Medicina — 19 novembre 2010

Verso la fine di ottobre, durante una partita di calcio di allievi regionali, nello stadio S.Rocco di Chiaiano a Napoli un giovane atleta di 16 anni si accasciato al suolo ed è stato salvato da morte certa se al bordo campo non vi fosse stato un infermiere, vicepresidente della Società Calcistica ospitante. La società, per fortuna, era dotata di un defibrillatore e, soprattutto, di una persona in grado di capire l’accaduto e di farlo funzionare. Tranquilizziamo subito dicendo che il ragazzo è salvo e sta bene.


Questo episodio mi porta a riparlare di un argomento per me molto importante e che già altre volte è stato trattato con grande sensibilità dalla redazione di Podistidoc : L’idoneità sportiva agonistica. Nella nostra categoria di medici v’è un numero sempre crescente di personaggi senza scrupoli che per lucro rilasciano idoneità sportive con esami ridicoli (test di Master) che non possono in alcun modo evidenziare una possibile patologia cardiaca. Sono esami obsoleti ma che una Legge assurda continua a ritenerli regolari. Vorrei con questo articolo fare un appello a tutti quelli che come me fanno i podisti e , sopratutto, a quelli che, come me, hanno i capelli bianchi. Anche se si devono spendere 20-30 euro di più all’anno vi prego rivolgetevi a centri di medicina dello Sport qualificati che sono in grado di eseguire esami corretti e di non affidare a ciarlatani la propria salute e quella dei propri figli.


 

Autore: Giorgio Torella

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Peluso

  • SALVATORE ALBRIZIO NAPOLI NORD MARATHON

    d’accordissimo con giorgio,la vita e’ un dono preziosissimo,fare i dovuti accertamenti validi, ne va’ della nostra salute,cosi’ ci’ permette di’ essere presente sia in allenamento e sulle gare il piu’ allungo possibile con tanti amici e vivere questi magici momenti che offre lo sport.percio’ con la salute non si’ scherza.

  • Federico Lbertas Lamezia

    C’è un problema però, per esempio dalle mie parti c’è un centro di medicina sportiva, che esegue la visita in modo eccellente e scrupoloso (e per questo faccio i complimenti), ma poi dall’altro canto, gli stessi medici che sono così scrupolosi, non conoscono la differenza tra il cuore di un atleta (anche se cinquantenne) e quello di un sedentario, e spesso negano l’idoneità, ma sopratutto fanno preoccupare parecchie persone.

  • Alfonso nappo pozzuolimarathonclub

    detto da giorgio torella, kè conosco molto bene una persona squisita, oltre ad essere un podista è un bravo cardiologo,ripeto è una persona eccezzionale sempre disponibile in qualsiasi momento

  • Giorgio Torella

    Grazie Alfonso dei complimenti….per spiegare meglio il test di Master(salita di gradini) è un test vecchissimo che andava bene tanto tempo fa perchè non c’era di meglio. Viene ancora usato da medici indegni che in un solo giorno distribuiscono idoneità anche a 20-30 atleti, spesso giovanissimi,andando in palestre o campi di calcio, al prezzo di 10-12 euro pro capite senza fare assolutamente alcun esame che possa far evidenziare o prognosticare una patolgia. Concludo rispondendo a Federico se un medico sportivo da “ansie” e nega idoneità immotivate avrei dei dubbi sull’eccelenza di un Centro, spesso l’abito non fa il monaco. Sul cuore d’atleta c’è un discorso molto complesso che se la redazione avrà la cortesia di ospitare si può fare dico soltanto che il cosiddetto cuore d’atleta non è un cuore del tutto sano.

  • Marco Cascone

    Ciao Giorgio. Condivido totalmente quanto hai scritto. Hop visto fare visite di idoneità (chiamiamole così….) ancora con lo sgabello, da medici che tutto dovrebbero fare tranne che i medici. Se manca la sensibilità dell’atleta….che ci pensino i presidenti delle società. Devono obbligare gli atleti ad andare da un medico specialista, responsabile, un vero professionista. Altrimenti niente tesseramento!!!

  • Giorgio Torella

    Carissimo Marco, il problema è complesso perchè innanzittutto c’è disinformazione poi c’è malafede palese anche da parte dei responsabili di Società di tutti gli sports che, con la scusa, di dare un servizio per esempio facendo fare le visite in sede, favoriscono loro amicizie o anche altro….mi fermo qui, ricordando a tutti che l’idoneità sportiva è una faccenda molto seria e nessuno di noi deve pensare che gli eventi tragici che si leggono non ci appartengono è un gravissimo errore. Il 20% della popolazione sportiva non è a conoscenza di avere una patologia potenzialmente fatale o invalidante. Un abbraccio.

