Medicina — 04 agosto 2011

Bene cari amici, vorrei condividere con voi questa breve disamina sui crampi, soprattutto dopo che li ho beccati pur convinto di essermi idratato bene!!!!; Permettetemi questa introduzione all’argomento, semplicemente perché credo che la maggior parte di noi associa i crampi ad uno squilibrio idroelettrolitico secondario a una eccessiva sudorazione, e, pur essendo, come vedremo, sacrosanto questo meccanismo, l’argomento si presta ad una più ampia riflessione ovviamente mi perdoneranno tutti coloro a cui questi concetti sono già ben noti.


Partirei , come è mio solito, dalla etimologia della parola crampi, che, sembra, derivare dal tedesco, KRAMPF, ovvero, granchio e convulsione. In effetti, per crampi, si indentono le contrazioni (convulsioni) di alcuni distretti muscolari, improvvise e involontarie, accompagnate a dolore anche intenso, insorgenti sia a riposo sia durante l’attività fisica.


L’insorgenza a riposo, la tralascio, non per minor importanza (se qualcuno e interessato ne possiamo comunque discutere a parte), ma per non dilungarmi e soprattutto perché mi sembra più pertinente, in questa sede di discussione,  parlare dell’insorgenza durante l’attività fisica.


E allora, durante l’attività sportiva, specialmente di resistenza (corsa, bici, triathlon etc ),e, in particolare, durante lo sforzo massimale della stessa (gara o allenamento intenso) si può, facilmente, andare incontro a crampi muscolari.


In una percentuale altissima (vicino al 90%) sono dovuti all’affaticamento muscolare, in una percentuale minima (vicino al 5%) a squilibri elettrolitici secondari a sudorazioni profuse, il resto ad altre cause (postura, squilibri anatomici muscolari, presenza di calzature o calze eccessivamente comprimenti, etc..); vista la maggior prevalenza della prima causa, mi soffermo su questa, cercando di chiarirne i meccanismi e, quindi,  di tirare fuori qualche consiglio per la soluzione e la prevenzione del problema.


Partiamo da un concetto base, valevole sempre!!!: Ognuno di noi ha delle caratteristiche psico-somatiche cosidette ‘INDIVIDUALI’ (dal latino IN-DIVIDUS: non divisibile, indivisibile, inseparabile tutto ciò che ha una sua personalità, una esistenza tutta sua, speciale, in modo particolare vale per Uomo, Persona), pertanto, in ognuno di noi c’è una soglia di affaticamento, dipendente dalle predisposizioni genetiche (eredità), dal sesso, dall’età, dalla personalità e, naturalmente, dal grado di allenamento e di esercizio fisico.


La diversità individuale dipendente dalle suddette cause determina la capacità di fornire quantità ottimali di ossigeno alle cellule muscolari, pertanto la carenza di ossigeno alle cellule può causare affaticamento e insorgenza di crampi.


Perché questo? Bene, abbiamo anticipato il ruolo fondamentale dell’ossigeno, infatti questa molecola si pone come crocevia dei processi metabolici del glucosio e , quindi, delle finalità, squisitamente energetiche, che tale molecola svolge.


Cerchiamo di capirci un po’ meglio: il glucosio è uno zucchero che contiene 6 atomi di carbonio, durante il metabolismo all’interno della cellula viene smontato a 3 atomi di carbonio, e prende il nome di ac. piruvico (per approfondimento vedi ciclo di KREBS) e qui che entra in gioco l’importanza dell’ossigeno (in particolare della tensione di ossigeno nel sangue); infatti, se la tensione di ossigeno è sufficientemente presente, l’acido piruvico entra nella centrale energetica presente all’interno della cellula denominata mitocondrio (organello intracellulare) e quest’ultimo provvede a costruire ATP (adenosintrifosfato), vera fonte energetica dell’organismo.; dall’acido piruvico, oltre la produzione di ATP, residua acqua e anidride carbonica.


Se la tensione di ossigeno non è sufficiente il nostro amico, acido piruvico, passa dalla parte del nemico, resta fuori la centrale energetica (mitocondrio) e si trasforma in acido lattico, con conseguente blocco nello smontaggio del glucosio, e questo, fintanto che l’ossigenazione non si ristabilisce in maniera ottimale. L’accumulo di acido lattico, tende ad acidificare le cellule muscolari e il sangue, a rallentare l’attività enzimatica e la capacità di lavoro muscolare, innescando uno stato di contrazione muscolare e irritazioni delle terminazioni nervose che si materializzano in CRAMPI E DOLORE!


