Cronaca — 21 settembre 2008

Che mi hai portato a fare sopra Posillipo, se poi non mi vuoi più bene?…  I podisti, sulla collina di Napoli che ha ispirato Renzo Arbore e che contempla  il mare come uno specchio lucente, faticano per l’ultimo giorno e  applaudono al miracolo sportivo di Gennaro Varrella – che reca il nome del Vescovo martire e patrono della città – vincitore della kermesse a tappe partenopea.


Il film di Arbore è lontano, ma la brezza marina ‘sale’ ed invade il Parco Virgiliano. E’ l’ora della festa e con le premiazioni s’avvicina anche l’ora di pranzo. Che ne dite di due paccheri al sugo? Ma prima ammiriamo il sorriso di Mena Febbraio, dominatrice femminile di questo tour, mentre il cantautore Pino De Maio viene acclamato per una posizione di categoria, in mancanza di un suo ritornello napoletano (e del microfono).


Che bel tempo, quest’oggi, che ‘entra’ l’autunno. Un passaggio dalla stalle (di Capodimonte) alle stelle (di Posillipo).  La reggia borbonica sull’altra collina con il parco ed i giardini reali ci avevano catapultato nel mare di Napoli; un sogno immaginario, visto che a Capodimonte ha piovuto a dirotto nella giornata inaugurale.


Posillipo ha dato luce e rafforzato anche la speranza sportiva degli atleti ipovedenti, presenti per una passerella sulla pista del Virgiliano; mentre la corsa dei bambini era particolarmente seguita dai genitori e da chi aveva terminato la terza tappa.


Sull’altra faccia della medaglia appena appesa al collo, si incidono solo alcuni degli episodi che hanno caratterizzato questa tre giorni, qui a Napoli, mentre il logo della manifestazione è bene evidente sul lato opposto.


Il Vesuvio è di fronte a noi, mentre la seconda tappa è ‘sotto ai nostri piedi’; Agnano la si vede se abbassi lo sguardo dal parapetto del belvedere posillipino, un po’ più nascosta è la selva degli Astroni che ha accolto la carovana dei corridori prima della giornata conclusiva. Sono luoghi di storia e di terremoti, di eruzioni e solfatare. E’ stato bello fare sport tra la natura cittadina.


E’ davvero un peccato se sulle Colline non girassero più questo meraviglioso film.


 


 


 

Autore: Giovanni Mauriello

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