Curiosita — 28 aprile 2011

Il Consiglio;

– udita la relazione del Presidente;

– vista l’intervista rilasciata da Barbi Roberto al quotidiano l’Avvenire in data 16 aprile u.s., intervista che si trascrive di seguito alla presente delibera;

– rilevato che il predetto Barbi Roberto, nell’intervista in questione riconosce esplicitamente di aver fatto uso di Epo e di altri ‘addittivi’ per migliorare, in modo innaturale, le proprie prestazioni sportive e di aver, quindi, fino al 2007, data dell’ulteriore accertamento e conseguente squalifica a vita, risultato vincitore di numerose gare, fra le quali la Pistoia-Abetone;

– ritenuto tale comportamento apertamente in contrasto con le finalità sociali ed educative di questa associazione sportiva, che sempre ha dichiarato di voler combattere il ‘doping’ e che, più volte, ha cercato di inserire all’interno della gara misure ‘antidoping’;

– ritenuto e ribadito, altresì, che diversi e ben più nobili e leali siano i comportamenti che devono essere portati ad esempio per i giovani che si avvicinano allo sport;

– rilevato, che da anni, la gara podistica Pistoia-Abetone si caratterizza anche, e molto, per le finalità sociali a favore di terze persone affette da disabilità, psichica e motoria (vedi ‘quarto traguardo’, la collaborazione con la Dynamo Camp di San Marcello Pistoiese, ecc), per cui il comportamento tenuto dal sig. Barbi Roberto, ed oggi dallo stesso riconosciuto, appare in aperto contrasto con tali finalità;

– rilevato, infine, che questa associazione sportiva non ha, giuridicamente, alcun potere né autorità per modificare le classifiche ufficiali della gara podistica Pistoia-Abetone;

– ritenuto, però, a prescindere dal lato umano della vicenda, che traspare dalle dichiarazione rese da Barbi Roberto e di cui il Consiglio prende atto, si debba tuttavia difendere ed essere dalla parte di tutti coloro che hanno partecipato, in tanti anni, alla gara, in modo pulito e senza far ricorso all’uso di ‘additivi’ particolari o ad altre pratiche illecite e condannare, quindi, senza riserve, come sempre si è fatto, chi, invece, ha fatto uso di tali farmaci proibiti e di tali pratiche, con ciò falsificando l’esito della gara;

– ritenuta, quindi, la necessità di intervenire per salvaguardare la serietà sia degli organizzatori, che del Comitato Promotore nonché, sicuramente dei corridori partecipanti alla gara;



tanto premesso, il Consiglio

DELIBERA

– di approvare, in ogni sua parte, la relazione del Presidente;

– di autorizzarlo a richiedere sia alla FIDAL, sia al CONI Nazionale sia alla U.I.S.P. chiarimenti ad un intervento per apportare una eventuale modifica delle classifiche ufficiali di quelle edizioni della gara podistica Pistoia-Abetone vinte dal predetto Barbi Roberto, nonché per invalidare il record della gara dallo stesso stabilito, e quindi annullare, con conseguente modifica dell’albo;

Рdi inviare copia della presente delibera agli organi di stampa ed al Presidente del Comitato Organizzatore della gara e cio̬ alla Provincia di Pistoia.

– Pistoia, lì 27/04/2011



Il Segretario Il Presidente
(Alderighi Enzo) (Avv. Ballati Franco)
per copia conforme all’originale
Il Presidente
(Avv. Ballati Franco)



La mia corsa fermata dall’Epo

C’ è uno sport – di cui si tace spesso – che dal professionismo agli amatori è minacciato dal doping, dalle pozioni magiche che aiutano a superare i propri limiti umani, salvo poi rivelarsi dei «veleni letali» per la salute e la coscienza dell’atleta che dal podio del campione si ritrova sbattuto a terra, vittima solitaria nella polvere. Sta tutta qui la corsa radiosa di Roberto Barbi, 45 anni, lucchese (di Borgo a Mozzano) titoli e record a raffica, un 6° posto alla Maratona di New York del 1998, e poi la frenata drammatica, la trappola del doping e la caduta con la faccia nel fango nell’indifferenza di un mondo, quello dell’atletica, che finge castità additandolo come unico colpevole. Una storia a tratti tragica che ha deciso di rendere pubblica, per la prima volta, dopo la confessione resa ai Nas di Firenze all’interno dell’inchiesta «Operazione Quadrifoglio». Arriva trafelato in tuta e scarpe da ginnastica, appuntamento in un bar di Lucca, subito dopo il turno quotidiano da operaio alla cartiera di Lugliano.

