Maratone e altro — 29 settembre 2010

Berlin


I keniani Patrick Makau e Geoffrey Mutai hanno replicato la sfida che li aveva visti protagonisti in primavera alla maratona di Rotterdam. Stesso ordine d’arrivo, stesso appassionante arrivo allo sprint, ma tempo leggermente peggiore: 2:05.08 e 2:05.10 contro 2:04.48/2:04.55 Stavolta il passaggio alla mezza è avvenuto in 1:02.37 (per i protagonisti) ed anche questo ci racconta una gara molto ragionata, con una seconda metà un poco più veloce della prima, soprattutto in virtù del rabbioso sprint finale. Gli etiopi Worku Bazu (2:05.35) e Yemane Tsegay (2:07.52) si sono dovuti accontentare delle posizioni di rincalzo. Il primo dei non africani è stato il giapponese Fujiwara, nono in 2:12.00 davanti al mongolo Bat-Ochir (2:12.42) ed allo spagnolo Hernandez (2:13.46), primo degli europei.


In campo femminile non c’è stato problema per l’etiope ventunenne Aberu Kebede (2:23.58), giusto un minuto meglio della connazionale Bekele (2:24.58). Terza la giapponese Morimoto (2:26.10) seguita dalla tedeschina Sabrina Mockenhaupt (2:26.21), prima delle europee. Qui era in gara anche la nostra Ivana Iozzia, che ha faticato più del previsto ed alla fine ha raccolto solo un undicesimo posto in 2:39.29.


Scorrendo pazientemente la classifica troviamo molti altri italiani, ma nessuno in evidenza, il migliore dei quali è stato Gian Marco Pitteri, 60^ in 2:32.04.


Gli arrivati in tempo massimo quest’anno sono stati 33.325, A Londra erano stati 36.553, a Parigi 30.815, a Tokyo 30.170 e a Boston 22.540


 


Toronto


Sapevamo che la Scotiabank Marathon di Toronto godeva di un percorso molto veloce, ma non ci aspettavamo di dover registrare una così gran massa di ottimi risultati, che la pone sullo stesso piano di New York, Chicago e Boston. Infatti il vincitore Kenneth Mugara ha battuto il suo record del percorso. ottenuto lo scorso anno con 2:08,32, finendo quest’anno in 2:07.57, uno dei milgiori tempi corsi sul suolo del Nord-America. Mugara è alla sua terza vittoria consecutiva a Toronto. Ma alle sue spalle altri cinque atleti hanno chiuso in meno di 2:10, tutti africani: Jafred Chirchir (2:08.09), Daniel Rono (2:08.14), Nixon Machichim (2:08.21). Gashaw Melese (2:08.54) e Teshome Gelana (2:09.30). Più dietro, il canadese Reid Coolset ha corso uno dei migliori tempi del suo Paese in 2:11.22. In complesso gli atleti sotto le 2:20 sono stati ben 17!


Né le cose sono andate diversamente in campo femminile, dove si può semmai notare un agonismo altrettanto acceso a causa delle minime differenze dei valori in campo. Ha vinto Sheron Cherop in 2:22.42, seguita da Tirfi Tsegaye (2:22.44), Merima Mohammed (2:23.06), Koren Yal (2:24.32), Firewot Dado (2:26.39), Alevtiona Ivanova (2:27.07), Albina Mayorova (2:28.05).


Chiudiamo con Toronto aggiungendo che è stata gara vera, dove le lepri si sono limitate a fare il loro lavoro nella prima mezza, per dare poi libero sfogo al duro confronto agonistico fra i migliori.


