Cronaca — 01 giugno 2010

Non curante del risultato agonistico, affronto per la quinta volta il Passatore per ricevere l’agognato premio del piatto in ceramica ‘Io c’ero per cinque volte’. Ripeterà l’esperienza? Ai posteri l’ardua sentenza. Dagli organizzatori è definita una festa nella festa. Pur essendo una gara molto motivante per gli ultramaratoneti per la sua unica tipologia morfologica di gara ed un panorama molto accattivante non può assolutamente essere definita come tale. E’ pur vero che ci siano degli spettatori lungo il percorso ad applaudire i centisti, ma non cosi molti come si legge nella rivista in distribuzione ai centisti al ritiro pettorale. Manca in assoluto la spettacolarità sinonimo di musica e di animazione. Cosa offre Firenze? Piazza della Croce à solamente affollata di atleti ansiosi di ritirare il pettorale e consegnare i bagagli. A proposito, che iella a guastarsi il pullman n. 2 che ha lasciato gli atleti in disagio al Passo della Colla e a Marrani. E piazza della Signoria? Agli atleti si mescolano i numerosi turisti che si chiedono il motivo di tutti gli atleti pronti a posizionarsi allo start. L’insofferenza degli automobilisti per aspettare che i centisti abbandonino la città. Provate invece ad immaginare i paesi attraversati addobbati a festa con tanta musica ed animazione per accogliere i centisti  che si stanno misurando in una impresa molto difficile, cosi come accade a Nijmegen in Olanda per l’evento podistico 4x50km ‘The walk of the world’ che vanta la partecipazione di 45000 appassionati. E cosa dire della maratona di New York? Quelle possono essere a merito definite realmente ‘festa nella festa’. E’ colpa della mancanza  degli spettatori o l’incapacità di coordinare le risorse pro loco presenti in ogni borgata? Se c’è spettacolarità il pubblico non può certo mancare. Non sono i centisti ad incrementare la notorietà del Passatore ma la spettacolarità con la relativa presenza calorosa del pubblico. Ricordate il cinema di Charlot? Sebbene muto divenne famoso perché il sonoro proveniva  dalle risate del pubblico. Un auspicio per le prossime edizione che il Passatore diventi realmente una festa nella festa con il coinvolgimento delle pro loco.


 

Autore: Giovanni Interbartolo

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Peluso

  • Generoso Antino asd Podisti per caso

    Il signore Giovanni Interbartolo, se la canta e se la suona .Poi l’assurdo richiamo al film di Charlot ,che ci mancano le risate al passaggio degli atleti , mi sembra che siamo alle comiche !
    Lo sport e sport , ed al passaggio dell’atleta , vuole il Go !” e non la risata da baraccone .
    .

  • gianni il bersagliere

    Lo sport non e’ solo sport, bensi aggregazione. Allo sport deve confluire tutto cio’ che anima e che da’ vita. La maratona di New York non sarebbe cosi gettonata se non fosse basata su questo principio. La maratona di Roma dovrebbe essere superiore a quella di New York, ma ahime’ manca appunto la spettacolarita’ non dei monumenti(e’ la prima al mondo!!!!!) ma appunto quella del pubblico!!!!!
    Mi dispiace che sia stato frainteso dal podista per caso. Chiedo scusa. Non intendevo affatto e lungi da me che gli spettatori ridano al passaggio dei centisti, ma il caloroso benvenuto di un pubblico numeroso attratto da un evento che non deve essere una gara a se’ stante ma appunto una festa nella festa come se lo augurano gli organizzatori.

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