TuttoCampania — 18 ottobre 2010

E’ finita al suono delle campane la corsa nel triangolo casertano di Casapesenna, Casal di Principe e San Cipriano. Terra di storia e religione, tra le distese agricole dell’alta zona aversana e le contraddizioni di un territorio che vive sempre alla ribalta della cronaca.
La domenica podistica è stata un alleluia annunciato dall’alto della parrocchia di Santa Croce, la cinquecentesca chiesa che nel corso dei secoli è stata trasformata e sempre ricostruita dopo gli attacchi di terremoti e nubifragi. Quella stessa parrocchia che ha reso celebre l’opera pastorale di don Salvatore Vitale, il prete che ha creato con la sua ferrea volontà il sostentamento religioso per i poveri e poi il santuario dedicato alla Madonna della Salvezza.
C’era tanta gente per le strade ordinate e pulite, al passaggio dei cinquecento corridori. Finanche la spazzatura differenziata stava ben allineata lungo i tratti di marciapiede. Una gara davvero studiata, per la straordinaria sinergia messa in campo dai volontari delle associazioni dei tre comuni ed anche grazie all’esperto team organizzativo. Vigili urbani in testa, tutto è filato liscio. Peccato per il pessimo stato del fondo stradale, martellato anche dalle continue piogge fino a poche ore prima del via.
Le autorità c’erano tutte, in questo territorio che lotta per la legalità. Hanno spinto in prima persona per il successo dell’evento e ci sono riuscite in pieno. Nella tranquilla mattinata di quest’enorme agglomerato di comuni che intersecano i propri confini  agli incroci o lungo marciapiedi contrapposti, la presenza di alcuni blindati dell’Esercito avvertiva che qui non è calata la tensione per la cronaca sempre pronta a suggerire nuovi accadimenti.
Ma oggi c’era lo sport in campo, a contribuire a far calare la tensione, di certo non aiutata dalla forte umidità, alimentata anche dal vicino litorale in tempesta. Si è corso bene, per i diecimilaquattrocento metri di un percorso veloce e poco nervoso, con un solo cavalcavia e lunghe e larghe strade talvolta assolate; tra ville e palazzetti che curano le facciate a suon di cotto, opera incerta e mattoncini levigati (per non parlare dei cancelli, in raffinato ferro battuto).
Il nome dell’antica Albanova è riecheggiato spesso, grazie a questa corsa, ma anche alla nuova tabella che indica la fermata ferroviaria. Da questo territorio scompare la stazione, ma non il ricordo del grande tiratore al piattello, che mirò l’oro alle olimpiadi. Di Angelo Scalzone, l’indimenticato figlio di Casal di Principe, la memoria resta nel cuore di chi ha conosciuto le sue gesta sportive.
I dieci e passa chilometri del tragitto in parte hanno ricalcato la vecchia gara della legalità,  organizzata fino a qualche anno fa e che interessava anche il comune di Villa Literno. Il casertano ha retto bene la concorrenza di altre gare, se alla fine la classifica ha contato poco meno di cinquecento arrivati.
Le parole di conforto e di speranza del parroco dicono che qui si è imboccata la strada giusta per il futuro, lontano dai campi che cominciano a restringersi ed alle campane che hanno smesso di far festa. Quasi all’unisono dall’arrivederci lanciato dal palco.

Autore: Giovanni Mauriello

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Peluso

  • pasquale landolfo team ranners grumese

    e stata una bella gara e bene organizata un aplauso va a i cittadini dei tre paesi viva lo sport al prossimo anno

  • Marco Cascone

    Caro Giovanni, ho letto e gustato più volte quanto hai scritto e…lasciamelo dire: sono estasiato

  • Lampitiello Nicola

    Giovanni sei un grande GRAZIE.

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