Cronaca — 22 agosto 2009

La baia di Agropoli ed il fascino del suo mare cristallino hanno accolto, ai piedi dello scalone che conduce all’antica rocca, la piazza Vittorio Veneto ed il suo corso Garibaldi, la penultima tappa della Transmarathon. Un “viaggio” di 12 km. attraverso le bellezze paesaggistiche della collina che sovrasta S. Maria di Castellabate e dei boschi che scavalcano Punta Tresino (oggi pullulanti di vigili del fuoco, forestale e polizia, nella primissima salita), ma che tutti hanno dovuto prendere con le “pinze”, per via delle insidie continue, se si eccettuano i tre chilometri e mezzo della partenza (anche se lo start sul corso Materazzo rimane scomodo, perché troppo affollato di villeggianti) ed i due finali.


Elena Riva, la genovese con la vittoria praticamente in tasca, ha preso male un appoggio nello scosceso vallone ed ha temuto di dover arrendersi. Per fortuna la “botta” al piede è stata leggera ed è bastata una sosta di circa 1′ per riprendersi. E’ riuscita a vincere la tappa femminile per la quarta volta, ma per lei la paura è stata tanta. Adesso è 33^ assoluta.


Nello stesso punto, al settimo km. della boscaglia, è andata peggio invece all’ex vincitrice del giro a tappe, Cecilia Patella, inciampata in un falsopiano roccioso nella ripida discesa (qui l’organizzazione aveva addirittura installato cartelli di avviso a rallentare ), si è procurata una distorsione al piede sinistro ed ha abbandonato. Quando il sentiero si è fatto migliore è riuscita a salire su un mezzo di soccorso fino al traguardo.


In testa alle due classifiche parziali, il podio non è cambiato, anche se – come ipotizzato – Anna Senatore (Podisti Cava Picentini) in campo femminile guadagna un posto e raggiunge la quarta posizione, dopo una gara accorta sul difficile tracciato. La brianzola Daniela Russo (ha confidato di non conoscere la classifica, né i tempi; “sono qui per divertirmi e fare soprattutto turismo”, ha affermato), ora insegue i piedi del podio ad 1’18”. Resta seconda la milanese Paola Zaghi (Zeloforamagno) ad oltre 9′ dalla Riva, ma con un vantaggio di circa 4′ sulla graziosa torinese Sandra Masinara (At. Fossano), molto rassomigliante alla sorella Nadia (pure in gara).


La gara maachile ad Agropoli ha visto Abdelhadi Benkadir giungere primo in solitaria, con un vantaggio di 66″ sul connazionale El Mouaddine Abdelouab, che comunque rimane saldamente secondo nel Giro, ma a 2’33”, un tempo che non potrà mai essere colmato negli 8 km. dell’ultima tappa. A questo punto il marocchino (allievo di Marco Cascone) intasca in pratica la vittoria della 9^ edizione della Transmarathon.


Sul podio rimane El Madi El Yazid, anche se tra i boschi di Agropoli ha perso terreno sui connazionali, finendo quinto; il minuto e 28″ nella graduatoria parziale dovrebbe però bastargli per tenere a debita distanza (cioè al quarto posto) l’algerino Kamel Hallag (a sua volta tallonato da Mourid Morad, a 29″). Dopo la tappa di Laurino, Morad ripete l’expoit lungo i 12 km. odierni e guadagna il terzo gradino nella gara di Agropoli.


Uno sguardo tra i primi venti conferma lo stato di forma di Modestino Preziosi, il capitano del corpo volontario dei vigili del fuoco francesi, irpino di nascita, molto conosciuto per le sue imprese estreme in vari continenti e detentore di più record sulle lunghe distanze. Chissà poi se l’italo svizzero Francesco Cristiano, il 50enne ex giocatore di calcio della serie B elvetica, riuscirà a colmare i 19″ che lo separano dal ventesimo ed entrare così nella top class. Intanto primo degli italiani è il salernitano Remigio Montella (Isaura), mentre va sottolineata la prestazione complessiva del beneventano Franco Vito, undicesimo.


L’avventura del Giro ha portato nel Cilento molti atleti di diverse regioni. La giornata di riposo è servita per visitare Capri e gli altri posti del golfo. Ed è questo l’aspetto che più fa valere l’iniziativa sportiva voluta dalla Libertas Agropoli di Roberto Funicello. Tra le formazioni campane anche i vesuviani della Joy of Running, oltre alle migliori del salernitano.


L’ultimo appuntamento del Giro è per la Castel San Lorenzo-Roccadaspide; un’altra tappa con saliscendi, ma che conserva la stessa altitudine tra partenza ed arrivo, 354 metri. Qui la festa finale e le numerose premiazioni saluteranno il tour podistico.


Si parte nella terra dei 7 vini, dove s’erge il Palazzo che fu dei Carafa con la vista del fiume Calore, (qui si svolgono importanti gare di canoa), per raggiungere la rocca dell’antico centro nel Parco del Cilento, famoso oltre che per la sua storia millenaria, anche per la bontà delle castagne, Roccadaspide.

Autore: Giovanni Mauriello

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