Maratone e altro slide — 31 gennaio 2014

Venicemarathon

Oltre sei milioni e mezzo di euro, che superano i sette milioni considerando anche gli altri eventi sportivi organizzati nel corso della stagione 2012-13. Pur con un lieve calo rispetto alle edizioni precedenti dovuto alla crisi, si conferma di assoluto spessore l’indotto economico prodotto sul territorio dalle manifestazioni sportive promosse dall’A.S.D. Venicemarathon Club, a partire dalla Maratona più affascinante al mondo, che domenica 27 ottobre 2013 vivrà la sua ventottesima edizione.

 

E’ quanto emerge dalla ricercaL’indotto economico sul territorio veneziano di manifestazioni sportive. Analisi dei dati relativi all’edizione 2012 di Venicemarathon e 2013 di Moonlight Half Marathon e Venice Running Day”, sviluppata a cura dell’Ente organizzatore della celebre corsa con il supporto della Camera di Commercio di Venezia, che sostiene da anni quest’evento, con un contributo di 25mila euro, proprio in virtù delle sue consistenti ricadute economiche, di visibilità e promozione del Veneziano e delle sue attività, e che finanzia (con 15mila euro) anche questo studio, reputandolo uno strumento di valutazione essenziale per misurare non solo la straordinaria portata della manifestazione, ma anche l’efficacia della propria azione istituzionale e del suo intervento sul territorio a vantaggio del sistema delle imprese.

 

I risultati di questo lavoro sono presentati ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, giovedì 3 ottobre 2013, nella sede camerale di Mestre, e a cui sono intervenuti il vice Presidente dell’A.S.D. Venicemarathon Club e curatore della ricerca, Stefano Fornasier, il vice Presidente dell’Ente camerale veneziano, Giuseppe Molin, e il vice Segretario Generale vicario, Mario Feltrin.

 

Lo studio. Va premesso, anche per supportarne l’affidabilità, che la ricerca, condotta regolarmente ogni anno a partire dall’edizione 2009 e via via sempre più affinata, comporta un certosino lavoro di analisi di svariata documentazione e di acquisizione di informazioni, attraverso interviste agli operatori economici e ai partecipanti, fino ad arrivare all’elaborazione dei dati. Come ha tenuto a sottolineare Stefano Fornasier, non esistono per manifestazioni simili analoghe ricerche condotte con i crismi della scientificità: i criteri con cui è stata realizzata sono stati confrontati anche con il Ciset e la percentuale di risposta ai questionari si è attestata attorno al 20%, dunque un modello più che attendibile.

 

Il punto di partenza è rappresentato dai partecipanti: nell’ultima edizione di Venicemarathon, del 2012, oggetto dell’indagine, gli iscritti sono stati 8.295 (vigeva il numero chiuso a ottomila), oltre mille in più rispetto all’edizione del 2011, 7.113 (con numero chiuso a settemila), anche se poi i partecipanti effettivi, date le condizioni atmosferiche sfavorevoli, sono stati un po’ meno.  Nell’analisi vanno sottolineati alcuni aspetti che incidono sull’indotto economico prodotto da coloro che gareggiano. La fascia d’età più presente, con percentuali vicine al 60%, è quella dai 35 ai 49 anni che denota la capacità di spesa più elevata; si mantiene buona, come la presenza femminile (il 17,16%), la percentuale dei partecipanti stranieri, che nel 2012 sono stati 1.955, a fronte dei 6.340 italiani, il 23,56%, e sono arrivati da tutti i continenti a riprova del respiro globale della Maratona di Venezia: Europa in primis (con Paesi più rappresentati Francia e Gran Bretagna), ma anche Nord America (per lo più statunitensi, 166) e Asia (con in testa i giapponesi, 61), e poi Africa, Centro-Sud America e Oceania (con 12 australiani). Va da sé che chi proviene da più lontano dimostra anche maggiore propensione di spesa, per il pernottamento ma anche per la ristorazione, l’oggettistica, i trasporti, le visite museali: il 70% di coloro che sono arrivati da oltre 500 km hanno dichiarato di essere a Venezia per la prima volta, ed è chiaro che Venicemarathon soprattutto (ma non solo) per loro, proporzionalmente alla distanza, costituisce anche l’occasione per visitare la città più bella al mondo e il Veneto, oltre che per correre in uno scenario unico.

