TuttoCampania — 10 settembre 2012

Partenza dalla Piazza centrale di Chiusano di San Domenico. Più di settanta gli atleti in gara con tanta voglia di divertirsi. Subito una salita dopo pochi metri e via verso un “muro” di cemento e terreno che lasciava senza fiato. Ho pensato: “Cominciamo bene!”. Dopo un minuto di gara eravamo già lungo un sentiero sterrato, con alcuni gradoni, che ci ha portato in cima a un convento da dove si vedeva il centro cittadino rimpicciolirsi sempre di più. Poi in strada e dopo un po’ di nuovo in sterrato, ma di montagna questa volta. E poi si cominciava a salire, salire, salire…
Forse perché era l’inizio della gara, ma mi sono sentito bene e ho cercato di non perdere il gruppo dei primi atleti, alle spalle dei primissimi, quelli che sono partiti a razzo, manco si fosse in discesa. All’ombra degli alberi ho trovato un amico podista che è molto più esperto di me in fatto di trail, Alessandro, e mi sono detto: “Sai che faccio adesso? Resto incollato a lui, che di certo sa come “muoversi”, fino a quando ce la faccio”. La salita è continuata senza sosta, tra rocce, terreno, alberi e ostacoli vari. Confesso che a volte, mentre ero dietro, ho pensato pure che andavamo troppo piano. Ma sono riuscito a restare calmo, nonostante alle nostre spalle in molti ci stavano raggiungendo. Non avendo nessun punto di riferimento (mi riferisco ai km segnati) non sapevo come regolarmi, non riuscivo a capire il ritmo giusto. Però devi dire che mentre salivo lungo quei sentieri sterrati, mi veniva da ridere, perché ero consapevole di stare facendo una nuova esperienza, mi stavo divertendo e sembrava quasi che non mi stessi neanche stancando. Ad un certo punto siamo usciti dal bosco e ci siamo letteralmente arrampicati lungo il fianco della montagna, come fanno gli stambecchi. Ed è stato uno spettacolo unico, dopo essere arrivato in cima, vedere in basso la fila di atleti che zigzagava lungo il sentiero. Bello da vedere e da gustare. Poi ancora salita e salita, e salita… fino a sbucare sulla pianura nascosta in cima alla montagna. Un breve tratto di respiro, eravamo a circa metà gara ed era passata una buona mezzora. Credevo fossimo alla fine, ma il meglio doveva ancora venire.
È iniziata la discesa, ripida e sterrata, erbosa e pietrosa. Una cosa da spavento, per me, ma che non ha fermato gli altri atleti più esperti. In pochi secondi sono rimasto solo, quasi con la paura di perdermi. Per fortuna mi hanno raggiunto e mi sono incollato alle maglie colorate di coloro che mi superavano. Una discesa mozzafiato a trecento all’ora. Uno spettacolo nella natura e un gioco da equilibristi per restare in piedi. Giù fino alla strada è stato un calvario al contrario: ridevo e piangevo pensando ai dolori del giorno dopo (infatti adesso mi fanno compagnia). Arrivati in strada, a poche centinaia di metri dall’arrivo, un sospiro di sollievo, ma anche la soddisfazione di avercela fatta.
Al traguardo ad accoglierci uno speaker d’eccezione Giambattista, che ci annunciava uno per uno, il sindaco, il pubblico, il sole, la stanchezza, il ristoro, gli amici già arrivati. E poi tutti ad aspettare fino all’ultimo atleta. Una festa di colori, di odori, di sapori. Un ricco ristoro e una sobria premiazione come fossimo in famiglia. Un’atmosfera unica, simpatica, un po’ diversa dalle gare su strada, ma ugualmente bella e divertente.
Stanco, ma soddisfatto. Il mio primo Trail è andato bene. Speriamo anche il prossimo.

Elio Frescani

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>