Maratone e altro slide — 24 aprile 2016
Eliud Kipchoge of Kenya wins the Men's race in the 35th London Marathon, Sunday, April 26, 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Eliud Kipchoge of Kenya wins the Men’s race in the 35th London Marathon, Sunday, April 26, 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Grande prestazione di Eliud Kipchoge alla maratona di Londra. Per il secondo anno consecutivo, il 31enne keniano conquista la vittoria nella classica della capitale britannica, con uno strepitoso risultato cronometrico di 2h03:05. A soli otto secondi dal record mondiale, detenuto dal connazionale Dennis Kimetto (2h02:57 nel 2014 a Berlino), per demolire il primato della manifestazione che era di 2h04:29, stabilito due anni fa da Wilson Kipsang. La gara si decide al 40° chilometro, quando Kipchoge prende vantaggio nei confronti di Stanley Biwott, poi secondo nel personal best di 2h03:51. Entrambi gli atleti realizzano il record mondiale dei 30 chilometri con un passaggio in 1h27:13, sette secondi in meno dell’etiope Sisay Lemma, il 22 gennaio di quest’anno a Dubai (1h27:20). Terzo posto a Kenenisa Bekele con 2h06:36 davanti all’eritreo Ghirmay Ghebreslassie, il campione iridato che in 2h07:46 precede Wilson Kipsang (2h07:52), invece Kimetto è nono con 2h11:44. Al femminile, gara ricca di colpi di scena perché la keniana Jemima Sumgong, classe 1984, riesce ad imporsi nonostante una caduta poco prima del 35° chilometro. Il suo tempo finale è di 2h22:58 per il primo successo nelle World Marathon Majors dopo tre secondi posti (Boston 2012, Chicago 2013, New York 2014) e la quarta posizione ai Mondiali di Pechino, mentre la sua affermazione più prestigiosa era stata finora a Rotterdam nel 2013. Nell’ultimo chilometro stavolta prende il largo sull’etiope Tigist Tufa che aveva vinto l’edizione dell’anno scorso e si deve accontentare della piazza d’onore in 2h23:03, quindi la keniana Florence Kiplagat (2h23:39), la sorprendente bielorussa Volha Mazuronak (2h23:54 in rimonta) e l’etiope Aselefech Mergia (2h23:57), coinvolta nella caduta insieme anche a Mary Keitany, nona al traguardo in 2h28:30. Sesta la campionessa mondiale Mare Dibaba con 2h24:09.

PARALIMPICI: DI LELLO VERSO RIO – Alla maratona di Londra, l’atleta paralimpico Alessandro Di Lello (Fiamme Azzurre) si conferma tra gli uomini di vertice in questa specialità, con il terzo posto della categoria T46 nella tappa di Coppa del Mondo IPC. Dopo il bronzo iridato del 2015, il 38enne di Tivoli corre i 42,195 km in 2h32:44, piazzandosi dietro al vincitore cinese Li Chaoyan (2h27:07) e al secondo classificato, il marocchino Abelhadi El Harti (2h31:20). La conquista del podio significa anche la terza qualificazione diretta per l’Italia alle Paralimpiadi di Rio del prossimo settembre, dopo quelle guadagnate ai Mondiali di Doha da Assunta Legnante e Martina Caironi, appena nominata portabandiera azzurra ai Giochi brasiliani.


KIPCHOGE INSEGUE GEBRE (di Giorgio Cimbrico)
– Sugli 82 km e 792 metri che compongono e costruiscono l’all around delle corse di media, lunga e lunghissima lena – prendono il via con i 1500 e, distanza dopo distanza, portano alla mezza maratona e alla maratona tutta intera – Haile Gebrselassie sta strenuamente difendendo il suo primato, da ieri ridotto a poco più di un’inezia, 11 secondi. L’uomo che insegue il piccolo leone etiope e il record della supercombinata pista-strada è Eliud Kipchoge, da poche ore secondo uomo della storia, con qualche rammarico, sui 42 chilometri e 195 metri o, valutato il luogo della sua impresa, Londra, sulle 26 miglia e 385 yards.

Il 2h03:05 finale, a otto secondi dal record mondale e berlinese di Dennis Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41. Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo sul Mall, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi, alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta. E forse lo è stata ugualmente.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale, due anni fa a Londra. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20°-25° e 25°-30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica sui 2:55 a chilometro.

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

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