  • Carlo Cucciniello

    ho letto quanto innanzi e commento: la verità sta nel mezzo . Se vi sono professionisti sedicenti tali, è anche vero che molti podisti ” quelli cercano” Da ormai 17 anni anni , per la certificazione medico sportiva agonistica presento ecocardiogramma, prova da sforzo molto seria( quest’anno addirittura la mocardioscintigrafia da sforzo) analisi dlle urine ed emocromo completo . Tutto ciò serve per rispetto di se stessi, della società di appartenenza , per dovere , ma non da la certezza di essere immuni da ” incidenti” ……. anche fatali. Vero dr Torella ?

  • Federico Lbertas Lamezia

    Voglio solo chiarire che, se mi sono permesso di esprimere la mia opinione in un contesto per me così grande è solo perché proprio impaurito da quello che mi veniva detto ho chiesto un secondo parere, che mi ha tranquillizato.

  • gigidimeopozzuolimarathon

    Grazie per avere dato luce al passo più importante da fare per chi si accinge a correre.
    Personalmente ho sempre effettuato il test di master per potere semplicemente partecipare a gare; da qualche hanno ,con l’aiuto di un caro fratello, ho avvertito la necessità di effettuare controlli più accurati.Il risultato ? Corro più tranquillo e mi diverto.Grazie Dott. Torella…Potrebbe indicarmi un centro dove recarmi e quando ?

  • Anna DiPALMA MARATHON CLUB STABIA

    commento quanto letto,posso confermare che come presidente ne sento di tutti i colori,visite fatte solo sulla carta al costo di 20 euro,oppure fatte cosi’tanto per farla .AI miei atleti ho sempre consigliato di rivolgersi a medici scrupolosi.

  • claudio piccolo, asd podistica bosco di capodimont

    bravissimo Giorgio ad evidenziare questo problema, ma secondo il mio punto di vista, le associazioni di cui si fa parte dovrebbero consigliare a tutti gli atleti di rivolgersi a centri di medicina dello sport con medici altamente qualificati e non da qualsiasi cardiologo. Comunque di nuovo bravo perche il problema che descrivi è di vitale importanza, ciao Giorgio

  • silvio scotto pagliara

    Ma i medici sportivi , sono autorizzati a fare queste visite mediche ?
    Si deve andare x forxa in un centro specializzato di medicina sportiva ?
    Il medico , abilitato x lo sport , ha il suo studio con annesse attrezzature x dare l’idoneità , non puo’ farlo ?
    Siamo alle solite, si sentono e si vedono queste “visite” affermate e nessuno denuncia !
    Poi, caro luigi , ciao , prima cosa .
    Non è la visita che ti fa correre piu tranquillo , ma sei tu , che devi saperti “ascoltare” se quella giornata è il caso di …forzare nel correre , nel mangiare ed altro , non è una assicurazione di tranquillità che ti dà la visita .
    Concludo ,Gigi , dopo la visita , puo’ succedere di tutto , ricordati , che siamo come una lampadina , cge all’improvviso …si spezza il filo all’interno e….tutto finisce , mica la lampada ti avverte ,se si rompe !
    saluto tutti e ad major x tutti .

  • guido del giudice napoli nord marathon

    Il collega Torella con apprezzabile sensibilità e competenza, solleva un problema annoso e sul quale ho già avuto modo di esprimermi anche dalle colonne di questo sito. Trentacinque anni di attività nel campo della medicina dello sport, due specializzazioni, un master internazionale in aritmologia dello sport e, soprattutto, quarant’anni di attività sportiva in varie discipline prima di approdare al podismo, se da un lato fanno sì che non possa esimermi dall’intervenire in questa discussione, non danno neanche a me la possibilità di esprimere una parola che sia definitiva sull’argomento. Fermo restando che la morte improvvisa è un evento che non può essere escluso al 100% anche eseguendo gli esami più approfonditi, ciononostante è opportuno eseguirli tutti per limitarne la possibilità a valori prossimi allo zero. Sulla necessità di una visita scrupolosa approfondita, corredata da alcuni esami cardiologici imprescindibili e oggi routinari, mi sono già espresso esaurientemente in altre occasioni..Non voglio perciò tornare sulla necessità, ormai lapalissiana, di affidare la propria macchina da corsa a professionisti competenti, ma stavolta vorrei puntare l’indice su alcune incongruenze cui, con coerenza ed onestà intellettuale ha accennato il dott. Torella, nella speranza che qualcuno si riconosca in questi atteggiamenti e si ravveda.

