Cronaca — 17 aprile 2008

Torno in albergo sabato sera verso le 22,45 e attacco il pettorale sulla mia maglietta di gara con la scritta Italia e il mio nome: praticamente sta iniziando qui la mia maratona, 7 ore prima.
Vado a dormire, mi sveglio piu’ volte, finalmente arrivano le 5, preparo le ultime cose, faccio colazione e alle 6 salgo sul pullman. Centomila pensieri riempono la mia testa e altrettanti lo faranno fino allo sparo del via. Sono le 9.45, parto con Fabio, si fa fatica a correre, infatti dopo 3 km perdo il mio compagno di corsa, troppe persone attorno. Rimango solo in una marea di corridori. All’esterno il tifo e’ impressionante: ‘Go Italia, go Alfredo!’ risuonano nelle mie orecchie lungo tutto il percorso e ciò mi aiuta nei momenti difficili. Arrivo al miglio 11 (ma quanto è lungo un miglio? Sembra infinito), comincia a piovere sempre piu’ forte, passo sul Tower Bridge e sembra oscillare sotto il peso dei corridori. Ho voglia di mollare, non lo faccio, i vestiti inzuppati mi si appiccicano addosso. Dopo la mezza maratona di colpo tutto smette, esce un timido sole e riparto con piu’ grinta. Al miglio 15 comincia a farmi male il ginocchio, rallento, prendo un antidolorifico, sento gli incitamenti ed e’ un piacere. Saluto tutti quelli che mi chiamano. Ad un rifornimento cammino e sento ‘Go Alfredo!’ e rispondo ‘Just a moment, I’m drinking!’, riparto e sorridono. Scorrono le miglia, mi sorpassano o sorpasso i tipi piu’ strani: Batman, Superman, 2 struzzi, un cowboy a cavallo, uno praticamente nudo e chissa’ poi quanti altri. Non sto delirando, penso, almeno per il momento! Arrivo a 2 miglia dal traguardo, riprende a piovere, anzi no, a grandinare, manca solo la neve e abbiamo provato tutto! Stringo i denti, meno di 1 km, meno 400 metri to go, meno 385 yards (avessi avuto un convertitore di misure avrei saputo che erano i 195 metri finali!). Ecco il traguardo, lo supero e mi fermo un metro subito dopo. Sono contentissimo e inzuppato come un pulcino, ritiro la medaglia, ma la mia testa è già alla prossima maratona, Berlino!


 

Autore: Alfredo Carameli

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