TuttoCampania — 11 aprile 2011

Dopo l’ultramaratona del Lago Trasimeno (58 km) ho deciso di ripetere la positiva esperienza dell’anno scorso iscrivendomi alla 2° edizione della Sei Ore del Parco Centopassi a S.Vito di Gaggiano (denominata ‘2° Edizione della 6 ore Self Trascendence di S.Vito di Gaggiano’), a pochi passi da casa mia. L’evento è stato allestito dallo Sri Chinmoy Marathon Team, con il supporto di Runner Store Milano. Nell’edizione 2010 mi classificai al quinto posto, con percorrendo una distanza di 69 Km e fui positivamente impressionato sia dall’organizzazione, sia dal bel parco in cui si snoda il circuito di 1,27 Km sul terreno completamente ghiaiato. Siamo in pochi, circa una cinquantina, ma chi prende parte a questo tipo di gare deve per forza avere nelle gambe una preparazione più che adeguata. Sono gare che non lasciano di sicuro spazio all’improvvisazione. Tra i partenti molti provenienti da fuori regione, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Piemonte, tutte figure di primo piano nel settore delle ultramaratone nazionali. Al via anche l’assessore allo Sport del Comune di Gaggiano che patrocina la manifestazione. L’assessore, Francesco Berardi, ha completato tutte le sei ore con un finale di km 59,300 in vista della 100 km del Passatore che per molti ultramaratoneti (io compreso) rappresenta l’evento di maggior importanza della stagione. Dopo pochissimi chilometri dalla partenza mi trovo al comando con Paolo e Nelson. Il terzetto si assesta su un veloce ritmo di 4.25 al chilometro; dopo 10 km Nelson prende l’iniziativa e si isola decisamente al comando. Io e Paolo manteniamo il ritmo costante, arriviamo insieme al 30° km dove mi stacco da Paolo per cercare di rientrare su Nelson. Al mio passaggio 42,195 Km, il cronometro segna 3 h 14′; quindi la gara si assesta con Nelson al comando, il sottoscritto all’inseguimento ed al terzo posto Paolo che dà evidenti segni di stanchezza. Nulla cambia fino alle quattro ore, quando scorgo Nelson in grosse difficoltà, che lo porteranno al successivo ritiro, in condizioni di estrema stanchezza. Cosi rimango solo al comando, però comincio subito a preoccuparmi di Andrea Accorsi (ben noto nell’ambiente anche perché oltre a correre scrive anche libri sulle ultramaratone) che è in fase di netto recupero e pare aver gestito meglio di tutti le proprie risorse. Nella parte finale mi raggiunge, mi sorpassa e mi doppia; anche io lo avevo doppiato una o due volte nelle prime fasi della gara. Probabilmente per l’estrema stanchezza, facevo fatica a capire se ero in prima o in seconda posizione. In questo modo concludo le sei ore e mi viene attribuito un risultato di 72,144 km. Ad essere sincero il mio GPS ha indicato una misura (73,730 km) ben al di sopra di quella ufficiale. In un primissimo momento mi viene addirittura assegnato il primo posto che poi, dopo una più attenta rivalutazione dei giudici sull’andamento della gara, viene attribuito ad Accorsi, dando così una lezione di come si imposta una distanza di questo tipo. Tra i favoriti della vigilia anche Paolo Panzeri, campione in carica di categoria sulla distanza e detentore della miglior prestazione italiana della 50km su pista, con lo straordinario tempo di 2.56.27, che si è posizionato in un, per lui, deludente quarto posto. Dal canto mio sono molto soddisfatto della prestazione: ho conquistato la seconda posizione segnando soprattutto un netto miglioramento rispetto alla edizione 2010. Ho mantenuto una media 12,2 km/ora (4′ 55”/km) che fino a pochissimi anni fa era il mio ritmo maratona. Ottima prestazione certamente agevolata dalle condizioni meteo e dal terreno completamente pianeggiante, anche se correre per diverse ore sulla ghiaia comporta un maggior affaticamento muscolare e dolori ai piedi, che mi hanno costretto al cambio di scarpe. Per la cronaca nel gentil sesso ha primeggiato l’azzurra della 24h Monica Bacchetti (tra l’altro con un ottimo 69,7 km ha avvicinato di molto la sua miglior prestazione), moglie del vincitore maschile: una gran bella coppia volante a cui non fanno certo paura fatica e chilometri e a cui faccio i miei più sentiti complimenti e auguri per le prossime sfide. A latere della manifestazione principale è stata allestita, per incoraggiare a partecipare anche i maratoneti, una staffetta 3x2h con al via alcune coppie; vincitori il Gruppo Run and Trail con oltre 79 km percorsi.. Ringrazio l’amico Alberico Magliano che mi ha spinto con il suo appoggio nelle ultime due ore, mentre nelle prime fasi della gara erano presenti anche mia moglie Caterina e mia figlia Federica (l’altra, Martina, era impegnata a studare). La grande fatica è stata ripagata con medaglia, coppa e pacco ricco di graditi articoli sportivi e gastronomici. Ottima l’organizzazione di una manifestazione non facile da gestire e come al solito graditissimo il ristoro finale a base di pasta, dolci e bibite sulle sponde del laghetto. Giuseppe Tripari

Autore: Edoardo Grieco

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Peluso

  • Franco Magliano- Pod. San Giovanni a Piro golfo di

    dopo quasi 100 tra maratone ed ultra abbiamo esaurito tutti gli aggettivi per descriverti, allora uso quello piu’ attinente all’argomento :ULTRA

  • Sandro Paladino Podistica San Giovanni a Piro-G. P

    Sei il fiore all’occhiello della nostra squadra, il nostro punto di riferimento, grande Giuseppe!!!

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