    1) E’ chiaro che gli esami previsti dalla vecchissima normativa per il rilascio dell’idoneità agonistica sono obsoleti e che andrebbero eseguiti di routine un ecocardiogramma e un test da sforzo massimale (peraltro resi obbligatori dalle recenti linee guida per i soggetti al di sopra dei 40 anni). Si pone però un problema per quanto riguarda le strutture pubbliche che nel rispetto della normativa in vigore, prevedono per lo screening di massa l’esecuzione delle prove previste dalla legge. Per quanto riguarda il test di Master previsto dalla normativa del 1982, bisogna far notare che, se eseguito correttamente secondo le modalità specificate con pignoleria dal decreto, ha una capacità predittiva non certo inferiore a quattro pedalate fatte al cicloergometro. Quindi, tra un test di Master bene eseguito e un ‘finto’ test al cicloergometro, non di tipo massimale, meglio il primo. Diverso è il discorso di sedicenti (e indegni) medici sportivi che concedono le idoneità con visite ‘sui generis’ o addirittura senza nemmeno visitare!

    2) Sul problema, sollevato dall’amico Federico, dell’eccessivo allarmismo di alcuni colleghi si è ben espresso Torella. Il cuore dell’atleta non è, in ogni caso, un cuore ‘normale’. Certo, molti medici, non avendo una conoscenza specifica dell’argomento, tendono ad avere un atteggiamento iperprotettivo nei confronti del paziente-atleta, ma non è neanche detto che tutte le anomalie cardiache rilevate in sede di visita debbano essere attribuite con faciloneria a quel ‘cuore d’atleta’ che i ‘podisti supermen’ come li ho definiti in un mio precedente articolo, pretendono con orgoglio di avere. La domanda che più di sovente mi sento rivolgere dai podisti, alla fine di una visita, è proprio questa ‘Allora dottore? Ho un cuore d’atleta?’ Si, ma andiamoci piano. Guardiamo anche il rovescio della medaglia. Non dimentichiamo che, per il calcolo delle probabilità, se quel podista continuerà a correre senza seguire i consigli del medico che lo mette sull’avviso, ricercando invece quello, magari più incompetente, che lo rassicuri, e tutto andrà bene, il primo, anche se serio professionista, sarà considerato un imbecille. Nella malaugurata ipotesi, invece, che avesse ragione, nessuno potrà tornare indietro a scusarsi con lui. Quindi: scegliete prima il medico in cui riporre la vostra fiducia (preferibilmente specializzato in cardiologia, oltre che in medicina sportiva), e poi seguite le sue indicazioni nel bene e nel male (che poi è l’invito a salvaguardare il bene più grande: la vita!).

    3) Ultimo argomento, forse quello più antipatico, ma, per la mia esperienza, spesso preminente (sembra assurdo ma è così), è quello economico. E qui la colpa va equamente divisa tra atleti e medici sportivi (o sedicenti tali). Si fanno sacrifici, più volte l’anno, per l’ultimo modello di scarpette della Asics o della Mizuno ma, quando è il momento della visita, se non si trova ‘l’amico’ per farla gratis, si scatena un’asta al ribasso senza esclusione di colpi! E non parliamo se il collega, agendo in questo caso con coscienza, dovesse richiedere quegli esami integrativi che soprattutto da una certa età in poi, sono indispensabili. Smorfie di disappunto, assicurazioni che ‘si è sempre stati bene’! Il ‘cliente’ è perso per sempre. Cercherà un altro medico, che non gli imponga neanche lo scomodo di effettuare l’esame delle urine. Anche in questo campo, però, il risparmio non è mai guadagno. Non vi pare sospetto, oltreché degradante, per un medico eseguire una visita completa e approfondita, completa di esami strumentali, per il rilascio di un’idoneità sportiva al costo di 15 euro?

  • ciro mauro napoli nord marathon

    leggo in ritardo questi commenti ma forse mi spetta un commento quale direttore del reparto di cardiologia dove è stato ricoverato il giovane atleta di cui sopra.premetto che in qualità di segretario provinciale della federazione medica sportica ho portato avanti una lotta specifica nei confronti di colleghi squallidi che operano idoneità inesistenti partendo da poche e confuse conoscenze mediche ,però il caso di cui si parla è un caso rarissimo e cui esporrò tra poco le caratteristiche.Il giovane che è arrivato nel nostro reparto dopo una brillante rianimazione è affetto da una rara malformazione coronarica che vede impossibile una diagnosi precoce dato che non presenta tale anomalia dei sintomi precisi,tanto che è da considerarsi spesso un reperto autoptico.Il discorso in questo caso è secondo me da spostarsi sull’organizzazione dei campi di gara e sull’obbligo da parte delle società di attrezzare opportuni percorsi di prevenzione e trattamento degli accidenti cardiovascolari.ricordo infine che il giovane è stato trattatoda noi e dopo la stabilizzazione delle condizione è stato avviato presso un altro ospedale per il trattamento cardiochirugico ,con brillante risultato finale.

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