TuttoCampania — 18 novembre 2013

baianoIV EDIZIONE della “STRABAIANO”. Gara OPES di km 10, organizzata dalla “ASD Baiano Runners”. Circuito cittadino di km 5 da ripetere 2 volte.

Percorso molto impegnativo che vedeva gli atleti partire da Baiano e inerpicarsi fino ad Avella, per poi far ritorno a Baiano.

Ma passando alla cronaca della gara, 600 atleti hanno preso il via e, già dopo la partenza si capiva che sarebbe stata gara vera per lo spessore degli atleti iscritti.

Al passaggio dei 5 km, la coppia magrebina Ismail/Kadiri, ha una manciata di secondi su Antonello Landi. A seguire Morad El Mourid, il guerriero Enrico Signorelli e Francesco Bassano.

Nella gara femminile si evidenziava lo strapotere della magrebina Siam che aleggiava tra i primi 25 atleti in gara. A distanza ragionevole un terzetto formato dalle due sorelle Palomba e Damiano Annamaria. A qualche secondo D’Argenio, a seguire Marangio/Carrano.

Per i tantissimi appassionati di Baiano, lo spettacolo era appena cominciato, affascinati ed esultanti per il carosello di colori e di gioia che il mondo podistico porta sulle strade domenicalmente.

Passando all’epilogo della gara, questa IV edizione viene vinta da Kadiri (Fiamme Argento) 31,36,la seconda piazza andava ad Antonello Landi (New Atl. Afragola) 31,45, terzo posto per Ismail (N. N. Marathon) 32,34, a seguire Morad El Mourid, Enrico Signorelli, D’Arco Prisco.

La gara femminile veniva dominata da Siam (N. N. Marathon), al secondo posto Palomba Francesca (Centro Ester), terza piazza per D’Argenio (US ACLI Run For Life), a seguire Damiano, Palomba Filomena, Carrano.

Ottima l’organizzazione della “Baiano Runners”.

Prima di chiudere mi lascio a qualche mia considerazione ; questa IV “Strabaiano” è stata ricca di contenuti tecnici, che mettono sempre in risalto la forza dei magrebini con qualche eccezione, in questo caso rappresentata da Antonello Landi. Unica amarezza è che dopo Enrico Signorelli, Bassano, Ciardiello, D’Arco, purtroppo di giovani emergenti, non se ne vede nemmeno l’ombra. E’ pur vero che il podismo è uno sport duro e faticoso, che non attira molti giovani, ma quei pochi che con passione e tenacia si mettono in discussione non sono ancora competitivi.

Con mio sommo rammarico ricordo e saluto calorosamente il mio amico, nonché fortissimo atleta Gianluca Ricci, che era capace di mettere tutti in riga, magrebini compresi.

 

aldo cavuoto

 

 

 

 

Da Baiano per Podistidoc Aldo Cavuoto

 

 

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Peluso

  • Carmine Babbone – Sporting Calore

    Il fatto che i giovani siano poco coinvolti, secondo me, è dovuto anche al fatto che, partendo dalla scuola per finire con la politica, non c’è l’impegno di dotare i comuni di strutture adeguate (piste di atletica e attrezzature varie). Noi nei paesi ci dobbiamo inventare i percorsi per allenarci, quindi ci viene difficile anche coinvolgere i giovani ( es. a mio figlio, pur giocando a calcio, piaceva sfidarmi sui 400 metri, ed è venuto com me fino a quanto c’è stata la possibilità di correre intorno ad un campo sportivo, finche non l’hanno modificato.I suoi risultati miglioravano sempre in modo spontaneo e con divertimento. Poi non avendo più un percoso adeguato non è più venuto ….). Sono pochi quelli che iniziano (in genere spinti dai genitori) a fare atletica. Pochi di loro emergono, altri si ritirano, spesso perchè stressati dal raggiungimento, in breve tempo, dei risultati ( come si nota anche dal vostro articolo ” ci sono pochi giovani e poco competitivi”). I giovani vanno sempre applauditi ed incoraggiati anche se tagliano solo il traguardo, il resto vien da se. I risultati richiedono tempo e costanza. Se il giovane vive serenamente la sua esperirenza , senza stress ed esagerazioni i risultati vengono da soli. Questo dipende sempre dalla capacità delle persone che circonda il giovane di trasmettere gli stimoli giusti.
    Sicuramente un cambiamento della politica partendo dalle attrezzature nelle scuole darebbe un’altro impulso (questo comunque lo vedo quasi impossibile in Italia, e non solo per lo sport). Per capire quanto incide l’orgnizzazione e l’interesse di un paese verso lo sport, basta vedere anche stati più piccoli del nostro (vedi Svizzera), per capire del perchè in Italia si stenta su tutti gli sport, anche nel calcio dove eravamo maestri. Non a caso anzicchè lavorare sui giovani risulta molto più facile comprare fuori dove le cose funzionano meglio. E mi fermo qui …………….

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