Cronaca slide TuttoCampania — 11 ottobre 2016

telese-2016-liverini-halfSuccesso preannunciato, successo super confermato!

L’appuntamento con la II edizione della Telesia Half Marathon si è da poco realizzato, ed ancora oggi, a distanza di due giorni dall’evento, sento l’eco dell’emozione nell’esserci stata. Un piacevolissimo retrogusto che di sicuro non riguarda solo la sottoscritta, ma che possiamo (senza temere smentite) estendere al gran pubblico presente, e ad ogni singolo atleta che ho visto giungere al traguardo.

 

Ormai si sa: Telese è un punto di riferimento per chiunque frequenti questo tipo di contesto sportivo-agonistico-amatoriale, e non si smentisce mai; che sia la maratonina o la neonata mezza maratona, l’a.s.d. Running Telese Terme ha lanciato un’immagine ben precisa: quella di un Team che, unito più che mai, lavora per confermarsi ad altissimo livello, così da lasciare ad ogni atleta, ad ogni ospite, non solo un ricco pacco gara, una splendida medaglia o un orgoglioso pettorale con sopra inciso il proprio cognome, ma soprattutto un meraviglioso ricordo del tutto, che è poi la vera chiave d’accesso al cuore degli appassionati.

 

Ed ecco che ad un’ora esatta dalla partenza, prevista per le ore 9:00, ho cominciato a godermi l’immagine lasciata in stand-by da giugno scorso, in occasione della 10km. Non dovendo sostenere la gara come atleta, ho avuto l’opportunità di addentrarmi di più tra le strade che ospitano la mezza maratona, ed ognuna di esse era colorata da cima a fondo. E quando parlo di colori, non faccio solo riferimento alla miriade di magliette che ogni atleta indossava con orgoglio, ma anche e soprattutto ai manifesti, alle bandiere, ai dettagli con in quali questo evento viene curato e arricchito in tutti i suoi aspetti. Ed ecco che Telese è già una conferma, la consapevolezza di trovarsi in una realtà grande, all’interno di una realtà di suo già grande: sono attenzioni che, per quanto mi riguarda, rimangono dentro, perché di Telese ricorderò il volto sorpreso di chi, guardandosi attorno, si è sentito parte di un evento che coinvolge e stravolge.

Forse vi aspetterete che dica qualcosa anche sulla gara, ma mi tocca deludervi: vincitore e vincitrice hanno i loro meriti (e ne sentirete parlare da qui alla prossima edizione della mezza maratona), ma quello di cui voglio parlarvi, e che spesso passa inosservato (ma fa la vera differenza), è  l’emozione disegnata sui volti di chi, al di la delle transenne, sorrideva non solo al marito, figlio, compagna, amico presente in gara, ma alla gioia di tutti coloro – speaker compreso – hanno partecipato…con spirito vincente. Si possono abbattere muri, fare prestazioni senza precedenti, raggiungere il proprio personale, ma se non lo si fa con lo spirito libero, di un atleta pulito dentro – che nulla deve dimostrare se non a se stesso – allora porti a casa un buon tempo…e niente più. A Telese, più che mai, ho visto invece persone giungere oltre le due ore, magari stanche ma con il volto raggiante: e sono proprio loro che mi hanno lasciato ancor più qualcosa dentro, oltre che uno scatto in cui racchiudere la loro bella emozione ad esserci.

 

Non sono una veterana del podismo, ma so osservare e riconoscere quei particolari che, vuoi o non vuoi, fanno la differenza: la Liverini S.p.a ha creato una vera e propria pinacoteca , dove sai di trovare quadri che ti affascinano, ti rubano alla realtà e ti restituiscono violentemente alla stessa. Quadri di insieme fatti di tanti colori, tante realtà diverse, armoniose, che ho memorizzato nella prima edizione e che ho ritrovato, ancora più belle, nella seconda. Alla conferenza stampa tenutasi il giorno prima, ho riconosciuto nella sala Mario Liverini (della Liverini S.p.a) lo spirito che si riflette inevitabilmente su tutto ciò che sta intorno all’evento: passione, attenzione e voglia di fare. Ingredienti che fanno la differenza e che Filippo e Michele Liverini mettono in tutto ciò che fanno. Ingredienti che gli hanno da sempre, e giustamente, garantito il successo, la stima ed il riconoscimento di chi ha il cuore e le qualità per saperli apprezzare.

 

Martina AmodioMartina Amodio

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