Cronaca — 01 settembre 2008

Se il Tiglio secolare di Fragneto Monforte è malato, la mezza maratona che termina proprio nel piccolo centro beneventano sta bene in salute; deve però nella sua fase di crescita correggere un po’ la postura. Ma è una fesseria.









L’evento


Terzo anno di vita per la Mezza del Sannio e fischio d’avvio in contemporanea con la prima giornata del campionato di calcio. Qui ci sono il silenzio e la bellezza dei paesaggi del pre-Molise, lontano da urla, tafferugli e deficienze consumate in alcuni campi di gara.
Il parterre dei ‘più bravi’ è di buona levatura, almeno una quindicina di corridori una spanna più degli altri, a contendersi il trofeo allestito dai Podisti dell’Alto Sannio, organizzatori della kermesse.
Da Morcone a Pontelandolfo, a Campolattaro, fino a Fragneto Monforte è una sequela di vedute e di storie di paesini dell’alto beneventano con lo sguardo lontano chilometri. Vedi campi infiniti e coltivazioni collinari, con l’avanzare dei chilometri; il saliscendi del percorso è la naturale conformazione del tracciato.
Una mezza maratona tecnica, d’allenamento per chi prepara gare di lunga distanza autunnali. Eterogenea dunque la lista dei duecento e passa partecipanti, accorsi di pomeriggio per una corsa che si presenta alquanto in disagio nel calendario degli eventi sportivi della Campania. Forse una ulteriore scommessa per lo staff diretto da Franco De Cecco.


L’analisi


Vanno comunque rivisti alcuni aspetti di quella che resta una signora 21 chilometri. Da perfezionare la partenza, situata nella parte bassa di Morcone, in una zona isolata e senza il paese che assiste. Leggermente improvvisato resta il momento dello start, decretato a voce. Da segnalare invece con forza l’assistenza lungo il percorso offerto dai volontari e dai carabinieri, per il controllo del traffico (praticamente assente) e per i ristori, ben cadenzati ed a sufficienza. Anche i chilometri erano ben posizionati con cartelli e ‘preceduti’ dalle segnalazioni a pittura sull’asfalto.
L’attraversamento dei comuni di Pontelandolfo e Campolattaro poi sono stati vissuti dalla popolazione con tanto entusiasmo,  con la banda musicale ad accogliere i vari transiti e con la voce di saluto di giovani speaker. All’arrivo invece ed in  pregara era presente Marco Cascone, chiamato dagli organizzatori per offrire con la sua competente voce ‘quel tocco in più’ all’evento. E così è stato.
L’arrivo è risultato arretrato rispetto all’arco finale, posto lo scorso anno davanti al palazzo Ducale; immetteva direttamente nella piazzetta delle premiazioni e dei ristori del post gara, dopo il passaggio davanti alla chiesa in stile bizantino della Santissima Croce e del bel campanile staccato dalla struttura religiosa. Si sono guadagnati così i 300 metri persi in partenza con l’avvio ‘più giù’ del solito.
Non è piaciuta la location delle premiazioni, troppo buia ed in difficoltà scenografica. Il palco nel giardino ducale fiorito (dove si sono svolte le fasi finali delle precedenti due edizioni), irradiato dal sole di ottobre era un ricordo difficilissimo da cancellare ed ogni rimedio era perdente in partenza. Va detto che a quell’ora una bella coppia di sposi ha tenuto un banchetto d’eccellenza nella secolare struttura, vanto di Fragneto; sono giunti a bordo di una storica Fiat 600
Di ottima fattura invece il mega ristoro finale, offerto in collaborazione con il Comando operativo casertano dell’Esercito Italiano ed  affidato sul campo al maresciallo Gennaro Nacca. Consumazioni a volontà in attesa delle classifiche (un po’ lente e con qualche doppione di atleti arrivati e mal collocato dal controllo d’arrivo) e delle premiazioni. Tanti i cesti distribuiti ed i premi previsti dal regolamento a tutte le donne, alle categorie e ai primi 60 arrivati.