Varsavia


Nel periodo caldo delle grandi maratone europee, quella di Varsavia trova un suo spazio, pur dovendo confrontarsi con la potenza economica ed il richiamo della vicina Berlino. Anche per loro gioca negativamente il depauperamento delle risorse atletiche nazionali dovuto alla forte emigrazione dei migliori verso Paesi più ricchi, al quale si cerca di ovviare ingaggiando atleti dall’inesauribile vivaio africano, ma anche dai Paesi dell’est europeo, specie in campo femminile. Così registriamo la vittoria di Tola Bane, un giovane etiope che non avevamo sentito nominare, in un passabile 2:13.10 davanti a Johnstone Kibet Maiyo (2:14.25) e Samuel Goitom (2:16.58) mentre la prima donna è stata l’ucraina Tetyana Holovchenko (2:31.37) davanti alla locale Olga Kalenderova (2:33.47) ed a Pamela Kipchoge (2:35.27).


Budapest


Stessi problemi per la maratona di Budapest, che riesce tuttavia a convogliare ugualmente 2644 arrivati, nonostante la coincidenza con Berlino. Ha vinto un etiope che risiede da anni nel Paese mittel-europeo, Erkolo Ashenafi in 2:23.13 davanti a Tamas Toth in 2:24.37. Bene la prima donna, Simona Staicu in 2:37.47 mentrevla seconda è lontanissima, Judit Nagy in 2:52.27. Fra i molti italiani presenti si è messo in una certa evidenza Giovan Battista Audia in 2:37.53


Cape Town


Maratona sud-africana quest’anno un poò in ribasso, sia sul piano tecnico che su quello della partecipazione. E’ però da notare la vittoria di Gert Thys in 2:22.12- Questo atleta è sulla breccia da molti anni, e di tanto in tanto si fa notare in gare di alto livello. Ricordiamo che Gert vanta un PB di 2:06.35 ottenuto a Tokyo nel 1999, cioè undici anni orsono!


Odense


La città natale del favolista-poeta Hans Christian Andersen dedica ogni anno al suo illustre concittadino la sua maratona, assurta a simbolo del difficile e faticoso andare delle umane genti, che si rifugiano nella favola per trovare un po’ di conforto quando la crudezza della vita diviene insopportabile. E la favola continua anche per i maratoneti keniani, che non hanno avuto nessuna diffcoltà a dominare, e specialmente per  Raymond Kandie che ha trovato modo di realizzare anche un buon crono: 2:10.41 nonostante il grande vantaggio sui piazzati, che sono stati Peter Biwott (2:16.33) e Daniel Too (2:18.51). Invece fra le donne è emersa nettamente la bielorussa Sviatlana Kouhun in 2:33.18, davvero niente male, davanti a Agnieszka Lewandowska (2:42.30) e Joanna Gront (2:48.35), due oneste pedatrici polacche.


Sydney


Grande partecipazione ma livello tecnico modesto per la maratona di Sydney, una delle maggiori del continente australe. Gli oltre tremila partecipanti sono stati facilmente regolati dal keniano di turno, Isaac Serem, al quale è stato sufficiente correre in 2:25.17 per precedere il giapponese Hirata (2:26.00) e David Criniti (2:27.01). Stessa storia in campo femminile, dove a vincere è stata Helen Stanton in 2:49.58 davanti a Georgia Wood in 2:50.52


Karlsruhe


Anche l’attività in Germania, sempre notevolissima sul piano quantitativo, stenta a ripartire su quello qualitativo, come da noi a causa della scarsezza di talenti locali, sia pur piccoli. Ne consegue che solo la presenza degli africani riesce a qualificare una manifestazione. Ne è riprova la maratona del Baden, a Karlsruhe, vinta da David Mutai (2:14.33) davanti a Erick Rotich (2:15.46). Inconsistenti gli altri.


 


 

Autore: Franco Anichini

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Peluso

  • Alfonso Nappo pozzuoli marathon

    domenica ho corso la maratona di berlino nonostante freddo e pioggia ho visto un pubblico numerossissimo ad incitarci x tutti i 42km e che dire dei gruppi delle varie etnie ke con i loro canti e musiche mi hanno fatto arrivare al traguardo con un 3,37 finale x chiudere una citta’fantastica

  • tramontano luigi arca atl. aversa

    domenica ho partecipato alla maratona di berlino pet. 36080 molto bella ed entusiasmante,fra quanti secoli dobbiamo attendere x vedere una manifestazione del genere anche a napoli.

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