 

A ciò va aggiunto che il flusso movimentato dalla corsa non si limita agli atleti, ma coinvolge anche coloro che li accompagnano in quest’esperienza turistico-sportiva, che nel 2012 sono stati 10.214 (in media 2,05 ad ogni partecipante straniero, 1,62 per ogni italiano), arrivando quindi a 18.509 persone: la crisi si è fatta sentire soprattutto qui, se è vero che nell’edizione 2011, pur con meno atleti, gli accompagnatori erano stati 14.294 (sono calati soprattutto quelli al seguito dei partecipanti italiani), ma parliamo sempre di numeri significativi. Va inoltre rimarcato che, quanto alla voce di spesa più rilevante, quella per l’alloggio, sono aumentati rispetto al 2011 gli italiani che hanno pernottato almeno una notte (il 56,68% contro il 45,11%) e che si mantiene molto esteso il periodo di permanenza degli stranieri, il 56,76% dei quali pernotta 4 notti e oltre ed in prevalenza (il 63,96%) in hotel. Nel complesso, i partecipanti e accompagnatori che nel 2012 hanno pernottato almeno una notte sono stati 14.230 (il 77% del totale), 12.309 dei quali hanno scelto strutture di Venezia e provincia.

 

I collaterals. Lo studio considera anche gli eventi collaterali della Maratona, su tutti Exposport, la fiera dedicata agli articoli sportivi e alla promozione turistica che ha visto 54 espositori: il 94% degli standisti hanno utilizzato almeno una volta al giorno i servizi di ristorazione fuori dell’area fieristica e, se si eccettua i 22 standisti veneti, che hanno fatto i pendolari, gli altri hanno pernottato mediamente tre notti. L’indotto generato, compreso nella voce delle “Spese dei partecipanti”, è risultato di 64.700 euro.

 

Le Spese Dirette e le Spese Indirette. La ricerca, infine, calcola anche le spese organizzative dirette, quelle effettuate dall’A.S.D. Venicemarathon per l’organizzazione delle Maratona e degli eventi collaterali, e le spese per così dire indirette, sostenute da soggetti terzi ma sempre legate alla manifestazione: si pensi a quelle effettuate dalle troupe televisive al seguito della manifestazione.

 

I risultati. Dall’indagine risulta che le spese sostenute dai partecipanti nel 2012 hanno sfiorato i 5 milioni di euro, più precisamente 4 milioni 998mila euro: le voci principali sono date dall’alloggio (906mila euro spesi dagli atleti e accompagnatori italiani, 959mila dagli atleti e accompagnatori stranieri, 22mila dagli standisti di Exposport); dal trasporto (rispettivamente, 506mila, 874mila e 24.600 euro); dalla ristorazione (258mila, 571mila, 14.700) e dagli acquisti individuali (222mila, 347mila, 3.200). La stragrande maggioranza di queste spese, 4 milioni 482mila euro, sono state sostenute nel territorio di riferimento, cioè in provincia di Venezia: all’appello manca, in particolare, una percentuale delle spese di trasporto, soprattutto quelle effettuate dagli stranieri. Ne consegue che, mediamente, ogni persona giunta a Venezia per Venicemarathon (in tutto 18.509) ha speso nel territorio provinciale 242,15 euro, poco meno della somma pro capite (248,25) registrata nell’edizione 2011, e che ogni atleta, con l’aggiunta degli accompagnatori che l’hanno seguito, ha portato un valore pro capite sul territorio di 540,32 euro: un dato, quest’ultimo, in calo più sensibile rispetto alle precedenti edizioni (in quella del 2011 erano 747 euro), in ragione della diminuzione degli accompagnatori e della crisi.

A questi 5 milioni vanno poi sommate le spese organizzative dirette, 1 milione 506 mila euro (di cui 1 milione 321mila euro nell’area di riferimento) e i 79mila euro di spese indirette.

