Cronaca slide — 04 luglio 2016

trailSono trascorsi solo pochi giorni dall’arrivo vincente sul traguardo della 9^ edizione dell’International Sky Race® Carnia di Nicolò Francescato e di Silvia Rampazzo, ma l’Us Aldo Moro Paluzza, coordinato da Andrea Di Centa, è già al lavoro per il prossimo anno.
«Nei giorni successivi alla conclusione della nona edizione – ha esordito Andrea Di Centa – ci siamo riunioni per valutare “a caldo” un’edizione che ha visto l’assenza dell’ultima ora di Tadei Pivk, ma che proprio per la sua assenza ha visto scatenarsi una bellissima bagarre tra i contendenti del titolo italiano Sky Race®. Francescato e Moia hanno dato vita a un duello spalla a spalla per oltre 20 chilometri, inoltre c’è stato l’incredibile recupero di Giovanelli sul finale. Tutti elementi che appassionano “gente di sport” come noi».
«Nella gara femminile – ha detto Di Centa – abbiamo assistito a una bellissima prestazione di Silvia Rampazzo, una performance che le ha permesso di avvicinarsi al record del tracciato e che aggiunge spessore alla gara».
«Per il prossimo anno – ha continuato il presidente dell’Aldo Moro – stiamo già pensando a come festeggiare la decima edizione, sicuramente molte iniziative che abbiamo avviato quest’anno saranno riproposte e implementate».
«Infine, – ha concluso Di Centa – vorrei rispondere alle critiche che sono state avanzate in merito all’organizzazione di un Campionato Italiano privo di atleti di livello e con poche regioni rappresentate. Un Campionato Italiano, dovunque si svolga, è pur sempre l’assegnazione dei titoli tricolori, posso immaginare che la nostra gara non sia “centrale”, ma chi non partecipa ha torto per principio. L’US Aldo Moro, in settanta anni di storia, non ha mai fatto distinzioni inoltre non ci siamo mai spaventati per le distanze chilometriche rispetto alla nostra sede, abbiamo sempre portato i nostri atleti a tutti i Campionati Italiani. Infine portare al traguardo 300 concorrenti senza infortuni e incidenti è senz’altro merito di un gruppo di lavoro esperto, capace e consolidato nel tempo. E’ una considerazione finale condivisa da tutti coloro che hanno affrontato e vinto le montagne del Floriz e del Pal Piccolo».

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Peluso

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