Curiosita — 26 gennaio 2010



Il Trofeo S. Agata cambia data e dal 3 febbraio viene anticipato al 31 gennaio. Ripercorriamo la storia di questa corsa appassionante lunga quarantasei anni e che ha toccato il mezzo secolo di vita.
L’idea venne a Marco Mannisi, subito affiancato da Ignazio Marcoccio e Giuseppe Iuppa. La podistica, affacciatasi timidamente alla ribalta nel 1960, si è sempre disputata il 3 febbraio, il primo giorno dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona di Catania, tranne nel 1975, quando si gareggiò il 5 nel pieno della festa. Mannisi s’ispirò al vecchio Giro di Catania’ che nel 1908 avviò a Catania l’attività podistica, intrapresa a Palermo un anno prima. Il pioniere fu il palermitano Giovanni Blanchet che vinse nel 1908 e nel 1909. La partenza e l’arrivo erano fissati in piazza Giovanni Verga, allora piazza dell’Esposizione. Il terzo giro podistico si corse nel 1925 con partenza dal piazzale della Villa Bellini. Un altro salto di 26 anni e si riparlò di una corsa solo nel 1951, in occasione del 17° centenario del martirio di Agata. La Santa catanese prima torturata – le furono lacerate le mammelle con lamine di ferro arroventate – poi, guarita miracolosamente da S. Pietro, condannata a morte appena quindicenne dal proconsole Quinziano mercoledì 5 febbraio del 251, stesa sopra la brace, rotolata su cocci di vetro e pezzi di ferro infuocati.
Il successo registrato nel 1951 – in piazza Duomo si affermò Egilberto Martufi, che vincerà il titolo italiano di maratona nel 1952 – diede il pungolo per far risorgere questa podistica quale ‘Coppa di S. Agata’. Così, in una breve cronaca dello sport, si leggeva sul quotidiano ‘La Sicilia’ di Catania il 4 febbraio 1960: ‘Il giro podistico di Catania per l’assegnazione della 1a Coppa S. Agata, disputatosi ieri sera, è stato vinto con netto distacco da Tommaso Assi dell’Assicurazioni Generali Palermo’. Dal 1960 al 1965 la gara venne disputata in notturna, partendo da piazza Duomo e salendo per via Plebiscito attraverso i quartieri popolari, poi il percorso si allungava verso la Catania bene per ritornare in piazza Duomo, lasciando alle spalle la ‘Civita’, un altro quartiere caratteristico, decantato da poeti e attori. Il vincitore del 1960 Tommaso Assi di Trani fece il bis con le Fiamme Oro di Bari nel 1961, quando la corsa si trasformò da regionale in nazionale. Una vita breve quella di ‘Tom’ Assi, si spegnerà improvvisamente nel 1983 a soli 48 anni, da valente allenatore federale di mezzofondo e fondo. Dopo la vittoria nel 1962 del messinese Stefano Bucolo che correva con la Falconi Novara, ecco nel 1963 il primo atleta di Catania trionfatore, l’azzurro Elio Sicari, un campioncino di razza con sei presenze in nazionale. Solo un altro catanese riuscirà in questi 46 anni nell’ardua impresa di vincere sulle strade di casa, Giuseppe Ardizzone nel 1972. Il piccolo maratoneta sardo Antonio Ambu, alfiere del fondo azzurro, dominò per un triennio (1964, 1965, 1967) e con sei partecipazioni, l’ultima nel 1970, divenne il beniamino dei catanesi.
Nel 1966 la settima edizione del Trofeo cambiò completamente fisionomia. Sbarcarono gli stranieri e si gareggiò nel centro storico il pomeriggio, su un circuito da ripetere cinque volte con partenza e arrivo in Corso Sicilia, passando per piazza Duomo. Lo scozzese Fergus Murray ebbe la meglio sul connazionale Bruce Tulloh e il caparbio Ambu che si prenderà la rivincita su Murray l’anno dopo in una competizione palpitante vissuta attimo per attimo dalla folla ormai protagonista. Nel 1967 il percorso venne fissato con partenza da Corso Sicilia, poi via Ventimiglia, via Antonino di Sangiuliano, la fascinosa via Etnea, chiamata ‘a strada ritta’ e ritorno in Corso Sicilia, prima su sei giri e dal 1969 su sette per un totale di km 11,450. Il circuito si è dipanato con quest’ultimo cambiamento per ben 33 edizioni.
Nel 1968 la podistica non si disputò per il terremoto nel Belice, le altre tre interruzioni furono nel 1991 per la guerra nel Golfo Persico, nel 1993 per la mancata concessione dei contributi e nel 2007 in segno di lutto per l’uccisione dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta il 2 febbraio, la vigilia della gara, negli scontri scoppiati dopo la partita di calcio Catania-Palermo.
Nel 1969 vinse il corridore croato Nedeljko ‘Nedo’ Farči

