Atletica News — 09 marzo 2011

Grandi numeri al Banca Marche Palas di Ancona per la 28a edizione dei Campionati italiani indoor Master, a conferma di un movimento in continua espansione. A conti fatti gli atleti-gara sono stati 2707 contro i 2190 del 2010 e 314 le società rappresentate (257 l’anno scorso) con il corollario di due migliori prestazioni mondiali e quarantuno nazionali.
Per i siciliani un raccolto pingue di venti medaglie, quindici d’oro, due d’argento, tre di bronzo, contornate da cinque primati italiani e undici record siciliani. Protagonisti in assoluto nel capoluogo marchigiano due atleti del Cus Palermo, Aldo Marco Alaimo con un tris d’oro e  Marta Roccamo con una doppietta. Due medaglie dorate pure per Giovanni Finielli (Castello Città di Modica) e Teresina Tonazzo (Unvs Fontanarosa Catania). I nostri atleti sono stati presenti ‘sotto il tetto’, come dicono gli spagnoli, sin dalla seconda edizione dei Campionati italiani Master indoor dell’IMITT di Cesare Beccalli il 4 marzo 1978 a Genova, la prima si tenne al Palasport di Milano nel 1977. Il battesimo di questa rassegna nazionale per gli Amatori della Fidal è avvenuto invece al Palasport di Genova il 15 gennaio 1984 e per la nona volta, la sesta consecutiva, ha avuto luogo nella «città dorica».
Alaimo, 35 anni e neo master, ha corso sabato i 60 in 7’8, domenica alle 11,23 i 200 (dove era stato iscritto saggiamente dal capitano Bruno Nicolosi) in 22’80, nuovi limiti regionali e tre ore dopo un’entusiasmante ultima frazione della staffetta 4×200 con i degni compagni Giuseppe Grimaudo, Nicolosi, il catanese Pierluigi Salibra in 1’42’97, migliore prestazione italiana M50. Il palermitano ha rimontato uno svantaggio di quindici metri dall’ex azzurro Massimo Clementoni per superarlo alla fine. Grimaudo (M65) era a mezzo servizio e si è limitato alla sola staffetta, lo scorso anno aveva conquistato tre ori (60, 200 e 400), Nicolosi al contrario era già in possesso del bronzo sui 200 M60 in 27’42. Se non fosse stato convinto da Nicolosi a passare tra i Master, il velocista quasi quasi era intenzionato ad appendere le scarpette al fatidico chiodo. Alaimo, personali di 10’46 (100) e 21’40 indoor (200) nel 2002, è stato azzurrino nel 1995 ai Campionati Europei juniores di Nyíregyháza (Ungheria): ai piedi del podio nei 100 in 10’57 e medaglia d’argento nella 4×100 con un incredibile 39’61, primato italiano di categoria, ancora imbattuto, nella scia dei colored britannici, sua la prima frazione contro l’oro dei 100, l’allora diciassettenne Dwain Chambers.
Marta Roccamo nella nuova categoria F45 ha battuto in un acceso sprint sui 60 metri Marinella Signori e Annalisa Gambelli in 8’27, 8’33 e 8’38 i rispettivi tempi delle due atlete, spodestate del loro record italiano di 8’47. La Gambelli ancora sconfitta da Marta sui 200, anche qui con la migliore prestazione italiana di 27’49 contro i 27’54 dell’ex primatista marchigiana. L’esplosiva taorminese ha centrato così mirabilmente la quinta accoppiata 60-200 al suo decimo campionato consecutivo ‘entro la porta’, la summa è di quattordici ori, cinque argenti e un bronzo.
Finielli ha vinto i 1500 e gli 800 M60, migliorando i suoi stessi primati regionali e per due volte il titolato vicentino Dario Rappo, primatista italiano sulle due distanze, ha dovuto cedere le armi. Nel convulso finale della prima gara lo sciclitano non si è fatto superare da Rappo, 4’50’69 e 4’50’94 i tempi dei due. Stessa musica, ma un po’ più lineare negli 800 con Finielli primo in 2’23’80, al suo terzo titolo in sala e Rappo 2’24’15, dietro i due Santi Caniglia (Atl. Scordia) che ha tentato il tutto per tutto ai 150 per poi essere sorpassato ai 60 e terminare in quinta posizione all’arrivo (2’30’67). Lo scordiense sabato nei 400 aveva vinto la prima serie più lenta in 1’06’08 e a conclusione della seconda è finito al quarto posto.
Teresina Tonazzo, nata a Vigonza il 30 novembre 1934, ma catanese d’adozione, non ha avuto donne rivali F75 a contrastarla (ci mancherebbe) e ha chiuso sabato i 3 km di marcia in 25’39’86, domenica i 200 in 50’17, naturalmente limiti regionali. Teresina ha toccato quota sedici medaglie in sei partecipazioni dal 2001. La sequela degli ori continua con il solido Francesco Longo (Atl. Villafranca), 13,32 nel peso M35, quasi due metri in più del vecchio primato siciliano dell’acese Salvatore Maccarrone, 11,45 nel 1993. La marcia sui 3 km ha fruttato sei medaglie d’oro, una d’argento e un’altra di bronzo. Detto della Tonazzo, sul gradino più alto del podio sono saliti due atleti del Taormina Athletic Club, Antonio Turchetti, 81 anni il prossimo 7 giugno, 21’43’50 e Gaetano Scarpata, nuovo settantenne, 17’11’52, rispettivamente migliore prestazione italiana e regionale. Riccardo Collura (Lib. Catania) si è confermato campione italiano M35 come nel 2010, 14’35’94 il suo tempo, mentre il padre Pietro (Atl. Virtus Acireale), nostro stimato tecnico, si è classificato ottavo nel peso M65 con la misura di 8,46, togliendo il primato siciliano a Ugo Politti, 7,99 nel 1987 a Firenze. Per l’Ortigia Marcia Siracusa titoli ad Adriana Manzella (F50) 17’33’90 e Roberta Ricupero (F60) 21’22’51, limite italiano, seconda Adriana Napolitano (F45) 18’23’70, terzo Vincenzo Mincella (M70) 19’34’99, capitano intramontabile.
Finiamo in bellezza con l’argento dell’eclettico Roberto Napoli (Olimpus Kerkent Runners Agrigento) che ha totalizzato nel pentathlon M55 3235 punti e il bronzo della compatta Puntese S. Giovanni La Punta di Giacinto Bitetti e Giuseppe Sciuto nella staffetta 4×200 M45. Fabio Lanza, Alfredo Mancuso, Orazio Rapisarda e Giovanni Agosta hanno fissato il nuovo primato regionale a 1’45’38. Una citazione di merito per Agosta (M45), primatista poco prima negli 800 con 2’08’93 e sesto classificato, il limite precedente era del compagno di squadra Rapisarda (2’10’29 nel 2007). Agosta non ha potuto gareggiare nei 400, dove aspirava a un buon piazzamento, perché si è presentato con ritardo alla spunta.


 


Nelle foto Marco Alaimo e Marta Roccamo


I siciliani ai Campionati italiani indoor Master

Autore: Michelangelo Granata

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Peluso

  • Bruno Nicolosi Cus Palermo

    Il solito esauriente commento, come ci ha ormai abituati da sempre, dell’inappuntabile Michelangelo.

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