Cronaca — 29 dicembre 2009

IClicca per l'immagine full sizel piacere di correre…  e l’ opportunità che ci regala la pratica di questo sport, che più che definire tale, approccerei come vera e propria “filosofia di vita”. Anche in quest’ ottica nasce e si presenta a tutti noi un nuovo modo di disciplinare il gesto della corsa, con l’ intento di “scaricare” il nostro corpo dai traumi e dal sovraffaticamento che una continua  attività motoria ed un ripetuto gesto atletico come la corsa purtroppo cela, donando a quest’ ultima la leggerezza insita in una disciplina che si sviluppa all’ aria aperta, a contatto con la natura e che  nel riflettersi e ritrovarsi in essa ritrova la sua dimensione più autentica. Da questa riflessione, che parte da un  benessere fisico per approcciare, in tal modo, ciò che di più spirituale e di “elevato”è in noi, nasce “trek and run”.  Trova una sua dimensione  su percorsi in natura, quindi ondulati, dove una continua corsa, magari anche a ritmi sostenuti, difficilmente sarebbe realizzabile e, più, porterebbe precocemente ad un affatimento muscolare e del sistema cardiocircolatorio che certamente non renderebbe la seduta “allenante” ( solo “affaticante”), senza consentirci  nè quegli “adattamenti” fisici, nè quelle riflessioni e “sprazzi di eternità” che un contatto con la natura dovrebbe, al contrario,  poter e saper dispensare a piene mani.


Entrando nello specifico la nuova “arte del movimento” si basa sull’ alternanza di passo e corsa, il tutto da realizzarsi, per i più esperti runners, a sensazione, per tutti gli altri concedendo delle pause tali, alla corsa, che consentino alle fasce muscolari, interessate dal gesto atletico, di ritemprarsi, andando ad inficiare, successivamente, con un passo “atletico”, su altri distretti muscolari, in modo da effettuare, in questa fase, anche una sorta di “potenziamento” dei tessuti interessati ed avendo, allo stesso modo,  l’ opportunità di riprendere la corsa con le gambe che sembra quasi ti richiedano nuovamente tale gesto; il tutto senza mai sovraffaticare il cuore, quindi senza avvertire mai un respiro affannoso.


Tale “teoria” si è realizzata per la prima volta nella “pratica” in occasione della COAST TO COAST MARATHON,  con risultati davvero sorprendenti. Anche il sottoscritto ha partecipato a tale “sperimentazione”, tra le altre cose con non più di 22 km  di lunghissimo corso negli ultimi tre mesi, quindi senza alcun tipo di preparazione specifica alla distanza e con non più di 50 km di corsa settimanali. Siamo partiti in dieci da Maiori con la magliettina tecnica che pubblicizzava la nuova disciplina, divenuta tale per un’ idea dettata da un “praticantato” più che ventennale  nel settore del podismo del dottor Scarpellino, presidente della Runaples, che insieme a tutti noi ha fatto da “cavia” alla nuova “arte e filosofia del movimento”.


Ebbene, dopo i primi 40 minuti fatti di corsa, abbiamo iniziato ad alternare corsa al passo, concedendo mai più di 20 minuti alla prima e mai meno di due minuti al passo, con un massimo di 15 minuti per quest’ ultimo. I chilometri, intanto, si susseguivano, le emozioni si inanellavano, rendendo tutti più sicuri del fatto che una tale filosofia porta ad una maggiore “partecipazione” di tutti i sensi al gesto atletico, con una leggerezza che favorisce, lo dicevo anche prima, un  nuovo approccio ad una dimensione più autentica, fatta del vivere tra amici “attimi di eternità“, sorridendo ad una fatica, stranamente, mai avvertita, e ad un piacere     di ritrovarsi insieme là dove, altrimenti, era unicamente la complicità di Messer tempo a “dividerci”..


Volendo, in ultimo, fornire una breve sintesi di come siano giunte all’ arrivo le “cavie” … Ebbene…. eravamo tante mani che si stringevano forte, tutte in fila… Quasi come a dire… : .. noi siamo qui.. grazie anche a te, vita, di darci queste opportunità .. e a noi di avere l’ ardire e la filosofia giusta di saperle gustare .. da qui  fino all’ eternità…


TREK AND RUN .. FA CHE IL TUO MOTORE NON VADA TROPPO SU DI GIRI.. E AL CONTEMPO ACCENDI IL CUORE..


