Cronaca — 31 ottobre 2008

L’imminente 100 Km di Tarquinia mi ha portato mio malgrado a disertare le gare organizzate qui in Puglia. Chiedo umilmente scusa agli amici di Andria e a quelli di San Severo: purtroppo mi serviva un’altra prova su distanza più consistente. La scelta è caduta sulla Ultramaratona dei due mari ( Marina di Curinga – Marina di Borgia) mia prima gara in terra di Calabria.


Sono partito da solo da Cagnano Varano con la mia auto e dopo un pellegrinare per la Puglia ci siamo ritrovati in cinque. Massimo Faleo da Foggia, Michele Spagnolo da Manfredonia, Raffaele Perrone e Vita Passalacqua da Santeramo in Colle. E’ stato un viaggio molto lungo: 9 ore per coprire circa 500 Km. con strade poco adeguate e attraversando tantissimi paesi. Questo è una delle ragioni perché da noi  nel sud stenta a decollare qualsiasi iniziativa.


Giunti in albergo ci ha accolto uno degli organizzatori ed una nutrita comitiva di Francesi venuti in pullman appositamente per la gara. Scopro poi che sono capeggiati da un Signore ItaloFrancese originario del posto , nonché ideatore della gara stessa  e che si chiama Salvatore Perri.


Gli spaghetti e la pizza consumati in un locale poco lontano, accompagnati da birra e ottima musica, rimarranno nei miei ricordi per molto tempo e sicuramente oggetto di lode nei futuri racconti per questa stupenda terra di Calabria. Invece come è passata la notte non voglio neanche pensarci: Non auguro a nessuno di avere come compagno di stanza  Raffaele Perrone  il quale oltre ad essere  un ottimo ballerino, un buon maratoneta è anche un eccellente russatore.


Domenica mattina abbiamo raggiunto il luogo della partenza con il pullman dei Francesi scambiando qualche battuta con l’autista e il Sig. Perri che masticano l’italiano.


Dopo avere ritirato il pettorale, consegnata la borsa ed effettuato il rito di bagnatura nel Mar Tirreno con la speranza di un bel bagno all’arrivo nel Mar Ionio, siamo partiti dalla spiaggia di Marina di Curinga. Non siamo in molti ad essere schierati sulla linea di partenza: Circa una trentina sui 57 Km.; altrettanti per le staffette a due e a tre; con la partecipazione a tratti di qualche gruppo di camminatori in prevalenza Francesi. A ridurre il numero dei rappresentanti dei super maratoneti ha senz’altro contribuito la concomitanza di Sanremo e Venezia, anche se situati dall’altra estremità della penisola. Nessuna faccia conosciuta , ad eccezione di Cataldo Calà arrivata dalla ‘vicina Sicilia’. Subito dopo la partenza Faleo accusa già dolori alla schiena. Questa volta sono seri considerato lo stile scomposto della sua corsa. Cataldo Calà parte sparato scompare subito dalla visuale, Michele Spagnuolo lo segue a ruota  mentre io e Perrone siamo in coda a confortare Massimo Faleo. Quando vedo la bicicletta che ci segue  ha lo stesso numero di gara di Massimo, comprendo di avere perso qualche passaggio alla partenza. Infatti l’organizzazione ha messo a disposizione un ciclista assistente durante la gara a chi ne avesse fatto richiesta. Assicuratomi sull’assistenza a Massimo, aumento la mia andatura fino a raggiungere al 15° Km. i due fuggitivi. Abbandono subito l’idea di adeguarmi alla loro andatura e tiro diritto, naturalmente  quasi del tutto in solitaria visto il ristretto numero di concorrenti. La durezza del percorso viene compensata dalla sua bellezza, paesaggi stupendi , immense distese di oliveti e castagneti curati molto bene, con alberi che hanno visto il trascorrere dei secoli e che sembrano chiamare gli uomini alla raccolta dei loro frutti. Mi presento all’arrivo non molto stanco tallonato da Calà . Non vedo il tabellone del tempo ( chi se ne frega) . Solo per curiosità lo chiedo al Signore  con cui abbiamo giocato a ping pong per quasi tutto il percorsoe che mi ha preceduto di qualche metro: 5 ore e 45 mi dice, non faccio i salti mortali ma sono contentissimo. Mentre cerco di arrivare al mare per completare il rito della bagnatura, telefono  a mia moglie  per avvisare che non sono morto per strada e che purtroppo anche questa volta torno a casa. Finalmente la spiaggia e il mare. E che mare!!! Pulitissimo, acqua limpida e cristallina come in pochi posti ho visto. E mentre mi godo il mare in contemplazione, cerco di arrivare con lo sguardo il più lontano possibile. Ecco che arriva Michele Spagnolo che si complimenta con me e si tuffa invitandomi a seguirlo. Come si fa a resistere al suo invito e al richiamo del mare cosi stupendo? Non mi faccio pregare e mi tuffo, lasciando sulla sabbia oltre agli indumenti bagnati di sudore anche tutta la stanchezza. Ci rivestiamo  rapidamente e subito ci rechiamo al pasta party. Rigatoni al sugo e frittelle di baccalà innaffiati con un buon bicchiere di vino, mentre è già pronto il cerimoniale per le premiazioni.