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Peluso

  • enzo mirra – soc: ISS – Napoli

    Ho partecipato a questa gara nel lontano 1982 e se non sbaglio fui 39°.
    Mi farebbe piacere poter avere la classifica di quel giorno per ricordare e condividere con altri un bel momento di sport.

  • Michelangelo Granata, Fidal Catania

    Purtroppo non sono riuscito a trovare la classifica completa del Trofeo S. Agata 1982. Arrivo al 15°. Possiedo l’elenco degli iscritti, il tuo pettorale era il n. 34. I compagni: Mangione (Asa Na); Miceli, Colantuono e Rasulo dell’Italsider. I primi 10 li puoi trovare nell’Albo d’Oro a fondo pagina. Li trascrivo tutti: 1. Abramov, 2. Ortis, 3. Fishman, 4. Fedotkin, 5. M. Arena, 6. Jacona, 7. Carenza. 8. Carchesio, 9. Erotavo, 10. Tishchenko, 11. Nicosia, 12. Gelli, 13. Borni (Tun.), 14. Mikouhine (Jug.), 15. Attanasio.
    Da parte sono lieto che dopo tanti anni un partecipante del “Sant’Agata” abbia un così vivo e piacevole ricordo della sua corsa a Catania.
    Con amicizia
    Michelangelo Granata

    • Daniele Attanasio

      Volevo ringraziarti, perché grazie a te mi hai fatto ricordare il mio 15* posto di arrivo al trofeo Sant’Agata del 1982.
      Ti chiedo, é possibile avere i primi 15 arrivati della edizione del 1983 dove io non ho partecipato ma non ricordo il nome di un mio amico che ho ospitato a casa mia,
      lui correva per l’esercito, e che ricordo arrivo nei primi 15.

      Grazie ancora.

  • enzo mirra – soc: ISS – Napoli

    Grazie della risposta e se puoi vedere se c’erano anche altri miei due compagni: Alfio Santoro e Pasquale Recano.
    Infatti la cosa che più ricordo è quel senso di “corrida” che si avvertiva nel passare nelle viuzze strette da tanta gente, chi indifferente e chi attenta e festante al tuo passaggio.
    Un saluto Enzo

  • Sergio Pallini, Montemiletto Team Runners

    E’ una gara fantastica.Ho partecipato a molte edizioni negli anni ottanta.Il miglior piazzamento
    fu 10° nel 1985.Organizzava il sig. Mannisi e ci ospitava veramente bene. Avevo molti amici a Catania tra cui voglio ricordare il sig. Giuffrida
    che organizzava il giro dell’Etna, mi sembra sia scomparso, ne sono rammaricato, era una persona
    molto disponibile
    un saluto a tutti i siciliani

  • raffaele colantuono

    caro enzo,hai fatto una bellissima cronostoria,erano bei tempi , si correva per andare forte,ed era un modo per girare l’italia,ricordo come se fosse oggi la gara, c’era l’andicap che se si veniva doppiato si doveva abbandonare,per quella presenza un saluto va al grande riccardo mangione.

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