Cronaca — 06 aprile 2011

La sveglia suona alle 7.00, il tempo di riprendere i sensi e mi ritrovo in cucina a mangiare 100gr di pasta al sugo e bere un caffé tedesco. Bleeeeeh! Penso solo che alle 8.00 ho appuntamento sotto casa con Gerhard, direzione Immenhausen. Lí preleviamo un suo amico runner e subito dopo ci avviamo verso Kassel. La cittá al nostro arrivo ancora dorme, ma ció rende piú gradevole il nostro giro in auto con cui i due mi mostrano il percorso e subito dopo ci ritroviamo allo START.


Un parcheggio all´entrata dell´autostrada, o all´uscita da che punto lo si osserva cambia, pieno di gente con i corsari, pantaloni lunghi o pantaloncini neri e magliette o giacche antivento di qualsiasi colore. Un tappeto colorato di gente. Scendiamo dalla macchina e ci appropinquiamo al furgoncino, dove si trovano gli organizzatori. I miei due compagni di viaggio incontrano subito runners con cui hanno giá fatto gare e percorso Km. Io mi guardo attorno. Mi sento un pesce fuor d´acqua. Ho la felpa pesante con sopra la ceratina della Ovviesse e le scarpe scariche che da settimane dovrebbero essere cambiate, insomma tutti super professionali ed io… Ci ho messo del mio meglio! Dieci minuti ed inizia la spiegazione. Siamo divisi in tre gruppi: il primo percorre il giro in 1’45”, il secondo in 2’00” ed il terzo in 2’20”. Gerhard e Wolfgang, che si allenano insieme il primo per gareggiare alla Maratona di Vienna ed il secondo per quella di Kassel per non allontarsi dai figli e dalla moglie, decidono che il loro livello permette di inserirsi nel secondo gruppo e chiedono a me con chi voglio correre e mi rassicurano dicendomi che mi aspetteranno all’arrivo. Decido di correre nel loro stesso gruppo, ma sono preoccupata di mollare alle salite delle colline di Kassel e loro mi confortano dicendomi che se non ce la faccio attendo in un punto il terzo gruppo e ci vediamo direttamente alla macchina.


La nostra discussione viene bloccata da un altro discorso al microfono, mi avvicino per sentire meglio e cosa accade? La messa! Si tratta di un prete evangelico che dice la messa prima di tutte le gare e prega per tutti i presenti e per tutti i runner infortunati che non possono partecipare e parla del rapporto speciale che si ha con se stessi mentre si corre ed il livello di meditazione che si riesce a raggiungere. Ovviamente anche lui è vestito da super professionista ed indossa una maglietta bianca con una croce azzurra disegnata sul petto. Il prete si scusa di non partecipare e si giustifica affermando che tra 2ore ha una gara e quindi dopo la messa si congeda e si reca verso la sua meta.


I poliziotti si mettono in posizione, i coordinatori gridano il tempo dei gruppi e noi capiamo dove dobbiamo posizionarci. Suona il fischietto: SI PARTE!


