adam Draczynski (2:13.57) ed il tanzaniano Disdery Hlombo (2:14.16). Più modesta la gara femminile vinta dall’ucraina Valentina Poltavska in 2:40.49.


 


Odense


La città natale di Hans Christian Andersen celebra ogni anno il suo illustre concittadino con la favola di maratona, un sogno per molti, una faticosa realtà per altri, ma per tutti un tuffo nella magia di questi luoghi.
Gli africani sono stati anche qui gli ospiti d’onore, ma Jonah Kemboi, il keniano di turno, ha dovuto faticare più del previsto per avere ragione di Philip Bandawe che viene invece dallo Zimbabwe e si è formato nelle difficili ed affollate corse sud-africane. Alla fine Kemboi ha avuto ragione del rivale in 2:15.07 contro 2:15.30. Fra le donne ha invece vinto la russa Irina Songerlaynen, nativa di San Pietroburgo, in 2:42.17. Ma il bello della giornata è stata la grande festa che ha coinvolto ben 1413 corridori nella sola maratona e più del doppio nella mezza.


 


Sydney



La dinamica capitale del Nuovo Galles del Sud non si è certo fermata dopo la perfetta organizzazione delle sue Olimpiadi, ma anzi ha preso lo slancio da quella grande occasione per sviluppare ulteriormente il suo interesse per lo sport, attività molto sentita nel Paese.
Ne è una riprova la maratona Blackmores che ha raccolto quest’anno circa 1500 partecipanti alla sola maratona, senza contare le gare di contorno, così numerose che l’intero complesso delle manifestazioni ha dato vita ad un ‘running festival’ della durata di tre giorni. D’altra parte, durante tutto l’anno, si svolgono gare di preparazione e sedute di allenamento collettivo (Sydney marathon clinics) in modo che la maratona diventa il motore di un vero e proprio programma sportivo annuale.
La gara propriamente detta ha visto il successo del keniano Julius Maritim, che ha vinto a mani basse in 2:14.38 davanti a Philip Muia (2:21.54) e Nicholas Merica (2:24.12). Anche in campo femminile ha vinto una gradita ospite, la giapponese Naoka Tsuchiya (2:43.10) davanti a Eliza Mayger (2:45.34)


Cape Town


Anche nell’emisfero australe, a stagioni invertite, è tempo di grandi maratone. Si parte dunque con la maratona della Nedbank a Cape Town (non la più importante della città, peraltro) vinta a buon ritmo da Mluleki Nobanda (2:14.45) davanti a Collen Makaza dello Zimbabwe (2:16.09) e George Ntshiliza (2:16.29)mentre fra le ragazze ha prevalso Samukeliso Moyo, anche lei dello Zimbabwe, in 2:41.29 ed ha preceduto l’etiope Asrat Addis (2:43.20) e Charnè Bosman (2:44.32).

Autore: Franco Anichini

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