Come già ricordato, la crisi si è fatta sentire, costringendo anche gli organizzatori a operazioni di razionalizzazione delle attività (anche i costi diretti di realizzazione sono lievemente scesi) e spingendo i partecipanti a scelte più razionali per il trasporto, una delle voci di spesa che più si è contratta rispetto all’edizione precedente, laddove invece sono aumentate le spese di ristorante e di vitto in genere. Ciò nonostante, e pur accusando una flessione di quasi il 10% rispetto al 2011, l’indotto totale prodotto dall’edizione 2012 di Venicemarathon si è mantenuto a un livello considerevole, attestandosi sui 6 milioni 573mila euro, quasi tutti (5 milioni 852mila euro) generati nell’area di riferimento. Si tratta, peraltro, di un valore sottostimato da cui sfuggono diverse voci non ben quantificabili, ma comunque rilevanti, si veda, solo per citare un esempio, la diretta televisiva di tre ore della corsa su LA7 che ha veicolato anche le bellezze del territorio, garantendo un indubbio ritorno in termini di promozione turistica per l’intera area interessata.

 

L’attività di A.S.D. Venicemarathon Club, tuttavia, non si limita alla Maratona di Venezia, ma negli ultimi anni si è allargata all’organizzazione di altre importanti manifestazioni sportive, che sono state parimenti oggetto dell’indagine. Innanzitutto la Moonlight Half Marathon, mezza maratona nata nel 2011 grazie alla collaborazione dei Comuni di Cavallino-Treporti e Jesolo, attraversati dal suo percorso, e che di fatto apre, a maggio, la stagione turistica del litorale. Un appuntamento che sta crescendo in modo interessante e che nell’edizione 2013, la terza, ha visto al via ben 2.720 atleti, di cui 188 stranieri, con al seguito 5.147 accompagnatori: di queste 7.867 persone, 3.263 (1.116 atleti e 2.147 accompagnatori) hanno pernottato almeno una notte, per lo più (oltre l’80%) in una struttura alberghiera. L’indotto economico totale prodotto è calcolato in oltre mezzo milione, precisamente 518.020 euro: 337.520 euro di spese dei partecipanti e 180.500 euro di spese organizzative. Dunque, ogni persona (atleti e accompagnatori) giunta a Jesolo e a Cavallino per la Moonlight Half Marathon ha speso in media 42,24 euro, e ogni iscritto, contando anche gli accompagnatori, ha portato un valore pro capite sul territorio di ben 122,16 euro.

 

Infine, la Venice Running Day, nata proprio quest’anno come evento di running a tutto campo e nel cui ambito è stata incorporata la Corri Mestre. La prima edizione, disputata il 28 aprile nel parco di San Giuliano, a Mestre, ha visto alla partenza 1.398 atleti (per lo più veneti) che hanno portato con sé 2.623 accompagnatori. Pur trattandosi di un evento che punta a sviluppare soprattutto un positivo indotto sociale, esso ha comunque generato un indotto economico calcolato nell’ordine dei 121.178 euro, tra spese dei partecipanti (77.808) e spese organizzative dirette (43.370 euro).

 

Complessivamente, quindi, e nonostante le pesanti difficoltà che sta attraversando l’economia globale, le manifestazioni sportive organizzate nel corso della stagione 2012-13 da A.S.D. Venicemarathon Club hanno generato un indotto economico complessivo di 7 milioni 212mila e 198 euro. Una cifra ragguardevole e passibile di ulteriori margini di crescita, soprattutto alla luce del fatto che il numero chiuso di partecipanti alla Venicemarathon, per quanto sia stato leggermente aumentato, risulta ancora di gran lunga inferiore alle richieste di partecipazione. Non a caso l’organizzazione sta lavorando per arrivare gradualmente a numeri vicini alle 10mila unità, il che porterebbe anche un indubbio incremento dell’indotto economico prodotto.