Barbi, come è cominciato il suo incubo del doping?
A 26 anni, quando sono passato dalla corsa in salita alla maratona. I maratoneti più forti mi guardavano come quello che non poteva stare al loro passo. Se avessimo cor­so tutti alla pari e ‘puliti’ senza prendere niente io avrei avuto tempi di 2 ore e 14 mi­nuti. Sarei stato inferiore solo a Stefano Baldini che è uno da 2 ore e 13 minuti. Ma quando ho capito l’antifona ho pensato che c’era solo un modo per essere competi­tivo, prendere l’Epo anch’io.

Come è stata la prima volta?
Un caso, ero andato a comprare la bici per mia figlia e con il negoziante parlavo delle gare che dovevo affrontare e del mio stato di stanchezza. Un tipo che si occupava di ciclismo professionistico ascolta e quando esco dal negozio mi avvicina con molto tat­to dicendomi che lui aveva la soluzione per farmi stare bene e correre sempre più velo­ce. Detto fatto. Qualche ora dopo l’Epo era sul tavolo di casa mia e da quel momento in poi mi sono fatto di tutto: Gh, ormoni vari, efedrina…

Una lista della spesa, ma come prendeva tutta questa roba?
Due settimane prima dell’impegno agoni­stico mi iniettavo 2mila unità di Epo ogni giorno, così per la gara ero sicuro di essere al top.

E funzionava?
Sempre. Se ti fai di Epo non avverti più la fatica, di notte sei ancora talmente su di gi­ri che ti viene voglia di saltare giù dal letto e metterti a correre fino a quando non sei cotto. Nonostante le 8 ore di turno alla car­tiera, riuscivo ad allenarmi correndo fino a 35 km al giorno. Un Superman.

Un elisir del successo, una corsa senza o­stacoli a vederla così.
Correvo e vincevo. Per forza, con il doping abbassi i tempi di 1 minuto nella mezza maratona e fino a 5 minuti sui 41 km. Ma stava diventando un inferno. Correvo solo per pagarmi l’Epo che mi costava 250 mila lire alla settimana, un milione al mese mi­nimo. E poi dopo aver preso quella roba lì stavo male: palpitazioni, nausea a fine cor­sa, insonnia e naturalmente la depressione da astinenza. Non te ne accorgi, ma intanto sei diventato dipendente dalla sostanza e senza non puoi più stare. Se la sospendi smetti di essere vincente.

Così vincente da dare nell’occhio e l’antidoping la trova positivo.
La prima volta mi hanno beccato alla Maratona di Firenze del ’96: feci il ter­zo posto, correndo in 2 ore e 17 minu­ti. Sono stato un ingenuo, avevo un po’ di raffreddore e ho preso l’efedri­na. Però dalla federazione non mi fer­mano, mi lasciano fare, capiscono che posso essere un ‘cavallo buono’ e non mi controlla nessuno. Nel ’98 corro la Maratona di New York, ero pieno di ro­ba, arrivo 6°. A un certo punto si sparge la voce che stanno facendo controlli sul­le urine di un atleta italiano Ero io.
Ma ho continuato ancora indisturbato fino ai Mondiali di Edmonton 2001 quando mi hanno trovato positivo per la seconda volta e sono stato squalifica­to per quattro anni.

Pena ridotta a 25 mesi, ma è recidivo e come il gallo l’antidoping glie le canta per la terza volta.
Nel 2003 nella 50 km. Avevo provato a ri­mettermi in carreggiata e mi sono tra­sferito con la famiglia da Lucca nelle Marche. A Grottazzo­lina la società per cui cor­revo mi aveva offerto un lavoro da 700 euro al mese e un’occupazione anche per mia moglie.
Non potevo rifiutare, ma ho sbagliato, sono ricascato nel doping ed è stata la fine. Mi hanno iso­lato.
Sono rimasto senza lavoro, avevo tut­to il mondo contro.

