Curiosita — 12 novembre 2008

Il primo Rapporto “Sport e Società“. Cresce la quota di uomini inattivi
 Carenze nella pratica a scuola, incontro Petrucci-Gelmini
 Censis: aumentano gli spazi ma anche gli sportivi seduti
 Allarme sedentarietà, soprattutto fra gli over 25
 Media: internet sta togliendo spazio alla televisionedi FULVIO BIANCHI

 ROMA – In Italia ci sono più “punti offerta sportiva” (cioè società sportive più organizzazioni territoriali) che tabaccai e bar: ma aumenta anche il numero della popolazione sedentaria, quella che non fa alcuna attività. Questa è la “fotografia” del primo Rapporto Censis, “Sport & società“, presentato oggi nel Salone d’onore del Coni. Sono intervenuti tre sottosegretari (Rocco Crimi, Ferruccio Fazio e Luigi Casero), oltre a Giuseppe De Rita, presidente del Censis, e i padroni di casa, il presidente del Coni Gianni Petrucci e il segretario Raffaele Pagnozzi. Il dato del 41% di sedentari è riferito all’anno 2006, ultimo anno disponibile: dimostrava come 2 italiani su 5 non svolgano alcuna attività fisica o sportiva.
 
 Singolare ed anche paradossale un altro dato: nel decennio tra il 1995 e il 2006 c’è stata una evoluzione della domanda di attività fisico-sportiva della popolazione italiana, con una crescita sia dei livelli di attivazione dello sport che della sedentarietà.
 
 “L’incremento della sedentarietà desta allarme e preoccupazione ed è necessario analizzarlo nei suoi diversi aspetti e nelle sue differenti manifestazioni”. L’analisi evidenzia una maggiore propensione maschile verso la pratica sportiva, però la distanza tra maschi e femmine pare diminuire con il tempo: si registra infatti un incremento della quota di uomini inattivi (36,2% nel 2006, il 33% nel 2000, il 30,9% nel 1995), mentre restano sostanzialmente stazionari i livelli di sedentarietà registrati tra le donne (45,5% nel 2006; 43,5% nel 2000 e 44,2% nel 1995). Non solo: a partire dai 25 anni il livello di diffusione della pratica fisico-sportiva cala e questo è un altro dato poco felice. “E’ vero-ha confermato Petrucci-e ci preoccupa”. Ma ci sono anche dati contradditori: la Campania è la Regione più sedentaria d’Italia eppure è anche la seconda come numero di medaglie a Pechino. Le differenze fra sport di base e di vertice. I problemi sociali. Resta l’immagine di un mondo, quello sportivo, in continuo movimento fra difficoltà strutturali (impianti) e adesso anche economiche.
 
 Restano anche le gravi carenze nello sport scolastico, presto dovrebbe esserci un incontro fra Petrucci e il ministro Gelmini, sponsorizzato dal sottosegretario Crimi. Il quale ha difeso l’autonomia dello sport (grandi applausi in sala) e garantito che si batterà per evitare che il taglio della Finanziaria ai fondi dello sport (previsti 113 milioni in meno) sia così pesante. O, almeno, che qualcosa possa essere recuperato in futuro. Particolarmente interessante la fotografia del Censis anche su come cambiano i gusti degli italiani per quanto riguarda la tv e internet. Internet cresce molto: “Oltre il 20% degli italiani che navigano sui siti seguono lo sport e di questi il 7% dichiara un’altra frequenza di navigazione”.
 
 Internet toglie spettatori alle tv. “La concorrenza di altre forme di tempo libero e di altri media, internet su tutti-è spiegato nel rapporto- sta di fatto modificando la dieta tematica degli italiani così come avviene in altri Paesi del mondo”. Per questo la quota di ascolti delle tv, “a fonte dell’aumento di potenziali utenti televisivi” di questi ultimi anno, scende di un punto passando dal 16,2 del 2004 al 15,4 del 2007. Secondo il Censis, inoltre, sempre più spazio avrà lo sport sulla web tv e sulla telefonia cellulare. E’ un mondo che cambia, da seguire passo passo.
 
 (11 novembre 2008) 
 

Autore: redazione

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