TREK AND RUN… WE CAN DO IT ! 

Autore: Mario Filippo della Paolera

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Peluso

  • Benedetto Scarpellino,RuNaples

    Grazie Mario, per questa bella e sentita presentazione. Sicuramente è nata un’opportunità in più per avvicinare camminatori e sedentari alla corsa continua, per allenarsi in ambienti naturali e solo apparentemente ostili al podista, per gareggiare senza l’ “assillo” del cronometro su lunghe-lunghissime distanze. Grazie a tutti gli amici che hanno testato il “Trek and Run!”, rispettandone con precisione le regole essenziali.

  • francisco, asa detur

    cari Mario e Benny, smettetela di camminare! dovete correre… sempre. Posso capire questo metodo nel Passatore dove la corsa continua si trasforma in incubo continuo anche se uno si prepara bene, ma nemmeno nella Pistoia-Abetone per esempio, che ho fatto quest’anno e che vi consiglio. Ci vediamo lì nel 2010? Fare una salita tremenda correndo pianissimo e riprendersi in discesa… quello sì che è vita, Mario! Consiglio anche a tutti gli amici corridori – e non marciatori- il libro di Murakami “l’arte di correre” ed. Feltrinelli.

  • francisco

    errata: Einaudi

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Ciao Francisco, spero di vederti al Passatore (spero di riuscire ad esserci per la prima volta)! Uno come te, con questa tecnica, può fare “tranquillamente” meno di 10 ore (tre ore e passa in meno del tuo attuale “personale”). Per ora stiamo pensando a Barcellona (anche per la comodità del volo diretto)…cari saluti e a presto!

  • francisco, asa detur

    caro Benny, il Passatore nooooooo. Lo vorrei fare un giorno tutto di corsa ma finché non sarò pronto, non ci tornerò cchiù. Forse mai… Invece la Pistoia-Abetone mi garba. 50 km soltanto! con l’ultima salita micidiale. Lì, la sfida è fare meno di 5 ore. Insomma, è bello soffrire 5 ore di giorno e non di notte. Ma se fate il Passatore in compagnia sarà veramente un’esperienza indimenticabile, apunto per la notte, la pianura silenziosa con quel lento incrociare di zombi solitari vestiti mizuno o nike. A Mario che se ricordo bene aveva fatto un’articolo su MJ, consiglio di portarci Thriller nell’ipod! Ci vediamo presto–di corsa!

  • francisco, asa detur

    caro Benny, il Passatore nooooooo. Lo vorrei fare un giorno tutto di corsa ma finché non sarò pronto, non ci tornerò cchiù. Forse mai… Invece la Pistoia-Abetone mi garba. 50 km soltanto! con l’ultima salita micidiale. Lì, la sfida è fare meno di 5 ore. Insomma, è bello soffrire 5 ore di giorno e non di notte. Ma se fate il Passatore in compagnia sarà veramente un’esperienza indimenticabile, apunto per la notte, la pianura silenziosa con quel lento incrociare di zombi solitari vestiti mizuno o nike. A Mario che se ricordo bene aveva fatto un’articolo su MJ, consiglio di portarci Thriller nell’ipod! Ci vediamo presto–di corsa!

  • Fiorentino la Greca

    sono a ringraziare benny che mi ha dato il là per partecipare a questa corsa da settembre non riuscivo a correre più di 60 minuti 2 volte a settimana e quindi pensavo di non farla dicendomi non sono preparato, poi benny mi telefona e mi dice di questa iniziativa la curiosità prima e la voglia di provare dopo è stata forte e quindi pronto al via con il suo simpaticissimo gruppo sino al 22km poi mi sono defilato rapito dal paeaggio fermandomi a fare delle foto però la lezione era stata rapita è ho continuato sino alla fine e avevo ancora forza di continuare anche a correre FANTASTICO – Grazie Benny e grazie ai tuoi amici, alla prossima.

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