Curiosita — 04 ottobre 2011

Mi piacciono le imprese impossibili:  cerchero’ di spiegare ad un sedentario cosa si prova a correre, cosa spinge una persona a correre nelle buie mattinate invernali, con diversi gradi in meno rispetto alle confortevoli mura domestiche, ad affrontare con il sorriso il vento gelido delle mattine di dicembre. Attenzione, quest’articolo non è rivolto solo agli ‘ignoranti’ (inteso come sedentari) ma anche a chi corre abitualmente preso dalla routine, dal risultato, ma non si ferma a cogliere la semplicità dello stato d’animo in cui induce la corsa.


Pronti? Via infiliamo le scarpette all’alba, un radio notiziario tira l’altro, la città dorme, le strade sono tutte nostre. Con qualunque tempo corriamo, spesso presi dalla routine o dalla fretta della giornata lavorativa che incombe.


Non ci soffermiamo pero’ , abbastanza , su quello che io chiamo ‘stato di grazia’, questa condizione emerge nel nostro corpo dopo i primi km, quando il sangue affluisce nelle nostre estremità più recondite, il respiro sale di intensità e sentiamo il cuore che danza ad un ritmo piu’ allegro.


 Gli studiosi le chiamano (con un termine un pò pomposo) ‘endorfine endogene’; a me piace pensare che la corsa semplicemente tiri fuori il meglio che c’è in noi.  Rilassandoci tutto appare più chiaro, nello ‘stato di  grazia’ trovi la soluzione ad un problema lavorativo, al litigio con un amico, ai conti che non quadrano mai, e la soddisfazione di aver ‘quadrato il cerchio’ per quei  50′  genera in noi uno stato di benessere che perdura per tutta la giornata.


E’ difficile spiegare cio’ che si prova a chi non corre, l’impresa mentre scrivo sembra ancora più impossibile, inizio con gli esempi: si ha una sensazione di armonia con se stessi, come quando senti ‘Sometimes You Can’t Make On Your Own’ degli U2 ,ma piu profondo.Come quando tuo figlio ti sorride , ma più a lungo . Come quando risolvi un problema  ad un cliente, ma più incorporeo.


Ho sempre pensato che se mi fossi dato alla politica avrei usato lo slogan ‘Più scarpette meno ospedali’ oppure ‘cchiu’ ppista pe’ ttutti’ parafrasando il grande Antonio Albanese, ma al di la delle battute, sono convinto che qualche passo mattutino sarebbe la soluzione alle tante depressioni e attacchi di panico che costellano il nostro vivere moderno.  Se non altro è l’occasione per fare la nostra ‘riunione giornaliera interna’ riflettere su dove andiamo e su quello che deve essere più importante per noi.


Un momento di serenità interna in cui pianificare il lavoro o gli impegni della giornata, aumenta sicuramente la nostra produttività lavorativa (oltre a migliorare le performance fisiche e mentali richieste dalla professione a cui siamo chiamati) e questo aumenta l’autostima ed i nostri rapporti con gli altri in un circolo virtuoso.


Ora basta. Una delle regole fondamentali della comunicazione impone BREVITA’, se saro’ riuscito ad incuriosire qualche annoiato lettore, fino a fargli indossare le scarpette per 10 minuti avro’ raggiunto il mio scopo , i suoi ,saranno primi passi verso una piccola porzione di felicità all’inizio della giornata.


 

Autore: Gianluca Gramendola

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Peluso

  • Antimo Prato

    Sto pensando che, se questo e’ l’effetto della corsa,ho un chiodo libero in cantina………………che quasi quasi ci appendo le scarpette………ha.ha.ha……..ha

  • Antimo Prato -ASD Villaricca

    Naturalmente scherzavo grande Gianluca.

  • Giuseppe Moschella Atletica Virgiliano Napoli

    Bravo Gianluca, hai descritto brevemente e con grande efficacia lo stato d’animo che proviamo quando corriamo … sinergia totale con le tue sensazioni (anche con il testo degli U2!!).

  • Antonietta Caprio Atletica Giugliano

    Che bello quest’articolo, complimenti!!! hai saputo descrivere in parole il significato di quel SORRISO senza fine che appare sul viso di chi corre, quando CORRE.
    Sensazione bellissima di benessere e pace non solo con se stessi ma con tutto ciò che ci circonda.

  • Gianluca RC Anagni

    Grazie Antonietta e Giuseppe speriamo di contagiare con la nostra passione i sedentariche non sanno cosa si perdono.
    Per quanto riguarda il chiodo nella cantina di Antimo,visti i risultati conseguiti nonostante il suo eccellente allenatore (Marco Cascone) mi sa che non resterà moltotempo vuoto eheehehhehee….datti alla briscola e al superenalottoooo!

  • Massimo Falanga – A.S.D. Il Parco

    Non ho molte parole…semplicemente molto bello quello che hai scritto. Hai espresso perfettamente il nostro pensiero. Grazie!

  • Angelo Bruno Podistica Boschese

    Volevo complementarmi con l’autore di quest’articolo bellissimo e ribadire lo stato di benessere della corsa, che a volte raggiunge dei momenti che io definisco di “Estasi sportiva”,vale a dire : gambe che corrono senza avvertire la fatica del gesto e mente che vola in altri lidi ; uno sdoppiamento fisico e psichico difficile da spiegare,ma meraviglioso quando lo si riesce a provare. Ragazzi correte perche’ lo sport prolunga la vita.

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