Curiosita — 20 aprile 2009

La mia esperienza di vita vissuta insieme agli extracomunitari riporta la mia mente indietro di qualche anno. Circa sette-otto anni avemmo dico ‘la fortuna’ e la possibilità di far entrare in Italia , noi dell’ ASD Atletica Aversa, due atleti nigeriani, rispettivamente all’epoca di 20 e 22 anni, di valore internazionale, il più grande dei due lavorava e lavora all ‘aereoporto di  Lagos nel corpo della Polizia d’ Immigrazione. Il loro sogno era quello di riuscire a fare atletica ad alto livello e riuscire con lo sport a realizzarsi. Il mio impatto con questi ragazzi  è stato per me  molto più semplice di quanto credessi, educati e rispettosi all’eccesso, tanto da sembrare per noi italiani,  quasi fastidiosi. Il mio rapporto con loro non si limitava semplicemente a quello del ‘Coach’ ma praticamente ero il papà adottivo, era naturale confidarsi con me, parlarmi dei loro problemi ,delle loro tristezze e quanto gli mancavano le famiglie, nei momenti di grosso sconforto  la mia casa diventava la loro , i miei figli i loro amici, ricordo i nostri dialoghi , io nel mio inglese maccheronico, loro in un mix di inglese-italiano-gestualità, ma ci si capiva lo stesso, a volte anche senza parlare. Le sedute di allenamento sul campo erano per tutti gli altri ragazzi un motivo di crescita sociale e sportiva da non perdere, tutti innamorati di questi ragazzi e loro certamente non si risparmiavamo nel essere cortesi e disponibili, sembrava andare tutto bene , iniziavo a credere che l’integrazione , il rispetto delle diversità ecc. ecc. in Italia e in particolare nelle nostre zone, era possibile, ma non avevo fatto i conti con la burocrazia e il popolino. I primi contati con le Istituzioni per il rinnovo del Permesso di soggiorno sono stati tremendi , attese interminabili, praticamente tutta la giornata solo per presentarsi vicino allo sportello e per poi sentirsi dire manca questo ritorna tra un mese, il tutto riferito certamente in modo non urbano, praticamente in dialetto,  nessuno che spiccicasse un inglese da ABC, a tutti ci si rivolgeva con tono arrogante senza nessun rispetto della persona, eppure in attesa giornate intere c’erano anche famigliole e persone certamente non giovani con volti  segnati dal lavoro e dalle mille sofferenze e umiliazioni. Invece io mi incantavo nel vedere tanta etnia in un sol posto, la solidarietà ne faceva da padrona , era fantastico vedere dialogare , non so come , tra loro albanesi,senegalesi, marocchini , ucraini , nigeriani . Quando si riusciva ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, grazie anche alla celerità e disponibilità del funzionario di turno,  era una gioia immensa , sapevamo di poter lavorare tranquillamente ancora per un anno per poi chissa ., purtroppo dopo vari rinnovi non ci è stato più possibile ottenere i permessi per fare in modo che questi grandi atleti facessero sport tra e con noi, dopo aver ottenuto comunque e nonostante tutto , grandi risultati , sono stati costretti a cercare altri luoghi , convinto che in tutto questo comunque una bella figura noi come italiani sicuramente non l’abbiamo fatta, in quanto credo che fondamentalmente siamo un paese profondamente razzista e chiuso non propensi ad aprirci alle varie diversità etniche, sociali e religiose. Il mio rapporto con i cosiddetti ‘stranieri’ grazie a Dio continua adesso con ragazzi di età scolastica e qui è ancora tutto più bello, un grazie al Prof.Bruno Fabozzi Dirigente scolastico della Scuola Media Leonardo Da Vinci , che mi da la  possibilita di crescere umanamente insieme a tanti ragazzi di nazionalità diversa. A differenza della storia precedente, a San Marcellino , nella Scuola Leonardo da Vinci il razzismo non si sa cosa sia, tra i circa 30 ragazzi che fanno atletica a buon livello , ci sono una decina di nazionalità diversa, ucraini, romeni, marocchini e polacchi , la loro lingua madre praticamente non è nemmeno l’italiano ma il ‘Sanmarcellinese’, non sanno quasi nulla del loro paese di origine , oramai sono pienamente integrati , cresciuti tra e con gli italiani. Il nostro pensiero però già va oltre e pensiamo cosa succederà quando questi ragazzi cresceranno e avranno un età da essere considerati ‘clandestini’ a loro insaputa , come spiegare a loro che dopo avere vissuto e cresciuto serenamente e felicemente in Italia all’improvviso verranno considerati  indesiderati e devono cortesemente andare via.  

Autore: Carmine Gambino

Share

About Author

Peluso

  • vittorio savino, arca atletica aversa

    grazie carmine per questo tuo “pensiero” sulla necessità di essere razza umana e non identità di colore diverso. Finchè ve ne saqrà il bisogno,eravamo, siamo e saremo sempre clandestini.

  • Ciro Morra,ASD Atletica Villa Literno

    Sono stanco della discriminazione….tutto questo è assurdo,è una cosa disgustosa sentirsi dire sporco negro,negro puzzi,è orribile………..ma purtroppo l’Italia è e sarà per sempre così,ma noi piccoli garibaldini continuiamo il nostro lavoro cercando un giorno di aver fatto valere i nostri ideali e vivere tutti uniti senza diversità…….Carmine un articolo semplicemente fantastico pieno di significato….

  • marco favorito

    quando capiremo che ci sono persone delinquenti in tutte le razze umane e ci sono altrettante persone buone in tutte le razze forse avremo capito che tutti noi siamo cittadini del mondo con pregi e difetti di qualunque etnia si è.

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>