Cronaca — 30 maggio 2011

IL MIO PASSATORE Ore 14,45, Firenze, Via Calzaiuoli, ci siamo, ci sono. Dopo 4 mesi di dura preparazione fisica e soprattutto mentale, sono qua, ai nastri di partenza, 1.600 podisti, mi raccolgo per un minuto in silenzio, richiamo tutte le forze, inno d’Italia, pronti e via. Si parte. Inizio leggero, tra ali festanti e sbigottite, subito si sale verso Fiesole, giornata tersa, calda, non afosa. Primo rifornimento, c’è calca, siamo in tanti, si entra a Fiesole. Piano piano comincio a salire ed a capire che cosa è il Passatore. Si sale sempre ed arriviamo alla Vetta Le Croci (518 metri). Sento dolore alla pianta del piede destro (lo ignoro). Scendiamo verso Borgo San Lorenzo, uno spettacolo da cartolina, Un sole terso illumina il nostro passaggio, le gambe rispondono, il ritmo è lento, ma costante. Il borgo è incantevole, 32 km., mal di schiena (lo ignoro), al ristoro già siamo in meno, aumentano i silenzi, da lontano vediamo gli appennini e scorgiamo il famigerato Passo della Colla. Improvvisamente la strada sale, il sole è tramontato, il crepuscolo cede lentamente alla sera. La strada sale, la temperatura scende, alterno cammino e corsa, il buio irrompe, la strada è ancora lunga, comincio a stare da solo. Al rifornimento di Razzuolo (43 km) per la prima ed unica volta il buio ed il freddo hanno preso possesso di me, è stato un attimo, è bastato il calore del rifornimento, delle persone che ti incitano, ed il buio passa. Il brodo caldo e la piadina con la mortadella mi rincuorano. Riprendo la salita, immerso nella sera, tornante dopo tornante, quando sento il rumore dei generatori elettrici capisco che il Colla è vicino. Dopo una curva vedo il cartello (Colla – 913 metri – 48 km), fa molto freddo (5 gradi così dicono), scene di guerra, tendoni, persone che vomitano, che ricorrono a massaggi, che si ritirano, autoambulanze, entro nella tenda e mi cambio. Maglietta lunga, canottiera, e soprattutto luce frontale. Mi ristoro, mi concentro e comincio la discesa. La notte ed il freddo hanno preso il sopravvento, corro in solitaria, accompagnato dalle stelle, si vede poco anche con la luce, intuisco la strada e vado avanti, corro, la mente si dissocia dalle gambe, la corsa diventa qualcos’altro, non mi rendo conto del tempo e dei km. che faccio. Il cuore tiene tutto unito. Arrivo a Marradi (65 km.), i ristori sono oasi di calore, le persone ti guardano e ti vogliono bene. Qui incomincia un’altra gara, gli ultimi 35 km, ho la nausa (troppo brodo) e la ignoro, a San Cassiano (76 km) incrocio una podista fiorentina e cominciamo a parlare delle bellezze della Costiera Amalfitana (!), passa il tempo, i km, le gambe cominciano a dolere. Vado avanti. All’84 km. (Fognano) avverto qualcosa di nuovo nei suoni e nelle immagini, sento gli animali e vedo i primissimi chiarori. I primi calori. Mancano 15 km. e sorrido per la prima volta. Entro a Brisighella (88 km.) rifornimento (the caldo con limone e pane), esco dal paese, la via è dritta, i chiarori sempre più chiari, mi commuovo, rido, e mi commuovo, sento il ritmo nelle gambe e comincio a correre sul serio. 94° km., ultimo ristoro, un ragazzo dice ‘ma per Ravenna quanti km. mancano?’, per un attimo, siamo in tre, lo guardiamo stupiti, poi ridiamo e ricominciamo. Le gambe vanno. 95 km, penso alle ore trascorse. 96 km. penso a tutti quelli che mi sono stati vicino e che mi hanno sostenuto. 97 km, penso a mia madre (mi hai capito alla fine), a mia sorella (che mi capisce sempre) a mio fratello unico (adesso mi riposo, giuro!). 98 km. penso agli allenamenti facendo su e giù per la Costiera Amalfitana, 99 km. (Faenza) non penso più a niente, spazio per il godimento puro, momenti di estasi totale, il corpo si ricongiunge con la testa ed il cuore, rinasco, ultimi 300 metri, c’è una curva, vedo Piazza del Popolo, mi accoglie a braccia aperte ed io mi ci butto dentro. Esausto, tremante, commosso, incosciente, felice. 15 ore 29 minuti 6 secondi. Niente è impossibile !

Autore: Luca Villani

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Peluso

  • Franco Apicella ASD Salerno Running Club

    BRAVO LUCA!!! Mi hai fatto venire voglia di essere lì con te a godere di questa bellissima impresa che hai voluto fortemente e per la quale hai tutta la mia ammirazione , ti faccio le meritatissime congratulazioni del caso.
    Che la corsa sia sempre con te, amico.

  • Franco MAINOLFI Road Runners Maddaloni

    Luca se non si mette piede su quel percorso non si immagina nemmeno di cosa si parli…comunque invito tutti un giorno a …provarlo è un’esperienza unica e suggestiva…io c’ero, ci sono e ci sarò.

  • luca villani polisportiva folgore nocera

    Franco ti ringrazio di cuore, davvero. Lo sai che ti stimo tantissimo e che tu in questi mesi hai capito il senso di ciò che facevo. Ci vediamo sabato mattina sul lungomare !
    Per l’altro Franco: hai ragione, vivere il Passatore è un’esperienza incredibile

  • gianni ginterbartolo@yahoo.it

    I miei 6 atleti mi giurarono che mai piu’ si sarebbero cimentati in una impresa cosi faticosa ma io risposi che anch’io la prima volta avevo questo sentimento ma per sei volte ho rivisto le stesse persone. I dolori passano ma l’orgoglio rimane per sempre. Sono pronto a promuovere la prossima edizione con una squadra ancora piu’ numerosa. Questa la mia sesta edizione ma la prima come capo gruppo. E’ molto entusiasmante nel buio rendersi conto chi segue o meno. Ogni volta che imbocco il viale di Faenza mi viene il terrore che non finisca mai.
    Bravo Luca per la dettagliata esperienza.

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