Trofeo al primo e alla prima arrivata ( la nostra Vita Passalacqua) e targa ricordo a tutti i partecipanti. Non sono mancate le polemiche. Infatti le premiazioni sono iniziate prima che la gara si sia chiusa , e poi gli ultimi concorrenti sono stati lasciati soli con l’autoambulanza , in balia del traffico con serio pericolo dell’incolumità personale.


Anch’io vorrei fare alcune considerazioni: L’organizzazione ha preferito iniziare le premiazioni per agevolare i lontani e per un loro più rapido rientro a casa. Non mi sembra che le cose siano andate in questa direzione se consideriamo che i partecipanti venuti da lontano, che erano per di più impegnati nella gara vera e propria ( cioè i 57 Km.)e che a mio parere avrebbero dovuto meritare più attenzione in quanto hanno faticato di più coprendo l’intera distanza, sono stati premiati quasi in totale anonimato. La premiazione è cominciata premiando le staffette ( per lo più del posto) con tutti gli onori e con la presenza delle autorità. A  seguire è stato messo in evidenza il ruolo dei volontari e dei ciclisti che hanno assistito gli atleti durante la gara . E solo verso la conclusione gli atleti che avrebbero dovuto essere agevolati. La domanda nasce spontanea: si vuole far crescere la ultramaratona a staffetta o la ultramaratona individuale? Mi sembra dunque legittimo lo sfogo del Sig. Perri ( anch’esso impegnato sulla 57Km.) che denuncia alcuni aspetti della parte finale della manifestazione. Egli in quanto tra l’altro ideatore di questa manifestazione, ( come è stato detto più volte pubblicamente)si è sentito in dovere di sopperire nei confronti degli ultimi ancora in gara ( li dove l’organizzazione ha mancato) tornando indietro diverse volte per dare un po’ di assistenza ai due del mio gruppo ultimi arrivati.


Completamente fuori luogo le risposte del Presidente della società organizzatrice. Caro Rag. Cerra gli amatori specialmente quelli delle lunghe distanze non hanno alcun bisogno di essere accolti con la banda.


In conclusione considero positiva l’esperienza fatta. La comitiva dei Francesi capeggiata dal Sig. Perri Salvatore è stata molto gentile e colgo l’occasione per ringraziarla dell’ospitalità nel loro pullman sia per l’andata che il divertentissimo ritorno.


Alcuni suggerimenti per l’organizzazione:


–          I ristori anche se presenti, sarebbe meglio predisporli ogni 5 Km. e forniti, oltre che da liquidi, anche da solidi ; possibilmente  e specialmente dopo i 20 Km disporre anche i sali.


–          Gli atleti della 57 Km si sentirebbero più gratificati se all’arrivo lo speeker annunciasse il loro nome e al collo gli venisse infilata una medaglia di partecipazione.


–          Sarebbe bene accetto il comunissimo pacco gara che a ogni manifestazione l’atleta si aspetta di ricevere.


Dati questi consigli a titolo gratuito, aggiungo che la manifestazione merita molto di più del numero di partecipanti che hanno preso parte a quest’ultima edizione.


Sono sicuro che gli organizzatori si adopereranno per migliorare il tutto e certamente molti altri come me diranno che vale la pena percorrere 1000 Km per esserci.


 

Autore: Pasquale Giuliani

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