 

Pur avendo inevitabilmente risentito della crisi, l’indotto economico generato sul territorio dalla Venicemarathon – e, in generale, da tutte le manifestazioni sportive che organizziamo – si mantiene comunque a un livello assai rilevante e apprezzabile, e molto al di sopra della media di eventi di questo tipo” ha commentato Stefano Fornasier, ponendo l’accento, tra l’altro, sull’aumento dei partecipanti stranieri alla Maratona di Venezia (in particolare quelli provenienti da Paesi lontani quali il Giappone e l’Australia) e sulla loro permanenza assai elevata (in prevalenza più di quattro notti), ma anche sui notevoli margini di crescita evidenziati dalla mezza Maratona di Jesolo e Cavallino Treporti.

Questo lavoro – ha concluso il vice Presidente di A.S.D. Venicemarathon Club – non è un mero esercizio accademico, ma uno strumento fondamentale per rendere conto, soprattutto agli Enti che ci sostengono, che i loro contributi non sono soldi buttati al vento: crediamo che gli investimenti debbano sempre essere rapportati ai risultati effettivamente ottenuti da una data iniziativa sul territorio”.

 

La Maratona di Venezia non è solo una manifestazione sportiva, ma una vera e propria impresa che attrae su di sé tanti interessi provenienti da più parti e li re-immette nel territorio, creando ricchezza, e in questo momento di difficoltà avere un’impresa che lavora non tanto per se stessa ma per le imprese del territorio è un dato di assoluto rilievo. Ne traggono vantaggio, peraltro, svariati settori e servizi, che vanno dall’alloggio alla ristorazione, dai trasporti al commercio, e il beneficio è spalmato su tutto il territorio provinciale. Dunque, pur avendo perduto qualcosa in seguito alla crisi, Venicemarathon è un’iniziativa che va curata e sostenuta – ha aggiunto Giuseppe MolinLa Camera di Commercio di Venezia da anni è attenta e sensibile a questa come ad altre manifestazioni che attraggono risorse e mette a disposizione cifre importanti: tramite la nostra Azienda Speciale Venezi@Opportunità, eroghiamo un contributo di 25mila euro per l’organizzazione della corsa, a cui vanno aggiunti i 15mila euro per la realizzazione di questo studio. Somme che sono ampiamente compensate dai risultati, come dimostra questa ricerca. Il nostro Ente, infatti, si sta focalizzando sempre di più sulle effettive ricadute sul territorio, per le manifestazioni sostenute riceviamo un report dei risultati ottenuti, perché è fondamentale avere in mano dei dati certi che ci confortino sul fatto che le risorse e i contributi vengano spesi bene” ha continuato il vice Presidente dell’Ente camerale veneziano, mettendo in evidenza anche il valore dell’intangibile legato a Venicemarathon, il brand, l’immagine, la promozione del territorio: “un valore immateriale che è incalcolabile, ma che c’è e andrebbe considerato”.

 

La Camera di Commercio di Venezia sostiene in modo convinto numerose iniziative sportive e culturali della nostra provincia e questo studio è la prosecuzione di una politica avviata già da qualche anno: abbiamo realizzato un’indagine simile anche per calcolare l’indotto generato a Venezia dal Teatro “La Fenice”. Questo perché le attività culturali e sportive non si chiudono su se stesse, non restano limitate all’evento in sé, ma portano ricchezza al nostro tessuto economico – ha concluso il vice Segretario Generale vicario, Mario FeltrinNon possiamo quindi che accogliere con favore eventi e analisi dei risultati di questo tipo, che sono utili anche per dare l’input alle nostre imprese di sfruttare al meglio – allargando il più possibile la loro offerta – le opportunità fornite da manifestazioni come Venicemarathon, che vanno valorizzate il più possibile, per la loro portata internazionale, le migliaia di partecipanti stranieri e dalla notevole capacità di spesa che attraggono, per il fatto che coinvolgono non solo Venezia ma tutto l’entroterra, e anche perché spesso (la Maratona si corre a fine ottobre) generano ricchezza in periodi dell’anno tradizionalmente meno favorevoli dal punto di vista turistico”.

 

Camera di Commercio di Venezia
Ufficio Comunicazione e Stampa
Nicola De Rossi
Tel.: 041/786320; fax: 041/2576674
Mail: comunicazione.stampa@ve.camcom.it

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Venicemarathon

Ufficio Stampa

Manuela Merlo

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