Medicina slide — 05 aprile 2017

tendine d'achilleQuante volte i piedi di noi runner durante un allenamento

oppure una gara di corsa impattano al suolo? Ce lo siamo mai chiesti?

La risposta è un numero indefinito a causa delle diversità anatomiche che rendono diverso il gesto atletico di un podista rispetto ad un altro. Tra queste diversità vado ad indagare sulle cause di uno dei problemi più frequenti e più fastidiosi che può avere un podista e cioè l’infiammazione del tendine d’achille.

Alcuni cenni di anatomia:

l tendine d’achille è il più robusto del corpo umano, origina dal tricipite della sura composto da gastrocnemio e soleo e si inserisce sulla parte posteriore del calcagno.

Con la contrazione del gastrocnemio mediale e laterale il tendine tira a se il calcagno e permette la flessione plantare del piede e quindi permette la propulsione e lo spostamento in avanti.

Cosa può causare un’infiammazione di questo tendine che causa già problemi  zoppia al mattino:

Nel podista tra le cause maggiori abbiamo l’incremento di carichi chilometrici repentino e senza un’ adeguata preparazione,che vanno a sollecitare oltremodo a struttura tendinea.

 La mancanza di adeguate sedute di stretching di allungamento che permette al ventre muscolare di allungarsi e recuperare elasticità o quanto meno prepararlo ad uno sforzo di corsa in fase di attivazione, un consumo eccessivo delle scarpe che può dapprima portare ad un’infiammazione del calcagno per mancanza di sostegno posteriore del calcagno e poi del tendine d’achille,il consumo eccessivo della scarpa in pronazione o supinazione che provoca uno squilibrio nella direzione dei carichi in fase di appoggio e di spinta.

Insomma ci sono diversi fattori che in fase di anamnesi vanno analizzati oltre ad una visita posturale accurata.

Quindi una volta individuata una o più cause di questo fastidioso infortunio passiamo alle strategie di intervento:

In genere il mio modo di operare prevede il ripristino delle funzioni di base del tricipite surale mediante il massaggio decontratturante che va a sciogliere tutte le tensioni muscolari tra i ventri muscolari del gastrocnemio e del soleo con successivo allungamento di questi.

Dopo questo intervento si può associare anche la terapia strumentale che può essere di un breve ciclo di tecar terapia oppure nei casi più gravi con onde d’urto ma in genere preferisco sempre un tipo di intervento diretto e manuale.

Altra strategia di intervento a fine di trattamento può essere l’utilizzo di kinesio taping che negli atleti che ho seguito con questo tipo di infiammazione ha dato degli ottimi riscontri in termini di velocità di recupero e sostegno.

Quando l’infiammazione al tendine d’achille può predisporre il podista alla ripresa della corsa io consiglo di inserire nel piano di allenamenti settimanali una o due sedute di esercizi eccentrici con successiva seduta di allungamento e magari l’applicazione di ghiaccio per un tempo di 10-15’.

Ovviamente la quantità dei carichi di allenamento alla ripresa della corsa dovrà essere adeguata alla velocità con cui l’atleta è capace di recuperare il gesto atletico in modo naturale senza usare strategie di compenso che possono alterare la postura di corsa.

Buon allenamento.

piermatteoGianluca Piermatteo massofisioterapista e preparatore atletico

Cell. 3924039930

e-mail: gianpiermat@libero.it

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