Curiosita — 09 giugno 2010

Podista: atleta specializzato nelle corse a piedi. Questa è la definizione che il dizionario italiano dà dell’esercito dei podisti. Intorno a questa ovvia e asettica definizione però, chi pratica questa ‘corsa a piedi’, sa bene che vi gira tutto un mondo fatto di emozioni, sensazioni forti, costanza e un indomabile senso di competizione. Tutto questo può essere estremamente sintetizzato nel termine
 PASSIONE; e consultando il solito dizionario scopriamo che il termine passione è definito come: ‘patimento fisico; vivo interesse per qualcosa’. E qui già ci avviciniamo un po’ di più alle sensazioni che ognuno di noi prova nel praticare questa attività. La passione è certamente l’elemento necessario, ma non sufficiente, per giustificare la fatica che occorre profondere per portarsi a determinati livelli che, qualunque essi siano, rappresentano la dedizione che ogni atleta mette in questa disciplina. Questo mix fatto di chimica del corpo e sensazioni forti ci portano in giro nella nostra regione, in quelle limitrofe, nonché verso mete internazionali, per fare le nostre ‘prove di ardimento’. Ovviamente qui parliamo in particolar modo degli amatori. Di quelli che come me si sentono atleti nonostante gli incalzanti impegni di lavoro, nonostante gli impegni familiari e nonostante gli anni che corrono sempre più veloci anche senza allenamento. Insomma, quelli della domenica. La domenica. Sono le domeniche le vere protagoniste (non me ne voglia il sabato). Ed è in questo giorno che la passione deve tenere ben salda la posizione se si è tra quelli che la gara la devono organizzare. Affinché queste domeniche possano susseguirsi nella loro incessante proposizione di eventi podistici, è necessario che un certo numero di ‘appassionati’ organizzi l’evento di turno. Organizzazione che parte da lontano, dal giorno stesso in cui si è chiusa l’edizione precedente. Ebbene questi appassionati, divisi tra il lavoro, le famiglie, l’organizzazione e gli allenamenti (non dimentichiamo che l’origine della passione è proprio questa), si danno da fare per organizzare al meglio l’evento, facendo tesoro delle cose buone fatte e viste fare e badando bene a non ripetere gli errori già fatti o visti fare. E così si parte alla ricerca del consenso delle Istituzioni Locali e degli sponsor che, con l’attuale situazione economica, sono sempre più difficili da convincere e da trovare. E poi si fa la conta delle cose che si è riusciti a mettere insieme e come queste dovranno essere ridistribuite. E poi c’è la fase di preparazione operativa:
IL PACCO GARA, da sempre un tormentone. L’oggetto al centro delle discussioni domenicali che porta a fare i confronti con quella o quell’altra gara. Riempire 1000 sacchetti, ognuno contenente una bottiglietta d’acqua, una bottiglietta di integratore e un . tutto gentilmente confezionato da una schiera di appassionati che si riuniscono da quell’appassionato che ha a disposizione gli spazi adeguati per fare questo piacevolissimo ed ambitissimo lavoro. E poi c’è il giorno prima della gara, dove tutto comincia a muoversi, tutto diventa itinerante per cominciare ad avvicinarsi al punto di finale destinazione. E per fortuna che c’è sempre l’appassionato con il furgone, l’appassionato che ha l’amico che è in grado di .. e l’appassionato che scopre di avere risorse, a volte anche a lui stesso misconosciute, atte a risolvere il problema insormontabile di quel preciso momento. E poi c’è il giorno della gara, dove tutto quello che si era pensato, ci si era raccontato tra appassionati, diventa operatività, diventa una sequenza di operazioni più volte immaginata che non può e non deve fallire, altrimenti c’è . la lamentela. E poi ci sono gli appassionati che partecipano e che prima di schierarsi alla partenza hanno bisogno di supporto logistico, gli stessi appassionati che una volta partiti cominciano ad arrivare e che hanno bisogno di supporto da parte degli appassionati organizzatori che hanno certamente fatto il possibile affinché i partecipanti possano godere di tutti i comfort in una sorta di logica di passaggio del testimone (oggi a te domani a me). E poi c’è il momento in cui gli appassionati che hanno partecipato, finita la gara, ritirato il pacco gara, sono concentrati a districarsi tra le varie proposte quali pasta party, pizza party mentre, gli appassionati che hanno organizzato l’evento cominciano a smontare tutto e già parlano di come sarà la loro gara dell’anno che verrà. A tutti gli APPASSIONATI che ogni domenica fanno l’una o l’altra cosa.

Autore: Maurizio Fucile

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