La gara ed il percorso


Partenza veloce alla fine di Morcone, grazie alla pendenza iniziale del primo chilometro. Avanti ci sono Gennaro Varrella, Pietro Carpenito e Gianluca Ricci a fare l’andatura; mentre in campo femminile c’è battaglia tra la maratoneta Annamaria Caso e Maria Pericotti, che ritorna alle gare dopo un lungo stop tecnico. Più dietro ci sono Anna Senatore, Anna Bornaschella e Maria Giulia Catillo, poi le altre. Dopo il quarto chilometro con la salita del bivio per Caserta, il tracciato torna a scendere verso il primo attraversamento di  Pontelandolfo, dove Gennaro Varrella si guadagna il traguardo volante; si transita nella piazza con la stupenda fontana a forma di teglia, una sorte di battistero che fa da boa per il ritorno in salita fino allo svincolo che porta alla nazionale verso Campolattaro.
Nel paese distrutto più volte dal terremoto e dalle morti per effetto di un violento brigantaggio si cominciano a delineare i gruppi di comando della corsa, con i tanti atleti specie molisani e del Montemiletto, seguiti questi ultimi dal furgone di sostegno, che si incunea lentamente tra i corridori in gara.
Dopo la metà gara e la continua discesa verso il secondo festoso attraversamento di Campolattaro, i chilometri da percorrere sembrano ‘ammorbidirsi’, anche se dal 15° al 17° un fastidioso falsopiano rallenta leggermente il ritmo. Gli ultimi incroci e la Statale che lambisce il tracciato interno di gara fanno intuire che si è giunti agli ultimi chilometri, in discesa, verso l’arrivo di Fragneto.
La fatica s’avverte, ma la discesa aiuta, mentre più d’uno rallenta l’andatura, proprio qui In testa sono praticamente appaiati Gianluca Ricci (Montemiletto) e Gennaro Varrella (International Security). Transitano ad 1’secondo sulla linea d’arrivo. Davanti c’è Ricci (1h 11’48’), il beneventano finisce secondo. Terzo, staccato, Pietro Carpenito (Montemiletto) in 1h12’54’. Quarto poi giunge Antonio Bocchetti (At. Agnone) in 1h13’15’, davanti a Giambattista Audia (Montemiletto) in 1h14’51’; al sesto posto si classifica Pasquale Di Paola (Lions Club Grottaminarda) in 1h15’47’.
In campo femminile Maria Pericotti (Isaura)  bissa la vittoria del suo compagno e prevale per un minuto sull’amalfitana Annamaria Caso (Napoli Nord Marathon) in 1h25’27’. Terza finisce Anna Senatore (Podisti Cava Picentini-Costa d’Amalfi), reduce dall’affermazione alla Transmarathon, chiudendo in 1h 32’31’. Con una crescente e costante andatura di gara, la casertana  Maria Giulia Catillo (Esercito-Garibaldi) riesce ad infilare un buon quarto posto in 1h 37’35’, ai danni della forte molisana Anna Bornaschella (At. Venafro), in non perfette condizioni fisiche (era terza a metà gara); sesta poi giunge Laura Sabino (Venafro Sport Team) in 1h 38’42’.
Per le società affermazione scontata per il Montemiletto, davanti all’Avis Campobasso. La 21 km. del Sannio si abbina da questa edizione con l’altra ‘mezza’ di fine mese a Campobasso, nel trofeo ‘Ecologica’ (questo il nome scelto per l’accoppiata di corse) si premieranno le prime tre società che avranno totalizzato più punti nelle due competizioni.


Il dopo corsa


Il gruppo folkloristico della Takkarata ha allietato il dopo gara, con balli ed esibizioni in applauditi costumi d’epoca. Intanto i militari dell’Esercito sfornano centinaia di pizzette in continuazione. Infine le premiazioni con la presenza degli amministratori e delle Pro Loco dei comuni impegnati nella manifestazione,  Ept  e Provincia di Benevento, delle Acli.
Un breve giro nel paese dove si venera la secolare immagine di San Nicola, è d’uopo, per il mio piccolo seguito. Ci porta nella casa di colui che per voto popolare custodisce il prezioso quadro, il priore di festa.
Quindi nella piazza principale l’organizzazione ospita gli atleti che si sono intrattenuti (ma tantissimi sono andati via) al pasta party; birra e musica dal vivo sono d’obbligo nella fresca serata beneventana, al riparo dal venticello che comincia a salire dalle vallate.
Gli usi e le tradizioni del popolo sannita insegnano anche come si prepara l’antico pasto contadino, fatto di mais ed erbe e che si mangia in antiche trattorie.
La focaccia  prende il nome del ramo, usato per appendere un panno per tenere lontano gli uccelli: cacchiero


 

Autore: Giovanni Mauriello

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