Anteprima — 23 ottobre 2012

FONDO (VAL DI NON, TRENTINO), 19 OTTOBRE 2012 – Ha destato grande interesse la presentazione alla stampa internazionale de La Ciaspolada in veste Mondiale 2013 in occasione del recente Forum Nordicum ospitato in Val di Fiemme. Un centinaio di giornalisti di varie nazioni europee, ma anche dell’Iran e della Russia, sono rimasti letteralmente affascinati dall’evento invernale della val di Non ormai da anni il principale appuntamento popolare sulla neve in Italia.

Sono state le parole del presidente Gianni Holzknecht ad illustrare le peculiarità dell’edizione numero 40 della Ciaspolada che domenica 6 gennaio 2013 si colorerà dell’iride per diventare così il riferimento mondiale per gli amanti delle racchette da neve. Applausi a scena aperta hanno poi caratterizzato la proiezione dell’emozionante filmato che in cinque minuti ha proposto una carrellata di questi quarant’anni: dalle edizioni di Tret e Passo Mendola sino a quelle relative all’attuale tracciato da Romeno a Fondo, lungo i cosiddetti “Pradei”. Un balcone verde proiettato su imponenti montuosi del Trentino, dalle Dolomiti di Brenta al Gruppo delle Maddalene dove si daranno battaglia concorrenti dei cinque continenti nell’edizione Mondiale di gennaio 2013. Interesse e apprezzamento sono stati manifestati anche per il tentativo di proiezione olimpica. Dopo le esibizioni a Torino 2006 e a Vancouver 2010 ora si guarda con grande fiducia a Sochi 2014. Un progetto commentato positivamente dai giornalisti dello sci nordico e del biathlon che lo hanno individuato come una possibile novità capace di allargare ulteriormente la partecipazione di nazioni ai Giochi Bianchi, in particolare a quelle del continente africano oggi fortemente penalizzate nella tradizionali discipline sulla neve. Non a caso la Ciapolada ha registrato in questi anni vittorie sia di atleti del Kenia sia del Marocco.

Tradizionalmente la Ciaspolada si svolge nella terra di castelli, di antichi manieri che parlano di signorotti e di castellane, protagonisti di una storia antica ricca di tradizioni. Da Castel Thun, il più prestigioso, a Castel Bragher, da Castel Valer a Castel Nanno, la val di Non è un susseguirsi di importanti manieri che custodiscono ancora tesori e segreti. Non è, invece, un segreto la bontà delle mele e del Trentingrana, qui prodotti. E nemmeno le bizzarrie orografiche che ne caratterizzano il territorio e capaci di nascondere un gioiello come il santuario di San Romedio e proporre uno spaccato della storia del nostro pianeta come il canyon del Rio Novella, le cui rocce si possono leggere camminando su emozionanti passerelle sospese.

Elementi che affascinano i partecipanti, che ogni anno giungono in Val di Non a migliaia per trascorrervi alcuni giorni di vacanza, lasciando sul territorio un indotto di svariati milioni di euro.

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Peluso

  • elio frescani

    speriamo di poterci essere anche quest’anno

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