Chi sono oggi i suoi detrattori?
Quelli che sono stati anche i primi a giu­dicarmi con disprezzo, gli stessi che ave­vano fatto la mia stessa vita da dopato.
Gente capace di prendere Epo e anfeta­mina nello stesso giorno, salvo poi stra­mazzare all’arrivo rischiando di andare all’altro mondo se non intervenivo a soc­correrli… Nonostante lo spavento, non credo che abbiano mai smesso, anzi con­tinuano e hanno fatto proseliti. E a spac­ciare le sostanze, da anni sono sempre i soliti: medici, infermieri, preparatori a­tletici, rappresentanti farmaceutici e dirigenti che gravitano intorno alle piccole e grandi società sportive.

Stiamo parlando di un fenomeno in crescita?
L’80% degli amatori posso assicurare che assume sostanze dopanti. A livelli alti ci stai solo se prendi qualcosa al­trimenti sei tagliato fuori. E io li rico­nosco lontano un chilometro. Quando si presentano all’arrivo freschi come una rosa, senza una goccia di sudore, so che in vena hanno l’Epo. Braccia a ‘pelle di galli­na’ hanno preso sicuramente stimolanti, la ‘coscia da modella’ è indice di tanto Gh.
Le contratture di certi calciatori di 40 anni che corrono come diciottenni mi danno molto da pensare, ma non credo che nes­suno abbia interesse a controllare sul serio.

Anche il calcio avrebbe bisogno di mag­giori controlli?
Non c’è disciplina in cui non prendono.
Nelle Marche, ho conosciuto un calciatore di 21 anni che doveva passare a un club professionistico, ma ha preferito non pre­sentarsi al ritiro estivo perché da anni nei dilettanti lo imbottivano di sostanze. In tut­ti gli altri sport, dal ciclismo all’atletica, lo sappiamo tutti come vanno le cose…

Ma quanto fa male una vita da dopato?
Io ci ho rimesso una valvola aortica che a­desso funziona a mezzo servizio e la dotto­ressa che me lo ha diagnosticato non sa an­cora quale passato ho alle spalle. Mi ha det­to che devo stare attento, di non esagerare con la corsa. Ora al massimo corro 2-3 chi­lometri, tanto per non dire che ho chiuso con lo sport.

Come ha fatto invece a chiudere con le so­stanze?
Ho chiuso (nel 2007) perché mi hanno fer­mato. E poi grazie all’amore di mia moglie e delle mie figlie Chiara e Francesca. La più grande sa tutto. La piccola corre e va forte, ma le piace anche la danza e a dirla tutta, mi sento più sicuro quando so che prova un passo in punta di piedi, piuttosto che cercare di arrivare prima a una gara d’atle­tica.

Si è mai chiesto il perché di questa sua cor­sa assurda?
Perché sono nato correndo. Non l’ho fatto certo per soldi. Il massimo dei guadagni di una stagione potevano essere 50 milioni di lire, ma non li ho mai visti tutti e li ho bru­ciati con quel veleno. Non sono mai stato ricco e oggi, se riesco a mandare avanti la famiglia, è solo grazie all’opportunità di la­voro alla cartiera che mi ha concesso il Gruppo Romano, altrimenti sarei in mezzo a una strada con tutti pronti a indicarmi come ‘quel dopato’ del Barbi. Ma non san­no invece che adesso sono un altro uomo, finalmente pulito. Ora sono pronto anche ad aiutare chi ha problemi con il doping, specie i ragazzi.