Il tentativo di risoluzione immediata è abbastanza noto a tutti: massaggiare e distendere la zona muscolare interessata così da favorire il rilasciamento muscolare (azione anticontratturante), a questo si potrebbe aggiungere, con una certa utilità, un impacco freddo quando il muscolo è in tensione, un impacco caldo se residua dolenzia dopo che il crampo è passato.


Allora, con la speranza di essere stato chiaro nell’esposizione dei meccanismi, cerchiamo, ora, di tirare fuori una linea di condotta utile alla prevenzione dell’insorgenza di questi fastidiosi problemi. Direi, a questo punto, che potremo regolarci come segue:


1)    IDRATAZIONE OTTIMALE, per quantità (vedi articolo idratazione) e qualità (preferire bevande isotoniche), prima durante e dopo l’attività sportiva (si evita, così, lo squilibrio idroeletrolitico secondario alla profusa sudorazione


2)    OTTIMIZZARE I PROGRAMMI DI ALLENAMENTO E IL CALENDARIO DELLE GARE, seguendo, ove possibile, i consigli di persone esperte e specialiste del settore (allenatori, preparatori atletici ecc ) in modo da dare all’organismo la giusta preparazione (valutazione della soglia aerobica e anaerobica, ecc ) ad affrontare gli stress muscolari.


3)    RISCALDARSI ADEGUATAMENTE prima di effettuare qualsiasi esercizio fisico.


Prima di concludere questa nostra discussione, è bene ricordare, per quei pochissimi che non lo sanno, di prestare attenzione a non confondere i dolori muscolari crampi-formi con quelli da contratture da affaticamento, in quanto, in quest’ultimo caso, i provvedimenti risolutivi sono diversi (stop e riposo, no allungamento della muscolatura, impacchi freddi, eventuali terapie fisiche), rischiando di aggravare l’infortunio bene, la conclusione viene spontanea, buona e sana attività sportiva a tutti!!!

Autore: Dott. Giuseppe Tomasino

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Peluso

  • Pasquale Coppola ASD LA SOLIDARIETA

    Caro Dott. sei stata semplicemente grande nel trattare un argomento così vasto e complesso in pocghe righe, sei molto soddisfacente nel descrivere l’annoso problema Grande dott. sono molto contento di conoscere uno come te.

  • Emma Palladino Napoli Nord Marathon agosto 2011

    Nel leggere l’argomento pensavo fosse stato più interessante non mi ha aiutata a conoscere i motivi e i rimedi

  • Giuseppe Tomasino Ermes Campania

    Cara Emma, un pò di pazienza…servirà a qualcuno che conosce meno di te l’argomento…grazie, comunque, per l’attenzione riservatmi.

  • Antonello LOMMITO, c.s.c.Amici del ciclo, sez.podi

    Ottima esposizione !unico quesito: come posso attivare l’ac.piruvico per lo smontaggio in tempi rapidi?Vanno meglio gli zuccheri ad alto indice glicemico o quelli a basso? Quali alimenti far prevalere per un pronto recupero?

  • Laura Galeano Atletica Virgiliano

    Sono 4 anni, che corro , sono mf40, e non ho mai terminato una gara di 10 km e soprattutto una 21 km senza crampi, una volta dopo una gara non riuscivo neanche a guidare. Da premettere lo scorso anno mi sono allenata costantemente tutto l’inverno (magari non ho fatto chissà che tipo di lavori però correvo 4 volte a settimana per 50 minuti di cui 1 seduta la dedicavo a lavori tipo 10×400 a 1 min e 30 recupero attivo di 200 metri o 12×300 a 1 e 02 con recupero in 100 metri attivo e non avevo crampi). La cosa strana, che hoh notato negli anni, è che quando comincia il caldo andava molto meglio i crampi diminuivano è come se i muscoli si scioglievano.. tanto che ho lasciato perdere le gare lunghe a favore dei 400 (che chiudo in 1 e 06 più o meno) e degli 800 metri (che chiudo in 2 e 32-34) e nonostante faccio lavori lattacidi non mi è mai venuto un crampo nè in gara e nè in allenamento. Sono arrivata alla conclusione che è proprio il mio fisico che non sostiene distanze così lunghe con sforzi anche se non intensi ma costanti..e che i crampi sono un avvertimento! Le ho provate di tutte integratori, taping sui polpacci cioè i muscoli più soggetti, massaggi prima delle gare…Ma niente.

  • PASQUALE

    Gent.mo dottore sono un podista di 57 anni, da un po ‘ di tempo soffro x un’ infiammazione ad un tendine.Dopo una visita da un ortopedico ed una cura di circa 15 giorni con ghiaccio x 2 volte antifiammatori e molta ginnastica, il dolore purtroppo persiste ancora. Sono disperato perche’ non posso correre, se lei mi puo’ consigliare qualcos’altro le sarei grato. GRAZIE

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