Curiosita — 08 gennaio 2008

Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti


Me ne andavo un mattino a pattinare
quando ho visto dei corpi penzolare:
eran dei corpi senza calore,
ma a tutti non facevan terrore.
Al corso Umberto furono impiccati,
sono stati un poco e poi l’han levati;
l’han levati e poi poggiati in terra;
pur senza l’armi, a noi fecer la guerra.


Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti


Pur senza l’armi, a noi fecer la guerra,
e mai alzaron monnezza da terra.
Ad uno ad uno li puoi guardar in viso:
non vedrai lacrime ma solo un sorriso.
Questi son veri ladri usciti dalle tane:
a noi porteranno via anche il pane;
trattenuto nel petto un solo grido:
Siam venuti solo pel nostro lido.


Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti


Era un principe col capello grigioro
non era giovin ma correva innanzi a loro.
Tanto ero stupita ma con un fil di voce piano,
gli chiesi: – dove corri, bel capitano? –
Non un guardo ma lui pensò: – O mia sorella,
vado ad ingrassare la mia dote bella. –
Io mi sentii inorridire  il core,
n̩ potei dirgli: РAiuto o Governatore!


Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti


Quel giorno non potei più pattinare,
per la monnezza non potevo andare:
più volte tentaron  li gendarmi,
ma a nessun riuscì di spogliar dell’armi.
Ma quando a Pianura abbattean i muri,
s’udiron  suonar trombe e tamburi,
e tra ‘l fumo i pedardi e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.


Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti


I trecento vollero né dimettersi nè fuggire,
né la galera nè vollero morire;
tutti fun trovati con la consulenza in mano,
e avanti a loro il cappio penzolar piano;
il tribunale io sperava ma per lor non pregai,
tutto un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quel principe col capello grigioro.


Eran trecento, erano falsi e torti, e non sono morti
In galera andranno loro e solo a loro saran fatti torti

Autore: Rosario Romano

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