Non so quante migliaia di persone siamo, ma in pochi secondi si riusciva a sentire una sola falcata. Tutti posizionati su diverse file ma con un’unica falcata. Parto con i miei amici ma subito noto un uomo accanto a me con la maglietta da MASTER (che viene data a chi partecipa alla triathlon) ha l’ironman disegnato sulle spalle. Corriamo accanto i primi 5 Km poi mi infilo e  vado dai miei amici. Fa troppo caldo, o meglio, sono vestita in modo inadeguato. Decido di togliermi sia la felpa che la cerata e restare con la maglietta smanicata. Ecco che mi spunta accanto l´uomo con la maglietta da ironman ed inizia a prendermi in giro dicendo che dalla versione invernale sono passata a quella estiva e cerca di darmi a parlare. Inizia la salita e capisco che tenta di farmi perdere fiato. Lo ringrazio dell’interesse e faccio finta di rallentare per evitare di perdere fiato. Iniziano le curve ed inizio a fare i primi sbagli. Corriamo tutti concentrati sul percorso, sulla falcata e sul non perdere energie inutilmente. Il silenzio di tale concentrazione viene rotto da un urlo di un signore che reclama dell’acqua e urla che mancano solo 400mt al raggiungimento del punto di ristoro. Tutti ridiamo! Bevo, prendo in mano delle pesche secche che mangerò quando sentirò scendere il livello degli zuccheri. Mi giro e vedo uno che vomita dietro l´angolo, gli chiedo se vuole che chiami qualcuno, mi risponde di no e continuo. Il gruppo adesso si trova ad almeno 800mt da me ma lo riprendo. Mi posiziono nella parte errata della carreggiata perdendo così metri e secondi. Arriviamo al quindicesimo chilometro e si riavvicina un altro tipo e mi dice di rallentare che mi fanno la multa vista che la segnaletica mostra che al massimo si possono raggiungere i trenta chilometri orari. Ci poniamo domande sul tipo di preparazione e con che associazione gareggiamo e poi… Lui è troppo lento, inizia la discesa, lo saluto e gioco a variare il ritmo. Mi ritrovo con i miei amici che mi chiedono come vada. Ecco rispuntare l´uomo ironman ricomincia a parlare, questa volta decido di dargli corda. Parlando scopro che é docente in una scuola professionale a Hofgeismar che si trova nella Magazinstrasse. Rimango allibita! Lavoriamo nello stesso Campus e non lo ho mai visto. Ci salutiamo al diciottesimo chilometro affermando che ci rivedremo al lavoro! Mi giro e chiedo al mio vicino quanti chilometri abbiamo già percorso.


Ora inizia un rettilineo e poi gireremo sul ponte del fiume Fulda e arriveremo all´Arrivo-Start. Dopo un chilometro su questo rettilineo arriva quello di cui Gerhard parlava un paio di ore prima: i muscoli ce la fanno ma la testa, la testa no. Rallento e mi stacco dal gruppo. Cerco di trovare dentro di me una motivazione ma in questo momento desidero solo l´acqua. Mi giro, c´è un bar proprio accanto a me. Sento delle urla, è il signore della battuta dei 30Km/h mi rimprovera e mi incita a continuare, il suo amico invece inizia a demoralizzarmi dicendo che avevo sbagliato: allenamenti e tutta la velocità della gara. Decido di mandarli a quel paese e rallento. Ritorna il blocco. Cerco di dirmi che devo arrivare all’arrivo per l´acqua e per la banana. Inizia a girarmi la testa. Ecco, tornano delle urla, mi giro, tre uomini stanno urlando verso di me: ‘hop hop! Che stai facendo? Continua che siamo quasi sul ponte, attaccati ti portiamo noi.’ Li ringrazio e mi attacco. Mi hanno dato veramente una grande motivazione tanto che sono riuscita a staccarmi. Uno di loro ha continuato ad urlarmi ‘Hop! Hop! Hop! Guarda si vede la meta, raggiungila.’ per un bel pezzo ed io ho fatto un allungo fino all’arrivo. All’arrivo aspetto qualche secondo e li ringrazio per il supporto morale e loro mi rispondono che devo ringraziare solo la mia preparazione: i muscoli ed il fiato c´era, era la testa che aveva deciso che non ci fosse più nulla. Ci salutiamo e cerco i miei amici. Due ragazzi arrivano in taxi alla meta ed iniziano a farmi un sacco di domande sui vari appuntamenti ed allenamenti, io desideravo solo bere e trovare i miei amici. Gli rispondo velocemente e gli do gli indirizzi dei siti che possono consultare, li saluto scusandomi della fretta ma ho proprio bisogno di bere. Bevo. Bevo di tutto: acqua, bevanda isotonica e birra Wei

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Peluso

  • Daria

    Sei grandeeeee! Che invidia! Complimenti! 😀

  • GABRIELE TAGLIAVIA

    BRAVA FEDE SEI GRANDE , SEI COSI FORTE CEH TU STESSA HAI BISOGNO DI TEMPO PER CAPIRE COSA PUOI VERAMENTE FARE!!! SI VEDE CHE HAI GIàà CAPITO COME MIGLIORARE !! TI VOGLIO BENE!!!
    MI SONO EMOZIONATO A LEGGERE!!!! BACI!!!!!!!!!!!!!

  • Chiara

    Complimenti….non demoralizzarti mai perchè tu sei il sole e il sole non si demoralizza perchè non ne ha motivo!

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