Cronaca slide TuttoCampania — 07 febbraio 2017

k42 napoli mezza half 2017Siamo partiti da Salerno che era ancora buio.

La mancanza di luce ha impedito una foto decente per immortalare le nuove tute che indossiamo.

Sono quasi tutti/e presenti, e non siamo pochi. 

Appuntamento alle 6.00. Sono arrivato all’appuntamento alle 6.10

Alle 6,09 era già partita la telefonata di individuazione, che ha svegliato la mia dolce metà.

L’uscita era stata estremamente anecoica, ma l’aver dimenticato il cellulare è stato fatale.

Siamo, infine, giunti alla Mostra d’Oltremare quasi senza disperderci. 

Dopo aver atteso i malati del caffè (presente), alcuni in cerca di un bagno o di un cespuglio, altri in giro a salutare amici e amiche, altri ancora impegnati in meticolosi cambi d’abito ecc. ecc., siamo finalmente pronti per la foto con gli immancabili gemelli di Castellabate. 

Tra oltre quattromila presenti, puntualmente intercettiamo i meno svegli per lo scatto. 

Tra aifons, samsung e uauei siamo salvati dalla provvidenziale fotografa ufficiale Emilia che ci immortala in un nanosecondo con la sua reflex, passando poi oltre. 

Verrà pubblicata come prima foto da Podistidoc. Meglio di così… 

La gara è organizzata benissimo, forse la migliore cui abbia partecipato.

La città non è da meno.

Tra svolazzamento di droni siamo partiti puntuali. 

Sotto la galleria, che non ricordavo così lunga, sento un caldo bestiale. C’è chi intona cori calcistici (sic!). Qualcuno risponde con ironia. Mi dicono che la rifaremo al ritorno. In salita. Molto bene. 

Probabilmente ho sbagliato a mettere una termica sotto la canotta. 

Forse c’entra qualcosa il fatto che non mi alleno da settimane. Mi confido con mio fratello che mi risponde con uno sguardo infinitamente compassionevole per le mie insensatezze sportive.

A Piazza del Plebiscito ci accoglie la fanfara dei Bersaglieri.

Sul lungomare rimango colpito da un Atleta che ci emoziona correndo con le stampelle ed una sola gamba. L’applauso e gli incitamenti sono meritati, doverosi e sentiti.

La “ciorta del runner” ci ha aiutato anche questa volta: pioggia prima e dopo la gara, neanche una goccia durante.

Un gruppo di Pescara corre con improbabili tutù.

Forse per l’umidità o il tipo di percorso abbiamo saputo di diverse persone in difficoltà.

Alberto, Giovanna, Walter, Bernardo e tanti altri. 

Ma sempre c’è stato qualcuno pronto ad aiutare, a restare vicino ed e prestare un primo soccorso.

Tante le lingue ed i dialetti, tanti i colori delle maglie, tuttavia tutti insieme, uniti nello sport.

Che si sa, è maestro di vita.

Sergio, un 42K 

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