Cronaca — 04 luglio 2008

Piazza San Carlo, ‘piazza reale’, disegnata quasi 400 anni fa dal Castellamonte, coi suoi palazzi eleganti, i caffé storici ed i negozi di lusso, col ‘caval ‘d brons’, monumento equestre ad Emanuele Filiberto, le chiese gemelle ed il pavè, è il vero centro di Torino. Non poteva che essere lei la cornice suggestiva dove correre la più bella e qualificata delle gare: ‘Il Miglio di Torino’.
Siamo appena alla seconda edizione e, oltre a confermare il successo dell’esordio, si è già cresciuti di molto, moltiplicando il numero delle gare con l’inserimento delle categorie giovanili (addirittura aumentato il numero delle serie previste) e la disputa della finale del ‘Miglio delle Province’, evento nato grazie alla collaborazione di molti organizzatori piemontesi di alta qualificazione.
Poi ben tre prove riservate ai disabili che hanno coinvolto il pubblico assiepato lungo le transenne del circuito che, per completare la distanza del miglio (1609,34 m), andava ripetuto cinque volte.
Infine una serie per atleti di livello regionale e, in conclusione, le due gare per i top runner’s. Nella prima, quella femminile, si alternano al comando Eleonora Berlanda (Fiamme Oro, vincitrice della prima edizione) e l’atleta del Bahrein Nadia Ejjafini (che conta di prendere la nostra cittadinanza entro l’anno); la gara, tattica per giocarsi il successo in volata, favorisce la marocchina Khadja Arafi nel rimanere in scia. In queste situazioni i contatti, purtroppo, avvengono spesso e qualcuno in più lo si va a cercare; nell’ultimo giro, a metà del rettilineo opposto, accade il fattaccio che guasta la giornata. La Berlanda, toccata da dietro, cade rovinosamente abbattendo una transenna; ha la forza per rialzarsi zoppicante e ripartire chiudendo in maniera coraggiosa la gara, però solo quarta, sopravanzata anche dalla compagna di club, Marzena Michalska. Le prime due sono già avanti e in volata prevale, con le sue alte frequenze, la Arafi.
Mentre nel parterre, accanto alle personalità, per buona parte sportive come i fratelli Damilano, Tiziana Nasi e Genny Di Napoli, testimonial dell’evento, sono arrivati anche importanti giornalisti, ex colleghi di ‘Ludo’ Perricone, alla cui memoria la manifestazione è dedicata, tocca alla gara conclusiva. Il caldo di questa, fra le prime giornate estive, è soffocante; si sono consumate migliaia di litri d’acqua, gelati e yogurt per combattere l’arsura; qualche malore s’è pure diffuso.
Siamo quindi alle ultime cinque tornate: parte forte Luciano Di Pardo che così vuole scremare il gruppo. S’attacca la coppia dell’Esercito Meucci-Najbe Salami e la fila s’allunga. Quando Meucci passa a condurre anche i due keniani (Chirchir e Kipsiele) perdono contatto. Marco Najbe Salami è in buona condizione ed appena sceso dalle alture di Sestriere, si trova perfettamente a suo agio su questo percorso e porta un primo attacco violento a metà dell’ultimo giro; Meucci prova a reagire ma, con ancora le tossine del bel 5000 di Coppa Europa, al successivo strappo del compagno non può più niente. Così il mantovano, con falcata ampissima, va a trionfare a braccia alzate.

Autore: Cs

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