Curiosita slide — 14 novembre 2013

untitledTempo fa in un uno dei miei tanti viaggi che ho fatto in Giappone per motivi di lavoro, passeggiando tra le librerie di Tokyo in ricerca di qualche Manka, vidi un libro che colse la mia attenzione. “L’arte di Correre di Murakemi.”  In quel momento non lo comperai, ma recentemente a causa del mio stop atletico ed ahime!! avendo più tempo a disposizione a cause della riduzione dei carichi di allenamento ho deciso di acquistare ed approfondire la lettura di questo libro.

Il Sig. Murakami, in Giappone era gestore di un Jazz Bar chiamato il Peter Cat. Dopo sette anni di proficua attività nel 1981 decise di cederlo e dedicarsi solo alla sua passione, “la scrittura”. Inoltre decise anche che era giunto il momento di cambiare radicalmente le sue abitudini di vita. Decise di bruscamente di smettere di fumare (fumava in media  tre pacchetti di sigarette al giorno) e poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami, aveva una certa tendenza ad ingrassare, decise di dedicare almeno un ora al giorno alla corsa, correndo per circa 10 Km.

Due anni più tardi su invito di una testata giornalistica Nipponica, si recò in Grecia dove per la prima volta percorse l’intero tragitto della maratona. Questa esperienza lo emozionò talmente tanto che si dedicò in toto a questo sport al punto che negli anni successivi partecipò a 24 maratone, un ultrà maratona ed a tre gare di triathlon.

Ma il suo più grande contributo alla corsa è venuto attraverso la sua arte, “la scrittura”. In tre anni ha scritto il libro L’arte di correre. Questo testo è  un’ intensa riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono il sessantenne Murakami a correre. L’autore sostiene che il sottoporsi ad una continua attività fisica,  ha un valore di un autentica sopravvivenza di felicità quotidiana. Nel libro Murakami dice  che scrivere è  una perenne lotta con i lati interiori e nascosti del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore. Così  l’attività quotidiana della corsa ci porta ad essere propositivi e risolutori di problemi lavorativi della vita di tutti giorni. Per il maratoneta/scrittore giapponese la corsa è l’autentica ricetta della felicità necessaria per lavorare bene. Al tempo stesso, questo insolito libro propone anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona (e a maggior ragione a una ultramaratona) avrà indubbiamente provato. Un libro, che mi affascinato tantissimo e che consiglio vivamente a tutti.

CRISTIAN AVINO

 

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Peluso

  • Marco Cascone

    Grazie Cristian per la bella e interessantissima segnalazione. Gli orientali non possono insegnarci molto in termini di preparazione tecnica del correre, ma decisamente tanto in merito alla filosofia di vita, ai suoi veri valori e alle sue emozioni…che sono certamente più importanti di un semplice e solo risultato cronometrico. Un abbraccio

  • Micaela Inglese

    Questo libro non dovrebbe mai mancare nella biblioteca di chiunque e non solo di chi corre perché insegna ad affrontare la vita con lo spirito giusto e la capacità di soffrire pur di raggiungere un traguardo…un vero insegnamento di VITA! L’ho letto con il cuore e con la passione che ogni giorno mi porta ad indossare le scarpette e scendere in strada a correre!

  • Cristian Avino

    Marco, Micaela, grazie per i vostri commenti. Io in Giappone ci sono stato svariate volte per lavoro ed i Giapponesi mi hanno sempre impressionato per la loro dedizione al lavoro, affrontano le attività quotidiane sempre in uno spirito propositivo. La loro educazione e disciplina interiore mi ha lacsiato esterefatto, è un popolo che cerca la perfezione in ogni piccolo gesto. Come diceva Micaela, questo libro mi ha colpito molto sul significato del sacrificio necessario per raggiungere gli obiettivi preposti.
    Vi saluto in lingua Nipponica.
    HARIGHATO’
    Cristian

  • tito

    Semplice Segnalazione: MurAkami.

    • Cristian Avino

      Chiedo scusa.

  • Mi fa piacere che si parli di Haruki Murakami, uno autore che apprezzo.
    Ho conosciuto Murakami, come scrittore, solo questa estate e proprio leggendo l’Arte di Correre. Immediatamente si avverte sfogliando il suo libro l’acuta sensibilità e una l’adeguata capacità narrativa del narratore nipponico. Qualità queste che gli hanno consentito di condividere le sue vicende di maratoneta con tutti i runner del mondo. Ognuno di noi si è certamente potuto identificare con quanto da lui raccontato. Ma, al di là delle analogie, nel testo mi hanno incuriosito alcune parole ripetute più volte (tipico della letteratura giapponese). A mio avviso parole adeguate per chi vive una Maratona, dall’allenamento alla gara. Su ognuna di esse si potrebbe scrivere un capitolo di vita.
    Le parole di Murakami.
    metodo – scrittura – disciplina – durezza – concentrazione – complementarità – isolamento – folla – rafforzare – determinazione – superare.
    Grazie.
    Francesco ALAIA.
    Atletica Arechi Salerno.

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