Cronaca — 29 ottobre 2008

A tutt’oggi non sono disponibili le classifiche aggiornate del trofeo, ma in considerazione dei piazzamenti ottenuti nell’ultima gara non si può far altro che confermare, anche se ancora non ufficialmente, la vittoria dell’atleta bergamasco.


Come saprete, il trofeo organizzato dalla IUTA laurea, al termine di 10 prove, il campione di Ultramaratona. Le gare si disputano in tutta Italia e le “distanze” variano da un minimo di 50 Km ad un massimo di “24 ore”, per cui tutti gli aspiranti al titolo devono avere non solo  “gambe”, ma anche “testa”.


Non è certo cosa facile organizzare una stagione, anzi un intero anno, con l’obiettivo di centrare la vittoria in questo trofeo.


In primo luogo, perché le gare coprono quasi tutto l’anno: si parte all’inizio di marzo (prima gara “Strasimeno” di 58 km) e si termina a fine ottobre (“50 km di Sanremo”). In secondo luogo, come già ricordato, la partecipazione alle gare (relativamente alla distanza) non è certo realizzabile da molti. Pensate: solo tra la “100 km Trapani /Palermo” e la “24 ore del Delfino” non passa nemmeno un mese. Da ultimo, incide molto (in questo caso anche sul … portafoglio) la sede di gara. In molti casi, più di mille chilometri; questo almeno per il nostro atleta.


Come ultima annotazione, segnalo che l’annullamento di una gara ha notevolmente stravolto i programmi di Santo, che si è visto costretto a correre tutte le ultime gare.


Ebbene, tutte le difficoltà sopraelencate, non hanno impedito a Santo di centrare l’obiettivo che si era posto all’inizio di stagione: carattere, impegno e costanza sono state le caratteristiche che hanno contraddistinto l’intera “ultra” stagione.


La rincorsa alla prima posizione è partita in sordina;alla quarta prova era solo quarto. La svolta si è avuta dalla “50 km di Romagna” dove si è trovato in testa, posizione che manterrà fino alla fine, ma soprattutto con un solo unico vero avversario: Giovanni Migneco. Infatti i primi tre della graduatoria non si sono presentati al via.


Il distacco, in termini di punti a questo punto, era mimino, ma di gara in gara aumentava in modo esiguo, ma costante. Credo che la miglior gara disputata, nell’ottica della vittoria finale, sia stata la “6 ore nella città di Angizia”, dove, pur perdendo punti rispetto a Giovanni ha terminato la gara mascherando molto bene un malessere, dovuto in gran parte al gran caldo.


Mai come in questo caso si è dimostrata vincente la “testa” rispetto alle gambe!


Le ultime gare hanno confermato la prima posizione, dove Santo ha saputo incrementare il distacco nei confronti dell’atleta romano.


La vittoria nella classifica individuale del Gran Prix IUTA segue quella del compagno di squadra Mario Pirotta, ottenuta lo scorso anno. Mario, per una serie di problemi fisici, non ha potuto difendere, come avrebbe voluto, il titolo conquistato lo scorso anno.


Da ultimo, segnalo la vittoria in campo femminile, anche questa ufficiosa, di Angela Gargano (Atletica Disfida di Barletta); in questo caso però la vittoria non è mai stata in discussione, infatti Angela, in testa già dalla terza gara, ha sempre mantenuto la prima posizione con un buon margine sulla seconda.


Angela succede a Paola Sanna (ASD Runners Bergamo) nella vittoria finale; va però ricordato che Paola quest’anno ha incentrato tutta la sua preparazione in funzione dei mondiali della “100 km“, che si svolgeranno il prossimo 8 novembre a Tarquinia.

Autore: Fausto Dellapiana

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