Cosa si sente di dire ai giovani?
Di vivere lo sport solo come un divertimen­to e di non provare mai a superare i propri limiti, come ho fatto io. Ci si fa solo del ma­le. Vorrei tanto allenare i ragazzi ad evitare i tanti errori e i pericoli di uno sport che pur­troppo è dopato, come un po’ tutta la so­cietà.
Intervista di Massimiliano Castellani (pubblicato su www.avvenire.it)

 


fonte www.pistoia-abetone.net

Autore: redazione

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Peluso

  • sonia marongiu atletica città di padova

    stavate aspettando l’intervista rilasciata il 16 aprile u.s.? “L’80% degli amatori posso assicurare che assume sostanze dopanti.”…. si può sapere su quali basi si afferma questo??? ma non è meglio che chi è stato beccato per TRE volte di seguito con schifezze iniettate nel sangue faccia un mea culpa e si allontani anzichè pretendere di essere un esempio? no, perchè ci sono tanti atleti e tanti allenatori PULITI che possono insegnare lo SPORT PULITO. non c’è bisogno di sporcarsi per saperlo fare…..perdonatemi i toni ma sono inflessibile.

  • ALFONSO RUOCCO ISAURA VALLE DELL’IRNO

    Sei grande perchè hai saputo riconoscere
    di aver sbagliato.
    Nella vita c’è sempre un momento per
    redimersi.

  • Franco Magliano- Pod. San Giovanni a Piro golfo di

    io metterei la firma per scendere sotto le tre ore in maratona e tu non ti accontenti di un 2:17 ?
    ah. Barbi Barbi , comunque Dio ci ha insegnato il perdono e il tuo pentimento merita questo.

  • silvio scotto pagliara

    LA LEGGE DICE ” CHI SBAGLIA PAGA ! ALLORA ?
    DEVE PAGARE E ………….ATTENZIONE , ALLA FINE SI RISCHIA CHE VIENE ANCHE ASSOLTO E …….ACCETTATO COME UNA PICCOLA SCAPPATELLA E CHE NIENTE E’ SUCCESSO !
    E’ UN ESEMPIO DA CONDANNARE E NON DA IMITARE PER IL BENE DI CHI PRATICA LO SPORT .

  • Francesco Bassano,aurora battipaglia.

    L’ottanta per cento degli amatori sono dopati,ma forse intendeva il 100% dei professionisti!!!
    Noi corriamo per passione, per un cesto o una pacca sulla spalla ,il marcio e’quando il tutto viene legato al vile denaro, al successo, al vincere in qualunque modo,anche io ero un professionista e’ fortunatamente ne sono uscito.Purtroppo nello sport il secondo non conta,ma invece di osannare chi primeggia sempre perche’non ci si chieda se e’ tutto farina del suo sacco o di qualche buon medico, si aspetta sempre prima la disgrazia non si previene mai!!!!!

  • Remigio Naddeo Ideatleticaaurora Battipaglia

    Le schifezze che uno prende vanno sempre a discapito della salute alla lunga e servono solo a far fare soldi a personaggi senza scrupoli

  • papa alessandro – astro 2000 Benevento

    Sarò sicuramente impopolare…..!!!!!
    Barbi ha sicuramente esageratonel dire 80% ma, statisticamente (e se dico così è perchè ho avuto conferme dirette) almeno un buon 35/40 % tra amatori e cosiddetti atleti TOP(!!???) usa sostanze dopanti, nel ciclismo poi la soglia si alza al 55/65% non spaventatevi di queste cifre, SONO REALI!!!! POTREI DIRE UNA MAREA DI COSE E FARE TANTISSIMI ESEMPI, MA E’ MEGLIO IL SILENZIO, PERCHE’ ALLA FINE TI ACCUSANO ANCHE DI ESSERE UN BUGIARDO DETRATTORE.
    BUONA CORSA A TUTTI
    ALESSANDRO PAPA

  • altol lazio atletica

    mi chiamo guido arsenti ho 44 anni . quello che dice barbi quando afferma che 80 % dei amatori si dopano e’ falso , , io porto aconferma di cio il mio caso . a 30 anni correvo la mezza maratona in 70 minuti , oggi a 44 anni corro ancora la mezza in 70 minuti , e bevo solo come “doping ” 2 bicchieridi vino a sera , distinti saluti

  • papa alessandro – astro 2000 Benevento

    beH!!! fai farte di quella percentuale che non si dopa, semplice non è stato detto TUTTI DOPATI!!
    ciao sig.?? (alto Lazio)

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